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TRE TRA LE TANTE EVIDENZE INSUPERABILI. à la guerre comme à la guerre: “MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO nè CORRUTTOPOLI: apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre ben oltre il mondo di mezzo ed il mondo di sopra visibile .

8 Dicembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

IL VELO SI SQUARCIA INESORABILMENTE. 

TRE, TRA LE TANTE, NUOVE EVIDENZE INSUPERABILI CHE EMERGONO DAL NOSTRO ARTICOLO SUL MONDO DI SOPRA "COPERTO": 

(1) Ciò che disse Pietro Saviotti al CSM il 31 maggio 2011 su "parte" di ciò che gli aveva detto Paolo Ferraro tra il febbraio e il marzo 2011  (!),  e quali fossero le "intuizioni" dell'Aggiunto di Roma esperto di reati contro la personalità dello Stato ( e non di corruzione mera nella P.A. o di meri traffici e riciclaggio ) e di Paolo Ferraro, magistrato ben noto per le sue qualità personali e molto stimato da Saviotti, anche;  
(2) Il tentativo posto  in essere mediante  Antonio A. , che era stato a lungo ascoltato dalla   Procura di Reggio  Calabria nell'estate 2012 ( !!), già "operante" in Kazakistan (un epicentro internazionale),  e presentatosi come detentore di  una chiave di accesso a piattaforma di finanziamento  internazionale in grado di gestire  grandi flussi monetari a fondo perduto. Non importa se (ipotesi scartabile) millantatore, importa che "si rivolse"  a Paolo Ferraro (?!),  dopo  essere stato Antonio A. a suo tempo  sentito per un giorno intero nell'estate 2012 da ufficiali dei ROS e da sostituto della Procura di Reggio Calabria; ( e il tentativo di  infilare Paolo Ferraro nel giro solo economico finanziario, in quanto portatore di ben altre analisi e prove, rivela che già nella seconda metà del 2012  si sapeva, forse non da parte dell'apparato deviato,  che  sarebbe "uscita" fuori la componente economico finanziaria e criminale corruttiva di quanto ormai ineluttabilmente veniva a galla. Altra è la sorte prevista per  la  componente strategica,   che vede i traffici gestiti o adiuvati "da militari" ( vedi articoli sul TEMPO  sotto citati ed atti delle indagini relative richiamati) e altra era la sorte programmata per   Paolo Ferraro,  che aveva parlato con  Saviotti e ha gestito sino ad oggi, sotto persecuzione e tentativi infiniti di depistaggio annacquamento e distorsione, la grandediscovery. 
forse verso la fine del 2012 occorreva anche essere sicuri che Paolo Ferraro fosse estraneo al contesto, vista anche la "mera" vicinanza di una componente di destra mal digerita e mal compresa nel suo ruolo da terza posizione ; 
[N.B. Il sistema finanziario internazionale al livello di vertice non funziona solo sulla base delle rigide  regole del debito come per gli stati nazionali. E le piattaforme producono ed accreditano secondo obiettivi e finalità internazionali,  al sistema delle attività di riferimento associative   Onlus e carities,  saltando il circuito bancario creditizio tradizionale ed usando solo il circuito elettronico bancario o lavorando con il contante stampato (di solito dollari).Possono fare   ciò perchè essendo al vertice della catena monetaria stampano o producono elettronicamente a costo zero o giù di lì, finanziando operazioni internazionali il cui "rientro" è strategico e su piani  di politica internazionale"]

3.  La clamorosa e marchiana attività falsa e criminale  posta in essere infine con la istanza di  amministrazione  di sostegno a danno di Paolo Ferraro presentata dalla Procura di Roma ed a firma di Giuseppe Pignatone e la prova immediata dei FALSI  utilizzati .. (!!!)  hanno nuova luce: la posta in gioco per la componente deviata era troppo alta,  mentre non  ci si  poteva altresì permettere che uscisse fuori la macchinazione ordita da tempo nei confronti di un magistrato,  e i contenuti e metodi a questa  attività criminale ad essa collegati. 
Le "morti da infarto" di Saviotti e Caperna forse e la sorte iniziale di Paolo Ferraro, questa certa secondo gli altrui intendimenti e oggettiva,  dimostrano che l'apparato deviato tentava di impedire quello che in realtà anche tramite Pignatone è comunque avvenuto. 
E' stata  fermata per ora   la macchina dei finanziamenti e traffici illeciti ( anche internazionali ?! ) che veicolavano risorse illecite o riciclate verso quello che pubblicamente ancora non si può dire. 
Ora si tratta di vedere se cessata la situazione di emergenza si darà almeno conto della sorte di un magistrato "combattivo" o se si sceglierà la strada dell'oblio che aprirebbe la stura a  vendette criminali a medio termine. Noi andremo avanti, comunque. 

TUTTE LE PROVE DELL'ORDITO   CHE E' STATO SINO AD OGGI CONSUMATO NEI CONFRONTI DI  UNO DEI MIGLIORI MAGISTRATI  E TUTTO QUELLO CHE SU APPARATO COPERTO, METODOLOGIE, STRUMENTI, ATTIVITA' EMERGE ATTRAVERSO LA GRANDEDISCOVERY, FANNO  DA NECESSARIA CORNICE.   

IL  FLUSSO DI FINANZIAMENTI E  DEI  PROVENTI DI ATTIVITA' CRIMINALI E RICICLAGGIO AVEVA UNA FINALIZZAZIONE ULTERIORE  E/O COMUNQUE PREVEDEVA UNA MACCHINA MONTATA SECONDO OBIETTIVI STRATEGICI, INCEPPATASI. 
Il filo tracciato nella grandediscovery scoperchiava già  IL MONDO DI SOPRA COPERTO E LE SUE TRAME, rese intelligibili con prove adeguate, mentre  oggi  attraverso la eliminazione del "MONDO DI  MEZZO" e del "MONDO DI SOPRA" politico visibile, necessaria per i vari motivi illustrati nell'articolo che segue, si tenterebbe di far sparire o mettere in secondo piano il resto ed il di più emersi. 
L’errore di infilare artificialmente Paolo Ferraro in un ambiente centrale per le attività coperte in corso o che poteva far capire altro (Cecchignola-2007), vicenda che ha le sue autonome connotazioni personali di accerchiamento antico dovuto ad un crogiuolo di motivi,   la persecuzione di Paolo Ferraro quando si rese conto di ciò che covava nel calderone, persecuzione fallita negli obiettivi primari, e quindi infine soprattutto la grandediscovery,  sono  a monte anche ciò che ha contribuito a fae decidere per la immediata eliminazione della parte più scoperta delle operazioni in corso. 
Vi sono poi naturalmente  gli eccessi criminali tangentizi ed il tasso di ricatto criminale troppo alto che,  dopo aver piegato la resistenza di snodi importanti dello Stato e in specie della magistratura prima ancora della politica,  si ritorceva in parte contro il medesimo apparato deviato a livelli più alti (magistrati). Di qui anche il   radicale intervento che vorrebbe porre rimedio agli effetti devastanti generati  dalle caratteristiche e non sufficiente governabilità  di una parte della manovalanza "eversiva" utilizzata.
A ciò si aggiunga il clamoroso sequestro di un quantitativo di cocaina tale da lasciar capire cosa dietro si muovesse, e la “vendetta” di chi volle parlare nel 2012 ( vedi articolo citato sotto, pubblicato sul Tempo) . E gli altri traffici gestiti da militari, la cui finalizzazione emerge a tutto tondo in in contesto deviato ed a matrice coperta internazionale, sinanche. E il nostro pensiero corre a Melania Rea , che ha pagato anche tutto ciò. 
Traffici finanziari, riciclaggio, traffici di stupefacenti , il  giro delle tangenti e proventi criminali, servizi deviati e pressione strategica sull'ITALIA : un filo unico che lega tutto e la grandediscovery, nata in quattro colloqui con Pietro Saviotti. 
E in questo contesto che  le morti "da  infarto" di Saviotti e CAperna, aggiunti nel settore dei reati contro la personalità dello Stato e dei reati contro la Pubblica amministrazione nella Procura di Roma, si sono rivelate preziose per l'apparato deviato. 
E la telefonata di  Solange Manfredi con  richiesta a me circa se fossi al corrente di tre "particolari" telefonate di Saviotti nella primavera del 2011, fatto già illustrato in precedente articolo, chiude, semmai ce ne fosse bisogno, il cerchio.  Saviotti aveva approfondito ed approcciato le questioni scottanti che  gli avevo illustrato ( forse o senza forse ?! ) e già nel settembre 2010 era "uno stronzo " per Stefano Pesci ( episodio analiticamente illustrato più volte tra le altre in http://cdd4.blogspot.it/2014/08/un-bel-guazzabuglio-interamente_13.html  e citato da ultimo in  III. - SOTTRATTISI ED ESTRANEI ALLA PANTOMIMA  in http://cdd4.blogspot.it/2014/11/un-profilo-artificialmente-costruito.htm). 
Per quanto riusciranno a nascondere,  i magistrati criminali che operavano negli anni 2008-2012 ?! 

Ma con la complicità di chi? «Dirigenti dei servizi segreti, dell’esercito...». Si tratta di una conversazione telefonica del 24 luglio 2012 tra due soggetti coinvolti maxi inchiesta, nella quale si fanno espliciti riferimenti agli 007 che lavorano all’estero e che porterebbero in Italia denaro da far cambiare, appunto, alla banda finita in galera e che avrebbe avuto al vertice l’estremista di destra Massimo Carminati. «So tutti soldi puliti, capito,. non è che...poi so...ti ripeto...so tutta gente, dirigenti nostri». R: «Li vuoi fa’ du’ soldi continui ma veloci? Detta così non posso dire di no...». F: «...C’è del contante che deve essere cambiato con del contante...questi sono soldi praticamente governativi, nostri, di gente nostra che sta fuori in missione, gente capito che gli vengono dati...portano dentro cioè in Italia biglietti da 500 delle missioni all’estero e loro li vogliono cambiare in pezzi da 50, 100 e 200, capito? Sono praticamente...ci riconoscono il 5%...calcola che hanno 60 milioni da cambiare per questo mese, capito?».,,,,,, 

Dalla cattura di Roberto Grilli "Mi hanno arrestato, adesso parlo».  articolo tratto da il TEMPO on line  

Roberto Grilli è il nome che ha fatto saltare il copertchio su questa presunta organizzaizone criminale in grado di gestire appalti di qualsiasi tipo: dai rifiuti, ai profughi, dai campi rom alla gestione delle aree verdi nella Capitale.

Grilli, dunque, fu fermato mentre si trovava nella sua imbarcazione «Kololo II», battente bandiera francese e proveniente dalle isole caraibiche, dove sono stati rinvenuti, occulati nelle intercapedini della chiglia, 503 chili di cocaina. Dopo questo arresto, ecco che Grilli decide di collaborare con gli investigatori. Ma non solo in riferimento alla sostanza stupefacente, ma allargando alle sue conoscenze.



Da: 2. La grande discovery brogliacci con audio

” Non c’ho avuto tempo ” ( la frase non ha senso .. per il contesto e per la  giornata .. la stanchezza manifestata si riferisce al "ruolo e attività" …   altra D ” dai i pacchi ” con tono sussurrato … altro uomo con voce cupa e matura .. 42 non c’ho avuto tempo sò stanca apri i pacchi 42 non c'ho avuto tempo sò stanca apri i pacchi 


https://soundcloud.com/paolo-cdd-ferraro/42-non-cho-avuto-tempo-s


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Una indagine partorita e gestita da tempo . 

PIGNATONE. LA PROCURA DI REGGIO 

CALABRIA.  IL CASO FERRARO. 

IL MONDO di MEZZO, 
IL MONDO  DI SOPRA VISIBILE. 
IL MONDO DI SOPRA COPERTO. 

N.B. in caso di problemi di formattazione cliccare sul link EVERONOTE  alla pagina web con testo completo
https://www.evernote.com/l/AM9KOrWXQZtO-IQ90Xi_PGBa6xumO7ODOlk

à la guerre comme à la guerre: 
“MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO  nè CORRUTTOPOLI: è molto di meno e molto si più ma apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre,  ben oltre il "mondo di mezzo" ed il mondo di sopra pubblico e visibile, sul mondo di sopra coperto (il secondo ben importante mondo di sopra) e sulle sue strategie in atto.



L'occasione di questa prefazione analisi breve è un articolo fattoci pervenire,  che  pubblichiamo,  di seguito,  e che prima di alcune nostre "mere" "correzioni" e integrazioni era stupendo ....... 

“MAFIA-CAPITALE” è men che meno  la ridicola pretesa di essere quella "NUOVA NORIMBERGA" (?!)  partorita come slogan "imitato"  in ambienti infiltrati della finta controinformazione per "infilare" strumentalmente un percorso storico visibile e distrarre dagli assetti di potere forti e sotterranei ,  e non è “CORRUTTOPOLI”: apre “solo" una porticina piccola piccola, nolente … , sul mondo di sopra coperto e sulle sue strategie in atto. 

“MAFIA CAPITALE” è solo un mero frammentino di TANGENTOPOLI 2, consono ai livelli di degrado e specificità romani, ma soprattutto sottoprodotto ultimo del ventennio inaugurato da Capaci, ma ha un ruolo fondamentale.  
Elenchiamo le principali ragioni che sostengono tale lettura: 
1. Nel 1991-1992 emerse un intero sistema di spartizioni e tangenti, corruttela e concussioni che vedevano anche pressata una certa imprenditoria e direttamente coinvolto un intero assetto istituzionale destinato ad essere sostituito. Da una parte, escluse le partecipazioni "rosse"  dal cuore delle indagini,  TANGENTOPOLI apriva la ascesa del “neo” apparato post comunista, preparato dalla seconda metà degli anni ottanta, fedele agli Stati Uniti e al mondo anglosassone,  filo bancario e utilizzatore di moduli e coperture da neo strategie di scalata che ormai conosciamo; dall’altra parte la scesa in campo della P2 e di Berlusconi  costituirono varianti non programmate ma alla fine sopportate, male,  sol perchè rivelatesi utili per meglio preparare il terreno ed il degrado nazionale;
2. A differenza che in TANGENTOPOLI lo zampino di soggetti appartenenti ad apparati deviati, e la perenne ombra e presenza di servizi e coperture  improvvisamente rimosse, rivelano che dietro lo scenario di MAFIA CAPITALE, metodi criminali tipici e un'autonoma organizzazione criminale, vi sono fattori  in qualche modo guidati e monitorati, fino al recente colpo di spugna;
3. La partecipazione condivisa della componente politica ormai “ex di sinistra” anche eversiva, indica che coinvolgimenti e partecipazioni criminali individuali sono stati interrotti in una loro specifica trasversalità, ma risulta comunque dominante la matrice eversiva di criminalità romana a targhetta di destra, da sempre utilizzata da apparati e servizi, e maggioritaria o più importante per peso la componente di destra nelle attività passive di corruttela, il che contribuisce a rafforzare il quadro abbozzato sopra ;
4. La bòtta assestata al crogiuolo criminale "alimentato"  è perciò quasi "mortale" prima di tutto per gli apparati piduisti tradizionali e per la “destra” romana post piduista più massonico nazionale oltrechè per la destra eversiva legata a servizi : il disegno che ne esce resta meglio “delimitabile", come non lo fu per Tangentopoli;
5. L’esplosione della notizia sull’indagine, il bailamme giornalistico e alcuni tratti della gestione informativa pubblica della vicenda, indicano che MAFIA CAPITALE è anche una "risposta" e comunque un'azione condivisa a livelli alti. La conduzione diretta della indagine da parte dei ROS e dei vertici della guardia di finanza non consente  altre conclusioni: vi è un intento ed  una finalizzazione, non paragonabili però in alcun modo alla TANGENTOPOLI prodotta da Di Pietro e dal partito di quella componente deviata della magistratura consapevole delle strategie meno visibili e più coperte, di matrice atlantista;
6. Il sistema delle tangenti scoperto attinge ai finanziamenti pubblici e ai finanziamenti di settori “solidali” e di SERVIZI essenziali: finanziamenti redistribuiti a pioggia corruttizia e sottratti programmaticamente alla loro destinazione funzionale. La distruzione di questa cittadella  criminale, "mondo di mezzo", era ed è quindi necessaria, per limiti di contesto, territoriali, di ambiente e per la palese "temporaneità" dell'accadimento "a tempo determinato" ;
7. Lo sfondo di favori altri e attività deviate coperte diverse, di ben altro spessore e riconducibili a tale realtà romana, è messo in chiaro scuro solo dalla migliore stampa, mentre il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone è stato ben attento a disegnare gravità criminale ma al contempo limiti e contorni dell'associazione per delinquere di stampo mafioso "MAFIA-CAPITALE";
8. TANGENTOPOLI si sviluppò sul e nel sangue di CAPACI, via D’AMELIO e  dei quattro attentati terroristico eversivi del 1993. Sulle vicende nazionali vi era allora già la supervisione di un pericoloso apparato in ascesa, che si sovrapponeva  anche al preesistente apparato condiviso, ma con TANGENTOPOLI vennero le riunioni su quella nave anglosassone alla fonda nel mare toscano; TANGENTOPOLI era "immersa"  in  una strategia di lungo periodo e TANGENTOPOLI nacque a MILANO;
9. MAFIA CAPITALE è al contempo un processo romano, della Procura di Roma, contitolare delle indagini nel pool persino il Giuseppe Cascini da noi pubblicamente collegato, anche per sua stessa ammissione, a Stefano Pesci, che è apparso legato a cordate ed attività coerenti con assetti eversivi internazionali e/o a basamento militar deviato nostrano;
10. Dal procedimento MAFIA CAPITALE vengono evocati e tracciati legami, rapporti e attività che lambiscono un livello più alto e coperto, che a sua volta porta dritto dritto al caso Marrazzo, ma anche al caso FINMECCANICA e ad altre sponde. Coinvolto è anche il nucleo di una speciale criminalità romana che tra Magliana, Garbatella e Testaccio ha storicamente assecondato condiviso e gestito vari obiettivi di attività deviate dei servizi. 


Vi è quindi solo un pertugio o una porticina dovuta aprire, per necessità, che può spalancare un mondo di sopra coperto  . 

MAFIA CAPITALE arriva  dopo quattro anni di grandediscovery e dopo prove in crescendo  sulla esistenza di un apparato massonico deviato ed infiltrato in ben altri quartieri da quelli della MALA cui pure sono richiesti favori ed attività criminali di supporto, forniti. 

MAFIA CAPITALE non è "CORRUTTOPOLI" , non è il processo sull’intreccio criminale tra poteri forti o sulle dinamiche e strategie criminali poste in essere in venti anni, che hanno corrotto tutto il sistema istituzionale su vari piani, in modo lucidamente orientato, devastato donne, bambini, magistrati per bene e non, e corrotto irretito e controllato a ben altri livelli uomini ed istituzioni, infiltrando con modalità nuove e più efficienti anche Chiesa, religioni, culture, esercito ed associazioni (da ONLUS a sportive, da sociali a cultural coperte) e altro. 
In MAFIA CAPITALE e nelle sue potenziali diramazioni non compaiono la magistratura controllata, la psichiatria di apparato militare e civile asservita e talvolta quasi egemone e componenti militari a oro volta deviate. Non compaiono per ora le risorse messe a disposizione a fondo perduto da vari organismi internazionali, né quei traffici di stupefacenti "funzionali", sui quali indaga la magistratura militare. 
MAFIA CAPITALE quindi è,  per quello che è,  una mera porticina dovuta aprire, aperta, ed una risposta che si vorrebbe conchiudere, anche per rilegittimare di risulta la Procura di Roma coinvolta negli (e talvolta vittima degli) intrighi degli ultimi ventitré anni. Potrebbe essere persino lo spunto per salvare il salvabile della componente deviata, almeno della quota di essa che non ha fatto direttamente quello di cui noi abbiamo fornito prove e dati inconfutabili.

(1) Da qualche parte ho letto sul web che questo procedimento nacque due anni prima da una “intuizione” di Pietro Saviotti, morto per infarto il 05 gennaio 2012, con il quale feci quattro o cinque "chiacchierate" (analisi) ad hoc, tra il febbraio e il marzo 2011. 
La mia “intuizione" (quando gli analizzavo i paventati intrecci tra servizi, psichiatrie deviate, camorra e criminalità organizzata, mondo militare e CECCHIGNOLA,  due particolari omicidi allora recenti, il  fatto che nel processo Gladio intrecci militari e strumentazioni erano già parzialmente disegnati, e gli parlavo  del ruolo diretto di Pesci  e di Giovanni Ferrara nella vicenda mia e di Agnello Rossi poi,   e del processo alla "falange nera massonica” campana che mi aveva incuriosito , poi gestito a Milano da Armando Spataro) mi ha portato a subire e poi capire e ricostruire tutto quello che avete scoperto o state valutando, sino ad oggi,  tramite  me. 




So solo che lui era un magistrato vero, come me, e lo era indipendentemente da quello che in parte fece e da come lo fece, e sol per questo era  inviso ad una cordata  criminale arrembante che non voleva trovare ostacoli,  figuriamoci contrapposizioni. 
CORRUTTOPOLI, il processo sulla criminale  infiltrazione e corruzione nel senso lato di tutte le istituzioni toccate dal golpe strisciante, deve ancora venire. 
Come pure la resa dei conti con l'apparato deviato che ha tra l'altro snaturato una minima ma preziosa parte della magistratura italiana.   
Una porticina piccola piccola aperta c’è, ed una cartina al tornasole anche, per cui sapremo tra breve se richiuderanno la porticina voluta/dovuta aprire per la "operazione il mondo di mezzo”, e   che cosa porti ben oltre questa operazione. 
Nel 2006 tutte le fattispecie di attentato alla personalità dello Stato furono modificate, divenuto non  punibile  il tentativo, ma solo il reato realizzato. (n.b.  linguaggio non tecnico). 
Il procedimento  che dia conto in termini di responsabilità di reati finali ed effetti, ma anche di reati mezzo, strategie ed attività deviate su vari piani, sta lì, un pò oltre quella minuscola porticina che vorrebero richiudere,  per non essere tutti i coinvolti responsabili  di ben altro. 

à la guerre comme à la guerre

In questi due anni tre tentativi, gestiti,  sventati e corroborati dal solito nostro sistema di prove artgianale ma efficiente:
1. (2) Nel 2012 prima di estate e poi in autunno  un avvicinamento telefonico prima da un  personaggio di Bergamo  o dintorni,  Antonio  A. reduce da lunghi impegni "internazionali" in "Kazakistan", intermediato dalla solita "gnocca" milanese questa volta vicina o intranea a mondo degli anarchici, che invoca incontro "urgente" a Roma davanti al Pantheon poi anche con il tizio e più volte mediante programma di video comunicazione Skype ed ooVoo,   e ovviamente portata in giro come molte altre avvicinatesi a scopi  di  evidente incastramento, lascia intendere a corredo ed appositamente provocata  sue "disponibilità". Patrizia C. dal cognome lievemente sintomatico e dalla prospettazione "inequivoca",  per un magistrato come chi scrive. Lui   Antonio A.    abile simulatore "professionale",   in "dichiarato" e poi riscontrato contatto come informatore o "pentito" o parte offesa, contatto/gestione,   con la/della dda ( direzione distrettuale antimafia) della Procura di  Reggio Calabria, e relativi ufficiali di p.g. ,  del R.O.S. credo, che proponeva a  me finanziamenti a fondo perduto mediante piattaforma internazionale e Carities cioè  Onlus ... Feci una telefonata improvvisa al magistrato non secondario della Procura che trattava il personaggio e  che, molto  affabile, mi confermò fatti e dichiarazioni ... un informatore pentito parte offesa o meno che si avvicinava a Paolo Ferraro  ?! Non ci covava solo una gatta .. come in altri casi .. ( errori a iosa nella simulazione e l'errore  di pensare di poter gestire una ennesima trucco del genere con variante di nuovo tipo, e con tanto di altro ufficiale di pg che, valigetta alla mano,  simula un incontro casuale al bar di Labaro ... presente il personaggio letteralmente pilotato abilmente da me e convogliato in una mia astuta trappola, con tanto di testimone che segue la mia manovra e partecipa all'incontro, della cui natura ho poi a lui  illustrato gli elementi da me analizzati e lo scopo mio di acquisire tutte le conferme  necessarie. Antonio A. mandato poi senza mezzi termini in pesantissimo modo a quel paese  lui e chi gli stava dietro,  ad accertamento subito concluso, riaccompagnatolo alla stazione ferroviaria). All'epoca la Procura di Reggio Calabria era senza il Procuratore Capo, che la aveva lasciata da pochi mesi, nominato Procuratore Capo della Repubblica presso il TRIBUNALE di ROMA ;
[N.B. Il sistema finanziario internazionale al livello di vertice non funziona solo sulla base delle rigide  regole del debito come per gli stati nazionali. E le piattaforme producono ed accreditano secondo obiettivi e finalità internazionali,  al sistema delle attività di riferimento associative   Onlus e carities,  saltando il circuito bancario creditizio tradizionale ed usando solo il circuito elettronico bancario o lavorando con il contante stampato (di solito dollari).Possono fare   ciò perchè essendo al vertice della catena monetaria stampano o producono elettronicamente a costo zero o giù di lì, finanziando operazioni internazionali il cui "rientro" è strategico e su piani  di politica internazionale"]
2. un tentativo reiterato con telefonate al  cellulare di  elargire somme per aiutare a sostenermi, "in attesa che tutto potesse uscire fuori",  mediante soggetto che si profilava come in collegamento con mondo dei servizi,   a me vicino e consapevole delle mie cose, anche lui più cortesemente mandato a quel paese .. dopo avergli fatto capire che di somme e finanziamenti non se ne parlava, e avergli anche fatto capire con più garbo che di queste eventuali trappolette o contributi di incerta provenienza se ne poteva fare a meno ( asocto di morire di fame);
3. Un gesto apparentemente generoso e di aiuto di un avvocato, pacco di banconote alla mano, nel maggio 2013 con formula garbata, respinto ( ma con la durezza implicita mascherata da commosso rifiuto, che all'avvocato, noto, non è sfuggita). 

à la guerre comme à la guerre

e presto altre rivelazioni .. sulla più coraggiosa ed astuta tecnica di "infilamento nei pollai con porticina lasciata aperta", mai congegnata nella storia, per trarne conferme obiettive  sulla portata "incredibile"  di quello che sono andati arzigogolando .. e più hanno fatto e più hanno dimostrato come si muovevano . Niente applausi .. la tecnica utilizzata  constava di conservare prove avvisare amici e lasciare che venissero  fornite  pseudo occasioni o tese  ipotetiche trappolette,  in attesa che si scoprissero .. Avendo precostituto anche ex ante la prova della mia "investigazione" coraggiosa .. ed in qualche caso "divertente". 

Ecco l'articolo pervenuto da M.V. che molto più che volentieri pubblichiamo. 
Ringrazio M.V. per il suo intelligente contributo aperto ad ogni approfondimento, articolo di ottima fattura. Mi sono permesso, e M.V. sopporta "stoicamente" "smoccolando talvolta", di apportare alcune correzioni formali ( perchè un articolo scritto così bene stonava con la mia prosa a volte pesantissima). 
Ho anche, a peggiorare la situazione,  aggiunto alcune chiose mie in rosso: M. perdonami .. 

MORS TUA VITA MEA: I COLLETTI BIANCHI RIPULISCONO IL FONDALE DELLA PROPRIA CATTIVA COSCIENZA MA I PESCI PICCOLI NON CI BASTANO PIU'...





Ed ecco piovere come la manna dal cielo l’inchiesta romana denominata “mafia capitale”.
Parallelamente, il "risveglio" del movimento 9 dicembre e simili, l’inneggiare ad una casta politica marcia e corrotta di ladri da mandare a casa (per metterci chi? I militari? Ricordiamo il Cile del 1973 e gli scioperi selvaggi che precedettero l’instaurazione del regime terrifico di Pinochet). Sullo sfondo, la politica economica di autodistruzione non dichiarata di Renzi, il patto del nazareno e altri, la perseguita disintegrazione dell'impianto democratico della Costituzione. Questi poli nella situazione attuale portano corrente di omologo voltaggio.
Parlando di mafia, non possiamo non far riferimento a Falcone e Borsellino. In particolare, a quello che è il testamento di Paolo Borsellino: l’ultimo suo intervento pubblico nell’incontro organizzato dalla rivista Micromega.


Sarebbe "naturale" trovare come protagonisti del discorso di Borsellino il sistema delle famiglie mafiose, i rispettivi capi, Totò Riina, gli esecutori della strage di Capaci ecc.. Invece "stranamente" Borsellino parla quasi esclusivamente di vicende romane inerenti la magistratura, il CSM in particolare e marginalmente dell’ambiente palermitano. Ce lo dice poi chiaramente: l’omicidio di Falcone è stato solamente l’epilogo eclatante di una distruzione iniziata nel 1988 e non da parte della mafia ma attuata da una parte della magistratura (e in particolare le maggioranze nel CSM che affossarono ripetutamente un eccellente magistrato...).
Oggi ne sappiamo di più grazie alle prove raccolte a partire dalla sua vicenda da Paolo Ferraro, altro magistrato di caratura certo non inferiore a Falcone e che condivideva di Falcone scelte, percorsi ed impegno ma  nell’ambito di magistratura democratica e proprio nelle vicende romane dell'epoca,  ricordate da Borsellino. 
Oggi sappiamo anche ciò che in quegli anni non era trapelato in concreto enon sarebbe trapelato, sino alla oduerna unica ricostruzione completa: la vera e propria guerra sotterranea condotta in particolare da una componente estremamente attrezzata e pericolosa, che godeva di una segretezza insospettabile, ed insospettabile agiva.  
Nelle vicende rammentate da Borsellino, contro Falcone vi era anche un "giovane" Giuseppe Cascini, che a Paolo Ferraro, da sempre anche schierato con Falcone,  aveva detto a inizio autunno 1991 chiaramente "tu sei uno ingombrante, vai tolto di mezzo", col tono sardonico di un anziano "capo-bastone". 
Si, lo stesso Cascini oggi tra i delegati alla indagine nel pool sul “sistema mafioso” della capitale condotta da Pignatone. 
Lo stesso Cascini che dichiarava nel marzo 2011, anzi ricordava (visto che parlava con Paolo Ferraro), “quello che ha fatto Stefano è quello che faccio io ... noi siamo la stessa cosa”, riferendosi a Stefano Pesci.
Oggi la cordata che ha scalato anche la magistratura romana (compresa una parte del CSM compresa) dall’interno, interamente portata allo scoperto è in seria difficoltà, e persino la componente di servizi ed elite militari deviate con l'appendice condivisa di massonerie parioline sono state smascherate. E soprattutto l'intera magistratura è stata avvisata e ne è non poco avveduta. 
Non si tratta di un alveo, quello pubblicamente denunciato, totalmente estraneo ad un mondo nero ed infiltrato che promana anche da servizi e forze analoghe: a questa conclusione è agevole pervenire per  logica e la forza della logica che promana dalle prove pubbliche che Paolo Ferraro ha fornito su attività certamente riconducibili ad ambienti ed ambiti organizzati e "strutturati".

Sessanta secondi svelano attentamente valutati più di mille documenti







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Sessanta secondi svelano, attentamente valutati, più di mille documenti Nel Febbraio 2012, pervenne al Dott. Paolo Ferraro, tramite la segreteria telefonica installata presso il Server Omnitel Vodafone del cellulare di pertinenza, un messaggio audio del tutto particolare. Si trattava di una registrazione ambientale, traccia fonica sovrapposta ad una pregressa traccia in sottofondo di una telefonata della di lui madre, rimanendo riferita la registrazione al numero di … Continue reading 
L’ex Procuratore Ferrara, pensionato dopo breve transito ad incarichi ministeriali (il suo ruolo è stato sviscerato,   prove alla mano su fatti ed avvenimenti, nelle vicende a monte),  è stato nel settembre 2012 sostituito dal Procuratore Giuseppe  Pignatone, un magistrato di ben altro livello. 
(3) Pignatone è lo stesso magistrato  che risulterebbe però aver firmato  la richiesta che apriva la "incredibile" procedura per affidamento di Paolo Ferraro ad amministrazione di sostegno... ( avvio della tentata morte civile ...  ). 
n.d.r. "E   a riguardo, letto il tenore,  la struttura lessicale e vagliati i contenuti e passaggi,  ancora ci permettiamo di coltivare un ipotetico dubbio: lo fece mal consigliato, a fronte di documenti falsi e falso dossier, pressato dalla recente morte di Alberto Caperna "che lo aveva colpito anche personalmente", o addirittura era parzialmente ignaro del reale contenuto della istanza e della apparente sua firma !?".
Ma chi firma in mera ipotesi,  consapevole ed in accordo sempre in mera ipotesi, un abominio del genere, quanto altro può fare e cosa può architterae e congegnare con chi tira i fili sotterranei di attività para-istituzionali ?! 









E per apprezzare a che punto di nefandezza siano giunti coloro che hanno marchingegnato il provvedimento , osservate con attenzione:


e questo il certificato che era agli atti con altri e consulenze, inequivoco: già da solo basterebbe a svergognare per sempre la manovra criminale congegnata all'interno della Procura di Roma 




Dalla grandediscovery portata avanti da Paolo Ferraro emerge, prove alla mano, l’intreccio dei rapporti tra apparati deviati,  una quota di peso importante nella procura di Roma, il mondo militare anche legato ai servizi, ambienti vari professionali. 





I legami tra queste realtà ed esponenti infiltrati in partiti e movimenti e svariati ambienti politici e non, a cascata, e i ruoli che di norma assolve infine la bassa manovalanza , sono certamente "lambiti" dalla indagine MAFIA CAPITALE.

Il lavoro del CDD ha portato alla luce non solo nomi , ma anche illustrato e provato   metodi di azione, strumenti,  logiche,  protocolli,  ascendenti ed antefatti  su un piano e su un livello più alto. 

La pressione  sulla magistratura e la sua scalata, il controllo della politica attraverso l’irretimento e la tessitura di una rete di corruzione, compromissioni e ricatti di uomini politici, parlamentari od occupanti di cariche significative  nei diversi settori dell’amministrazione e dello Stato,  è oggi uno scenario illuminato analiticamente.

E l’ex Nar Carminati proprio su quel piano alto di attività deviate e gestite da servizi  era stato nel passato collocato e si era collocato, consapevolmente.

Il caso Marrazzo a titolo di esempio generale,  in questo senso è emblematico ed è stato ampiamente svelato nelle sue trame concrete e reali, dietro le quinte, e nei suoi moventiGli elementi di contiguità con le vicende solo scoperte nella Cecchignola  ( e solo scoperte , essendo rimasto Paolo Ferraro intonso), sono tanto vistosi da lasciare senza repliche.

QUELLO CHE TEME UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE NIENTE AFFATTO INVINCIBILE. DISVELATA DEFINITIVAMENTE STRUTTURA E GLI INTRIGHI CRIMINALI A PARTIRE PROPRIO DAL CASO PAOLO FERRARO E DALLA GRANDE DISCOVERY

CDD UNIONE on Vimeo (2)
UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE APPARENTEMENTE ( SOLO ) INVINCIBILE , composta ai vertici da colletti bianchi opportunamente infiltrati e gestiti, in particolare appartenenti al medesimo potere giudiziario che dovrebbe accertarne natura e reati , assommando alla autorevolezza che le deriva dalla immagine del potere medesimo, la forza intimidatrice ed omertosa che nasce dal condividere e gestire potere ed attività riconducibili ad alcuni vertici … Continue reading 


La preordinazione e comunque la conoscenza certa a monte, da parte di  di componenti della procura romana sono un dato certo ormai pubblico. 

RITROVANDO NOTIZIE (preziose) SULLA INDAGINE “FIORI NEL FANGO” RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 e 5/12 grandediscovery


Maria  Monteleone
LAINDAGINE “FIORI NEL FANGO” ( infangata essa ) e la GRANDEDISCOVERY . ( Riedizione implementata al 1° gennaio2014 , IN CODA SINTESI E LINK PER TUTTE LE VICENDE AMONTE ED A VALLE ) I passaggi di quadro afferenti LA GRANDEDISCOVERY, ALLA LUCE DEI DATI EMERSI, RITROVANDO NOTIZIE ( preziose ) SULLA INDAGINE ” FIORI nEL FANGO” a ROMA , RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 … Continue reading 
Come si può allora inquadrare coerentemente,  in questo scenario,  l’inchiesta MAFIA-CAPITALE oggi assurta agli onori delle cronache ?!.

Si può ragionevolmente ritenere che si voglia anche far fuori il livello inferiore, ormai rivelato e compromesso,  in quanto portato a conoscenza dell’opinione pubblica e della parte sana delle istituzioni, e  che si attivi la trappola finale perchè la funzione intermedia di corruzione ed irretimento avrebbe raggiunto nel  caso specifico  i risultati e scopi perseguiti ( più in alto). 

I colletti bianchi e servizi e apparati di supporto eliminano di norma  la bassa manovalanza ormai compromessa, in questo caso forse ( e senza forse) anche perchè resasi un pò forte del proprio potere ricattatorio, comunque tirando la rete a maglie grosse quando è il momento. 
Ovviamente l'input è esterno alla magistratura in senso istituzionale e la magistratura gestisce un prodotto giudiziario. 
n.d.r Ciò non toglie che la prova della partecipazioni di magistrati della procura romana e di uffici giudiziari romani in  riunioni presso l'ospedale militare CELIO  a Roma, od a cenacoli o altre non ufficiali riunioni "decisionali", vedrebbe partecipanti ad un livello più alto membri della istituzione giudiziaria.  
Comunque non è per niente assurdo ipotizzare che si speri, così operando, anche di cauterizzare una ferita aperta, ormai non più occultabile allo sguardo dei cittadini informati e soprattutto alla parte sana ancora predominante nelle istituzioni, prima tenuta nell’impotenza e priva degli strumenti per comprendere e difendersi (non dimentichiamo quei magistrati romani "portati da un magistrato presso il primario del reparto psichiatrico del Sant’Andrea Girardi, per essere trattati e ricondotti nei ranghi…così come politici e persino, anzi anche, ministri, - le registrazioni video audio nel  Sant'Andrea e le dichiarazioni del dott. Paolo Girardi e Gabriele Sani -

UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. SESTO AUDIO inediti E RIEPOLOGO DETTAGLIATO dei FATTI A MONTE DAL DAL 2007

santandrea 2

PREMESSA Questo sesto articolo con video audio inedito (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche dello psichiatra “SANI” 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di “riprendere in mano la situazione” ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei .. Continua a leggere 


e non dimentichiamo la sorprendente percentuale di morti per infarto nella magistratura romana, ma anche altre malattie meno improvvise in percentuale troppo cospicua,  - n.d.r - e persino il caso di  un serio e professionale pretore del lavoro deceduto nell’estate 1995 per una influenza-patologia  “fulminante”, un giudice realmente "democratico" che in realtà costituiva l’ossatura della opposizione democratica in M.D. in quell'anno, insieme  a Ferraro e vari altri, e non dimentichiamo poi la "scomparsa" del dott. Adinolfi del Tribunale Fallimentare romano... ma l’elenco sarebbe lunghissimo).

La bassa manovalanza esterna è dedita invece proprio alla corruzione dei corruttibili e all’irretimento o compromissione organizzata dei più resistenti, tipico l'utilizzo  archetipo delle "femmene".

La strategia ultima, vista dall’alto? 

La presa od il controllo dei poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo mediante il sostanziale svuotamento anche della sovranità dei rappresentanti del popolo,  attraverso gli strumenti preparatori della corruzione e dell'irretimento, scandali e percorsi distruttivi, e la successiva finale  liquidazione di un’intera classe politica ridotta a sub-casta servile, in parte per via giudiziaria e nella fase finale, eventualmente, per via solo apparentemente “rivoluzionaria” ( ma eversiva)  e invece realmente "controrivoluzionaria"(che oggi verità,  legalità e giustizia siano rivoluzionarie è un dato direi pacifico). 
Si tratterebbe in questo scenario di una via eversiva sostanzialmente golpista, con azione militare ed autoritaria coèva al crollo socio economico, che  pieghi  infine  la stessa resistenza a morire della sub-casta politicam  nel momento in cui va percependo di essere stata solo utilizzata e portata per mano e per altro (un po’ come i bambini del libro di Collodi, portati insieme a Pinocchio nel paese dei balocchi per essere infine schiavizzati e tramutati in asinelli, da sfruttare o da vendere).
A questo punto fanno buon  gioco certi movimenti all'uopo anche debitamente infiltrati: movimenti in nominale difesa del cittadino che fomentano l’odio nei confronti della "casta politica ladrona" e corrotta, a colpi di slogan “mandiamoli a casa”. Ovviamente senza spiegare chi gestirà il potere dopo la cacciata e senza chiedersi chi sia il corruttore della classe politica. 
È vero, se ci sono i corrotti ci saranno pure i corruttori! n.d.r. E dietro,  chi manda i corruttori ...   
E addirittura vi è chi si è mosso denunciando sub facie giudiziaria penale (reati) un intero percorso storico politico,  alla "Procura di Roma", con una operazione meramente propagandistica che nasconde scientemente lo zoccolo duro del vero potere forte che gestisce in Italia le trame ed i processi socio istituzionali che contano. Ed è da questi che dipende poi il potere decisionale, non viceversa . E' come se lottando contro una piovra gigante, la piovra stessa organizzasse un manipolo di finti assalitori impegnati a scagliare epiteti e scuri
contro un tentacolino sempre rinovabile  e destinato in realtà ad essere in prospettiva eliminato mentre la piovra continua a gestire tutto, perchè non si toccano nè si nominano i centri nevralgici e non si indica una politica reale e concreta che li disarticoli. 
A  Roma esiste una parte sana della magistratura, che coesiste con quella deviata che manteneva su di sè il più stretto segreto. Fu il magistrato Paolo Ferraro che con enorme intuito e da PULITO capì quello che accadeva portando le prove che consentono di ricostruire tutto, a partire dal luogo scelto per tentare, fallendo prima di tutto sul piano umano, di mettere in trappola, circuire o piegare uno dei migliori ed indipendenti magistrati. Tale è rimasto,  rivelando intuito investigativo, rapidità e capacità di decidere tali da restare anche per questo nel memorandum delle attività deviate dell'apparato ("viaggia più veloce della luce, lui pensa capisce .. ma poi .. agisce .. agisce", immortalato in queste frasi anche il "profilo" dello psichiatra Paolo Girardi).

UN VIDEO AUDIO INEDITO. UNA PROVA DIRETTA SCONVOLGENTE SU APPARATI COLLEGAMENTI PSICHIATRIA DEVIATA E L’ATTACCO FRONTALE PER TENTARE DI RISALIRE LA CHINA E FERMARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO ANNO 2011 .

0000 Un documento unico IL TENTATIVO DI INCASTRARE E BLOCCARE il magistrato FERRARO. PSICHIATRIA DEVIATA on Vimeo
Tornando al 2011 ed all’attacco violento sferrato per impedire che vicende denunciate venissero portate a conoscenza della opinione pubblica, vi era in gioco allora tutto di più: tra luogo coperto (Cecchignola) , attività gestite, rappresaglie criminali, trappola ordita ed antecedenti mirati, sempre in danno di Paolo Ferraro , nonchè il pericolo che lo stesso arrivasse a ricostruire riconnettendo elementi e dati …Continua a leggere

Ma torniamo al movimento 9 dicembre, già ampiamente smascherato nei suoi sotterranei  intenti nel 2013,  e neutralizzato. Quest’anno ci riprova, cavalcando il malcontento ed il cieco odio delle folle nei confronti di una classe politica responsabile di tutti i mali del paese (compreso il debito pubblico, senza mai chiedersi chi sia il creditore di questo debito e di che debito si tratti...e chi se lo chiede poi ha la risposta pronta tautologica dei signoraggisti manipolati & C. “per riconquistare la sovranità monetaria dobbiamo riconquistare la sovranità monetaria” ...tante grazie, non c’è modo migliore per girare a vuoto che ripetendo certe litanie...).
E soprattutto ci prova cavalcando anche l’ondata di indignazione scaturita dall’inchiesta romana: inchiesta emersa con una contiguità temporale quanto meno imbarazzante.
Tutto ciò è sintomo di grave difficoltà e corsa ai ripari da parte di un insieme di apparati ormai quasi interamente scoperchiati. 
Non s’illudano i colletti bianchi che vi appartengono di cavarsela solamente scaricando la bassa manovalanza di cui si sono serviti fino a ieri per i propri scopi. 
Ormai la copertura è saltata a tutti i livelli: non s’illudano i liquidatori giunti a Roma per salvare il salvabile e ripulire le sole acque più torbide del porto delle nebbie. 
E ai lettori in buona fede, appartenenti a tutti i movimenti e a tutti i partiti, che credendoci operano nel proprio ambito ma paventano che nulla o troppo poco cambi, o che tutto cambi proprio per non cambiare nulla,  a conti fatti rivolgo un invito: leggetevi i blog di Paolo Ferraro e del CDD e troverete un quadro coerente che non solo porta le analisi, informazioni e notizie su progetti storici a compimento critico, con prove, ma indica cosa invece va fatto, come e con quali modalità concrete. Riascoltate le parole di Paolo Borsellino che ha detto e parlava proprio a noi di questo presente, intuito, perché nel 1992 non l’aveva compreso quasi nessuno ancora, nemmeno lo stesso Paolo Ferraro,  già allora circondato ma ancora in gran parte non reso accorto di tutto ciò.

Solo grazie a Paolo Ferraro, scampato a diversi tentativi di eliminazione secondo protocolli applicati in altri innumerevoli casi, abbiamo le prove dell’esistenza, dell’azione e dei protocolli di un apparato organizzato del resto che ormai si conosce.

Grazie al CDD in questi anni è stato  portato allo scoperto anche il versante disinformativo deviato collaterale e contiguo, con tutti i protagonisti e le strategie che identificano qualsiasi operatore di tal fatta.

Tutte le principali trappole, i marchingegni, le metodiche  sono stati individuati: se volete giungere alla meta del vero cambiamento, per uno Stato ed istituzioni non ostili e al servizio dei cittadini, dovete percorrere un sentiero disseminato di trappole ed evitarle tutte. 

L’informazione necessaria è a disposizione, basta volerlo: smettere di aspettare la manna dal cielo, formarsi ed informarsi, ragionare con la propria testa. Puntare sul fermare strumenti ed obiettivi di progetti deviati partendo dal cuore degli strumenti apprestati (aree di intervento prioritarie: Medicina e suo assetto, Psichiatria, servizi civili e militari, sistemi sociali privati nel coagulo devastante creato su famiglia e minori, a cavallo tra istituzioni e società).

E comunque mai diventare carne da cannone per rivoluzioni di piazza orchestrate dagli stessi che hanno creato tutta la situazione ed ora propongono la soluzione “che si rigira in quel posto per tutti”.

Buon Viaggio, ci ritroveremo oltre in direzione della vera mèta, se vorrete.

M.V.

Appena postato un aggiornamento sulla petizione, sig. Ministro di Giustizia: IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO TORNI A FARE IL MAGISTRATO!, che stanno firmando in tanti 

 TRE TRA LE TANTE EVIDENZE INSUPERABILI.   à la guerre comme à la guerre: “MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO  nè CORRUTTOPOLI: apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre ben oltre il mondo di mezzo ed il mondo di sopra visibile .
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COMUNICATO DEL CDD SU "MONDO DI MEZZO" e MONDI DI SOPRA NON VISIBILI O COPERTI. UN DICEMBRE EVERSIVO GESTITO ?!

4 Dicembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

Il procedimento penale gestito e portato a compimento del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone su un cemento criminale di poteri, affarismi, corruttele e attività in parte solo coperte da servizi e ufficiali deviati, anche se ancora connotato essenzialmente nelle componenti tangentizie e affaristiche da "mondo di mezzo" di  una   mafia-capitale organizzata a  stampo criminale,  costituisce in sè una notizia forte e  positiva, e foriera di possibili sviluppi addirittura  ben più importanti.  
Ciò a prescindere  dai nomi di due dei tre PM che sotto il coordinamento dell'Aggiunto PM gestiscono l'indagine, ed indipendentemente dalla circostanza che la indagine interessa  proprio un intero arco politico corrotto: il chè potrebbe evocare  per l'appunto lo schema, tramite la politica corrotta ed appositamente infiltrata, della distruzione  del sistema costituzionale    e, tramite la gestione della repressione successiva, della realizzazione del processo che porterebbe  mediante le necessarie tappe intermedie alla nuova forma di potere costruita su ben altri livelli eversivi, strategicamente e storicamente orientati. 
Percorso,  fenomeno riemerso e sua messa allo scoperto, sono fatti "intrinsecamente" multiformi .. e a noi il compito di percepirne ed agevolarne la matrice più intrinsecamente legalitaria.
Resta un disegno lontano e pericoloso,  in parte fuori dagli orizzonti della inchiesta , che tuttavia ne lambisce metodi, ruoli , strumentazioni e contatti necessari,    anche a quegli altri fini che hanno determinato la scelta di tentare di "distruggere" Paolo Ferraro".
E' anche a quel mondo di mezzo  connesso al nucleo tangentizio e più macroscopicamente criminale nel settore pubblico infiltrato, che dobbiamo in una quota non irrilevante ciò che è potuto accadere a chi scrive,  e la operazione Marrazzo, ad esempio.  
Ma il"mondo di mezzo" non esaurisce il mondo di sopra visibile e quello non visibile, e la nozione antropologico criminale da criminalità organizzata romana intrecciata da sempre ad attività deviate, dà solo la stura alle analisi e indagini possibili successive. 
E già la stampa pià seria va dando conto della intera potenziale portata del tutto, con riserve ma con apertura totale. (* vedi note in calce 

NON VI FATE TUTTAVIA TRARRE IN INGANNO.

La buona fede totale nelle indagini emergerà se e quando si arriverà ai nodi di tutti  questi basamenti criminali.  E ad eventuali diretti od indiretti coinvolgimenti ed utilizzi anche da parte di persone interne ai due mondi di sopra: ad uno di tali mondi, coperto,  appartiene anche una componente di coloro che hanno generato la repressione legale, pur dovuta. (* vedi note in calce 

Foto tratta dall'articolo pubblicato al link indicato in didascalia nel sito DAGO SPIA: 



" UNA FOTO CHE PARLA PIU’ FORTE DI MILLE PAROLE. SEDUTO AD UN ALTRO TAVOLO BRILLA IL PREGIUDICATO LUCIANO CASAMONICA. IN PRIMO PIANO SI VEDONO 2) GIULIANO POLETTI, OGGI MINISTRO DEL LAVORO 3) FRANCO PANZIRONI, EX AD DELLA MUNICIPALIZZATA DEI RIFIUTI (AMA) 4) UMBERTO MARRONI, DEPUTATO PD 5) DANIELE OZZIMO, EX ASSESSORE ALLA CASA NELLA GIUNTA MARINO 6) ANGELO MARRONI, GARANTE DEI DETENUTI NEL LAZIO 7) SALVATORE BUZZI, RESPONSABILE COOP ‘’29 GIUGNO’’ 8) ALEMANNO, EX SINDACO DI ROMA - 2. IN OGNI POSTO CHIAVE MASSIMO CARMINATI E SALVATORE BUZZI AVEVANO SISTEMATO UNA PERSONA FIDATA. MUNICIPALIZZATE, ASSESSORATI, PERSINO IL BILANCIO DEL CAMPIDOGLIO - 3. QUANDO GIANNI ALEMANNO CEDE LA GUIDA DI ROMA A IGNAZIO MARINO, SI CONCENTRANO SUGLI ESPONENTI DEL PD CHE POTEVANO METTERSI A DISPOSIZIONE IN CAMBIO DI FAVORI E TANGENTI. E RIESCONO AD AGGANCIARLI. DEL SENATORE DEL PD LIONELLO COSENTINO, SEGRETARIO DELLA FEDERAZIONE PD ROMANA, DICONO: “È PROPRIO AMICO NOSTRO” " dal sito DAGO SPIA


Di questo basamento criminale  ci si è probabilmente avvalsi più volte a diversi titoli .. e sapremo prima o poi se si è voluto coprire il livello più nascosto ed alto, ripulendo solo la base tangentizia più immonda,  o se si vuole arrivare al nodo storico di intrecci e favori innominabili, o sinanche a quel nucleo strategico sempre illegale che intravediamo e paventiamo. 
E ve ne accorgerete come al solito anche  dalle sorti della vicenda Paolo Ferraro: una cartina al tornasole
Nel frattempo notiamo una campagna video e sulle intercettazioni che non ci lascia tranquilli, perchè "mimica" e quasi parodiata, ripetto allo stile delle ultime "bombe" informative e prove fornite dal CDD in specie negli ultimi due mesi, su ben altri e comunque ulteriori piani eversivi e cementi di potere. 
Al pessimismo della ragione leghiamo l’ottimismo della speranza, ma con le riserve che derivano dalla nostra personale esperienza e dalla ormai comune e condivisa "intelligenza" sulla fase e strategia storica in atto. 
Le consonanze e sintonie non consentono un giudizio definitivo, ma la vicenda storica di TANGENTOPOLI, nata sul sangue di Capaci e via D'Amelio,  e la certezza di  quelle riunioni su quella nave alla fonda nel mare Toscano nel 1992,   costituiscono un monito per tutti ormai. 
Fase e strategie, eventi e percorsi attuali, ma proprio in quanto attuali,    accuratamente sottovalutati o addirittura nascosti proprio dalla finta multi-controinformazione strainfiltrata e dall'apparatino del movimento cinque stelle e, inellutabilmente, proprio dalla e nella nuova scalata della lega di Salvini. 
Partitura e  scenografia già ascoltate e viste ... 


In agguato sempre la variante scorciatoia ultima eversiva militar etero-diretta o gli inganni relativi. 

http://cdd4.blogspot.it/2013/12/a-quaranta-anni-di-distanza-cile-1973_0.html


A buoni intenditor ... e ce ne sono di buoni intenditori : oggi abbiamo casualmente trovato siu facebook un manifesto appello non nostro, ma frutto di esperienza ed intelligenze accumulate ... che salutiamo con affettuosa ed orgogliosa stima. 





Paolo Ferraro:  IL MONDO DI MEZZO ( e i mondi di sopra non visibili e coperti ?! ) .. cinque ville a SabaudiaCisterna di Latinai servizi, la criminalità nera ... temi su cui riflettere attentamente .... e  che non esauriscono affatto gli scenari  analizzabili  e certo non lo scenario globale più alto. 
E la trama in atto richiede profonda attenzione ... 

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/massimo_carminati_roma_mafia/notizie/1048173.shtml
  

* Due importanti articoli tratti da 
linkiesta.it



Mafia di Roma, Finmeccanica e le tangenti alla politica

Nell'ordinanza Pozzessere e Carminati che portava «bustoni di soldi a tutto il Parlamento»



Gira intorno alla figura di Massimo Carminati l’inchiesta della procura di Roma su "Mafia Capitale" che sta facendo tremare le fondamenta dei palazzi del potere capitolino. E che potrebbe arrivare a toccare i piani più alti delle istituzioni economico politiche italiane. È lui al centro delle indagini. Il pirata, il cecato, il Re di Roma, imprendibile dalle forze dell’ordine, scampato al carcere persino dopo una rapina, sguardo glaciale, 56 anni, un passato tra i terroristi neri dei Nar, esponente di spicco della banda della Magliana, lo storico gruppo di malavitosi che tra gli anni ’70 e ’80 imperversava per la città con l’appoggio dei servizi segreti e della politica italiana. E mentre gli indagati per associazione a delinquere aumentano di ora in ora - sono più di cento e ci è finito dentro anche l’ex sindaco Gianni Alemanno - nelle carte dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini, che ha portato in carcere 37 persone, spunta un nuovo filone che punta alle aziende di stato, a una delle società pubbliche più importanti in Italia. Stiamo parlando di Finmeccanica, la holding della Difesa, da ormai tre anni al centro delle indagini di ben quattro procure per presunte tangenti internazionali dove sono stati coinvolti politici italiani, da Busto Arsizio fino a Napoli, passando appunto per Roma e arrivando fino a Palermo. La “Cupola” infatti, secondo gli inquirenti, «può contare su rapporti che riguardano non solo la politica o le istituzioni in senso stretto, ma anche le realtà che agiscono nell’economia e che dalle istituzioni dipendono». 
I giudici lo scrivono nero su bianco nelle pagine dell’ordinanza. E citano un personaggio già noto alle cronache giudiziarie. Si tratta di Paolo Pozzessere, ex potente direttore commerciale di Finmeccanica quando la gestione era sotto Pierfrancesco Guarguaglini, poi a metà del 2012 distaccato alla sede di Mosca e quindi arrestato nell’ottobre dello stesso anno. Pozzessere non è un personaggio qualunque. Fu lui a occuparsi in passato della maxi commessa Selex Finmeccanica per sorvegliare il canale di Panama, affare che andò in porto non senza qualche scossone, che secondo fonti interne al colosso della Difesa gli costò il posto. Per i pm romani che indagato su Mafia Capitale, Carminati non era  un personaggio sconosciuto in piazzale Montegrappa, sede di Finmeccanica. Anzi. «E’ il caso dei rapporti tenuti da Carminati con Pozzessere, ex direttore commerciale di Finmeccanica e imputato di corruzione internazionale per fatti avvenuti all’interno della controllata pubblica, dimostrati dalla conversazione con il medesimo intervenuta il 13.06.2013»

I bustoni con i soldi per Finmeccanica

Nell’intercettazione in mano ai pm si parla di «un dialogo che si sviluppa all’insegna della reciproca, profonda e non recente conoscenza tra i due, che consente un’interlocuzione su questioni personali – dai guai giudiziari alle vicende affettive politiche, istituzionali, economiche, criminali». Per questo i pm sottolineano «una conoscenza approfondita di Carminati delle dinamiche di potere e di quelle corruttive interne a Finmeccanica». E su questo c’è un’intercettazione dove Salvatore Buzzi, titolare di alcune cooperative coinvolte nell’inchiesta parla appunto di “Massimo”. E’ «una circostanza» scrivono i pm «che dà corpo a quanto rappresentato da Buzzi circa il fatto che il primo fosse temuto anche per la conoscenza che aveva di dinamiche corruttive interne alla società controllata pubblica, che avevano riguardato tutti gli schieramenti politici, per essere stato lui medesimo a recapitare «bustoni di soldi a tutti»:
Buzzi : ma lo sai che mi dice Massimo? lo sai perchè Massimo è intoccabile? perchè era lui che portava i soldi per Finmeccanica! bustoni di soldi! a tutti li ha portati Massimo! non mi dice i nomi perchè non me li dice... tutti! Finmeccanica! ecco perchè ogni tanto adesso... 4 milioni dentro le buste! 4 milioni! alla fine mi ha detto Massimo <è sicuro che l'ho portati a tutti!> tutti!
Alessandra Garrone (altra indagata nell'inchiesta ndr) : a tutto il Parlamento!
Buzzi : pure a Rifondazione!
La teoria del mondo di mezzo e l'aiuto sulle indagini
Per capire i metodi di affiliazione alla Cupola bisogna prendere spunto sempre dall'ordinanza. E' la teoria della terra di mezzo alla base di tutta l'inchiesta della procura di Roma. Il processo di affiliazione, infatti, si snodava attraverso un’educazione ai principi di omertà e subordinazione, nonché nella partecipazione agli appalti ottenuti dalle cooperative, «riferibili proprio a Buzzi da parte di CARMINATI, del ruolo che lo stesso riteneva competere all’organizzazione nella struttura e nelle relazioni sociali, attraverso “la teoria del mondo di mezzo”». L’11 gennaio 2013, infatti, Massimo Carminati «nell’ottica di rafforzare il prestigio dell’organizzazione agli occhi di Cristiano Guarnera (altro indagato del clan ndr=, utilizzando una metafora, descriveva la società nella quale “è la teoria del mondo di mezzo compà. .... ci stanno . . . come si dice . . . i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo … e allora .... e allora vuol dire che ci sta un mondo .. un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano”». Tutti si incontrano. E si aiutano. Dove il mondo di sopra, fatto di colletti bianchi, imprenditoria e istituzioni realizza sinergie criminali con il mondo di sotto, fatto di batterie di rapinatori, trafficanti di droga o gruppi che operano illecitamente con l'uso delle armi. Carminati e Pozzessere ne fanno parte, quest'ultimo preoccupato per le inchieste che lo hanno portato al rinvio a giudizio insieme con Walter Lavitola nel marzo del 2014.   
C'è un dialogo del 2013 «in cui Carminati trasmette a Pozzessere, difeso dall’avv. Dell’Anno nel processo di corruzione internazionale, la preoccupazione legata al ritrovamento della microspia nel suo studio ( “gli hanno trovato una perlina così ....inc... bersaglia' a Pierpaolo...”) e gli comunica presunte dinamiche interne alle indagini che hanno coinvolto  Finmeccanica e le sue controllate». È «un dialogo» si legge nell'ordinanza «in cui la conversazione spazia fino a toccare i vertici governativi e istituzionali, la loro posizione rispetto alle vicende  interne di Finmeccanica, senza che questo generi la benché minima perplessità o esitazione da parte di Pozzessere, quasi fosse la cosa più normale del mondo che un apicale di una delle più importanti controllate pubbliche del paese interloquisca su tali vicende con un pregiudicato da gravissimi reati. Infine, a dimostrazione che non si è in presenza di un amarcord tra vecchi commilitoni, Pozzessere, in relazione alle sue attuali vicende, volge una specifica richiesta di protezione a Carminati»
Paolo: chi c'hai te di cose là ..per difendermi..
Massimo: ..c'ho il gruppo..inc...
Paolo: gruppo ..inc..
Massimo: embè so' tosti loro... comunque sono tosti so' duri insomma eh. E' dura cioè, però capito loro una volta che si liberano del processo una cosa è finita la festa no, che cazzo te ne frega... vuoi mette. A te praticamente l'accusa viene da coso, da Borgogni la tua, l'accusa de Borgogni ...





Sbirri corrotti e 007 al servizio della Mafia Capitale

Venerato come un dio, tra soffiate e regali per depistare le indagini. Storia di Carminati



INDICE ARTICOLO

  1. I servizi segreti, Finmeccanica e la P4
  2. L’aiuto dei poliziotti, tra elettrodomestici e macchine della Questura
Bisogna capire il sistema di protezione a livello di servizi segreti e forze dell’ordine corrotte che circondava Massimo Carminati per spiegare come l’ex boss della banda della Magliana è diventato negli ultimi dieci anni il Re di Roma. Il Nero, il capo della Cupola che controllava la Capitale dalle istituzioni fino ai campi nomadi, è venerato e aiutato come un politico, quasi come un dio. Protagonista «del mondo di mezzo», dove le istituzioni fanno accordi con la malavita, intoccabile, inafferrabile, capace di condizionare la politica, le istituzioni e persino le aziende di Stato, nelle carte dell’inchiesta Mafia Capitale della procura capitolina che lo ha portato in carcere Carminati dimostra di vantare conoscenze approfondite in due ambienti che hanno legami profondi con il tessuto dell’amministrazione giudiziaria e investigativa del nostro Paese. 
Il primo è quello di Finmeccanica, la holding della Difesa, azienda tra le più importanti in Italia e nel mondo, terreno di nomine politiche e interessi particolari, dove la nostra intelligence deve per forza muoversi tra commesse internazionali e la spregiudicatezza delle altre aziende straniere nel settore della vendita di armi da guerra. Il secondo è più basso, meno appariscente, ma di notevole importanza sul territorio romano. Nelle intercettazioni i poliziotti ammirano Carminati («Io starei due giorni a sentirti” dice uno di loro), gli forniscono informazioni sulle inchieste, soffiate, passaporti falsi per fuggire a Londra e persino cellulari rubati per depistare le indagini. E’ il microcosmo delle forze dell’ordine, tra polizia , carabinieri e Guardia di Finanza della Capitale, una città già ferita nel 2009 per il caso Marrazzo, dove alcuni «sbirri» della ormai nota Stazione Trionfale finirono coinvolti per ricatti hardcore, tra travestiti e cocaina, ai danni dell’ex governatore di centrosinistra del Lazio.

Carminati si muove con disinvoltura in questi due mondi. I magistrati diretti da Giuseppe Pignatone lo sottolineano più volte nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini. Nel primo, ai piani alti del potere statale, tra burocrati e manager improvvisati con appoggi di spessore come il faccendiere Walter Lavitola, ci entra anche grazie all’amico commercialista Marco Iannilli, ex braccio destro di Lorenzo Cola, il consulente di Finmeccanica a gestione Guarguaglini finito sotto indagine nel filone sulle tangenti Enav. Al secondo anello, quello degli sbirri che sbagliano, ci arriva invece grazie a una rapina al caveau del tribunale di Roma, quella della notte tra il 16 e 17 luglio del 1999, dove furono rubati 50 miliardi di vecchie lire ma anche documenti scottanti, come si scoprì dopo, con cui, spiegarono alcuni arrestati durante gli interrogatori, «si potevano ricattare dei magistrati». In quello strano colpo in piazzale Clodio ci finirono guarda caso quattro carabinieri (Mercurio Digesu di 41 anni, Feliciano Tartaglia, di 37, Adriano Martiradonna, di 48, Flavio Amore di 30 anni, mentre un quinto militare, Roberto Cozzolino è accusato solo di concorso in furto aggravato), poi beccati con Carminati, altri ex esponenti della banda della Magliana, in totale 23 persone, dalla procura di Perugia.  
I servizi segreti, Finmeccanica e la P4
Carminati conosce Paolo Pozzessere, ex direttore commerciale in piazzale Montegrappa e persona di spessore durante la gestione Guarguaglini. I due si confrontano sulle indagini in corso, dialogano, «hanno» secondo gli inquirenti «un rapporto di fiducia». Pozzessere negli ultimi anni è stato coinvolto in processi per corruzione internazionale insieme con Walter Lavitola, il faccendiere, grande amico dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, finiti entrambi rinviati a giudizion nell’inchiesta sulla P4. Anche in questa indagine della procura di Napoli si parlava di associazione a delinquere, questa volta nell’ambito della pubblica amministrazione e della giustizia. Nei faldoni ci finirono pure il faccendiere Luigi Bisignani e l’ex magistrato e deputato del Pdl Alfonso Papa. Secondo l’accusa la P4 «avrebbe avuto l'obiettivo di gestire e manipolare informazioni segrete o coperte da segreto istruttorio, oltre che di controllare e influenzare l'assegnazione di appalti e nomine, interferendo anche nelle funzioni di organi costituzionali». Pozzessere in sostanza non è uno di poco conto, anzi. Per Carminati è una conoscenza importante, da custodire.
Ma non ci sono solo gli agganci politici e istituzionali. Nelle carte dell’inchiesta su Mafia Capitale si parla anche di 007 al servizio di Carminati. I pm romani citano tale «Federico» di cui Carminati parla in una conversazione del 23 gennaio del 2013 insieme con un altro arrestato, Riccardo Brugia.  E’il cecato a spiegare che Federico era «forte» ed «esperto» e che era perfettamente a conoscenza della sua identità. «Dalla conversazione si comprendeva» si legge nell’ordinanza «che si trattava di un appartenente alle Forze di Polizia od ai servizi di informazione (servizi segreti ndr), che si era messo a disposizione per qualsiasi cosa e gli aveva spiegato molti particolari sulla possibile intercettazione attraverso la connessione in rete wifi: «lui mi ha detto “qualunque cosa io sto a disposizione,  mi fai chiamare da questo vengo io, ve faccio quello che ve pare”, mi ha detto un sacco di cose, io poi ..un cazzo sulle cose..su come se move que...ma ho detto sto Iphone, mi ha detto non dà retta alle cazzate...con il WIFI ti mettono un programma, si è vero però poi funziona solo con il WIFI dove loro ti conoscono gli indirizzi se tu sei uno invece che c'hai tutti gli indirizzi WIFI, che dove entra c'hai la cosa, sennò possono sentire solo a casa, se chiudi  a casa non telefoni, stanno bene così. Mi ha spiegato un po' di cose, capito?».
L’aiuto dei poliziotti, tra elettrodomestici e macchine della Questura
Di «sbirri» nell’ordinanza di custodia cautelare ne vengono citati diversi. C’è «Massimetto la guardia», appartenente alla Polizia di Stato che si rende «disponibile al reperimento di materiale elettronico di consumo e di piccoli elettrodomestici».  Poi c’è Salvatore, altra guardia in pensione, che invita gli esponenti di Mafia Capitale nel suo ufficio di Ponte Milvio. Di particolare rilievo, secondo i magistrati, è l’incontro registrato il quattro ottobre del 2013, presso l'ormai noto distributore di Corso Francia tra Carminati  e due soggetti, allo stato non identificati, giunti a bordo «dell’autovettura Alfa Romeo 156 intestata alla Questura di Roma». I tre discutono del trascorso criminale di Carminati, «facendo comprendere come avessero ben chiaro la caratura del personaggio con cui si stavano relazionando, tanto che uno dei due affermava “l'ho sentita la..inc.....non sei stato un santo diciamo...non sei stato un santo però manco sei stato...». Non solo. I due informavano Carminati del fatto «che fosse oggetto di un’indagine condotta dalle Forze di Polizia, motivo per cui egli avrebbe dovuto adottare delle cautele ritenute necessarie al fine di evitare l’attenzione degli inquirenti sulla sua figura».  
Uomo1: perchè adesso te stai sotto indagine 
Uomo2: oppure per dire che devi... devi evità..devi evitare ...
Carminati: è un casino...
A conferma della conoscenza del trascorso criminale del cecato«da parte dei due soggetti giungeva dal racconto dell’episodio in cui Carminati aveva intrapreso un conflitto a fuoco con un appartenente alla Polizia di Stato, sparando, evidentemente per uccidere, tanto che uno degli interlocutori chiedeva: “lui gli ha sparato un Carabiniere...è vivo?”. E Il Re di Roma precisava: “a un poliziotto...gli ho sparato”. I due poliziotti, poi, si «mostravano attratti ed affascinati dal passato e dalla levatura criminale di Carminati, considerato che uno dei due affermava “...io starei due giorni a sentirti...”. «Lo stesso Carminati» scrivono gli inquirenti «appariva compiaciuto dell’effetto che il proprio peso criminale, nonché quello dei soggetti» che all’epoca avevano costituito la banda della Magliana. «Quella è la storia» spiega il Nero «la storia nostra...hai capito?»

COMUNICATO DEL CDD SU &quot;MONDO DI MEZZO&quot; e  MONDI DI  SOPRA NON VISIBILI O COPERTI. UN DICEMBRE EVERSIVO GESTITO ?!
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1990 La calata a Roma e via Poma - 1992 Anche una trama solo romana e la ritirata dalla Corte Costituzionale di Marco Pivetti e Agnello Rossi 1995 Un agguato disciplinare inventato e miseramente fallito e tre missionarie ..

30 Novembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

1990
La “calata” nella sezione romana di magistratura democratica ed “altro” 
1992
Una trama,  non solo romana,  anche intorno al magistrato Paolo Ferraro.
La fallita scalata alla Corte Costituzionale e la ritirata di Marco Pivetti e Agnello Rossi.
1995
Un piacevole accerchiamento femminile: tre ruoli individuati ricostruiti ed un agguato disciplinare assurdo, fallito. 

AVVERTENZAOgni apparente divagazione e introduzione di vicende, fatti e nomi ulteriori, di norma  tra parentesi, immette elementi  la cui rilevanza e connessione è emersa in precedenti articoli costruiti su prove, e non racconto, od emergerà alla fine.  Per chi è stato attento il tutto si correla quindi alla complessiva ricostruzione effettuata fino ad oggi con prove pubblicate.
Anche questo articolo era necessario per contestualizzare ed inquadrare a fondo, ambientando almeno alcuni nomi, fatti e ruoli. Lo dedico a tutti coloro che hanno studiato, seguito e capito, ma soprattutto ai magistrati ed investigatori per bene,  ed alle istituzioni .... che debbono restituire legalità al paese. 






PARTE PRIMA: 1990. La “calata” nella sezione romana di magistratura democratica ed "altro". 
Nel 1990 comparvero nello scenario della magistratura romana Giuseppe Cascini e Stefano Pesci: subito apparentatisi alla cordata "migliorista e PCI" dei lavoristi  (Marco Pivetti), poi entrambi da me classificati, anche per loro esplicita ammissione ed indicazione, come filo "dalemiani". Cascini si legò anche  a Luigi Saraceni: personalità di rilievo che stimavo, ma verso la quale nutrivo un piccolissimo dubbio, poiché era troppo in buon dialogo con quella destra burocratica che definisco “ussarissima” (da “ussaro").
Ci misi un poco a capire quanto i due neo-magistrati fossero legati a poteri e forze per me comunque non decifrabili.
Negli anni 1985-1990 fui prima Pretore di Terni (con tante sentenze pubblicate sul FORO ITALIANO, e la perdurante memoria del mio impegno a tutela dell'ambiente e della sicurezza del lavoro), poi al Ministero di Giustizia, infine tornai negli uffici giudiziari romani alla Procura Circondariale. Appartenevo bella sezione romana ancora indomita di Magistratura Democratica, all'anima più giurisdizionale legale; ero con Michele Coiro, Celsa Galassi, Gabriele Cerminara e tanti altri lentamente decimati... decimati dalla vita, e decimati nella vita in magistratura.  
Giuseppe Cascini,  uditore giudiziario giovane napoletano di famiglia bene, venuto di sua scelta per il tirocinio giudiziario a Roma. Nel 1990 portava  ancora i capelli lunghi castano chiari, e 
si era subito immesso nella attività della corrente di magistrati di "Magistratura Democratica" ( abbreviato M.D.) e scriveva "anche" sul Manifesto.
[ricordo un suo articolo di allora sul Manifesto , ma a difesa o a dialogo da lontano con una particolare area movimentista anarco insurrezionale o di autonomia operaia, potrete controllare, articolo, riferito mi sembra ad una vicenda giudiziaria che li vedeva coinvolti, che mi aveva incuriosito per il taglio anche implicito, lievemente supponente, "da garante". 
Feci allora un collegamento mentale con Filippo Paone, noto magistrato di origine campana trapiantato a Roma, magistrato di area "estrema" di M.D., morto di recente e assurto da ultimo alla carica di Presidente della Corte di appello. Nel 1985 era stato sotto pressione disciplinare per un suo avere in qualche modo protetto una manifestazione non autorizzata in un’aula della facoltà di Giurisprudenza della Università la SAPIENZA nel 1977: essendo lui presente alla manifestazione illegale, si era frapposto tra persone presenti legate ad autonomia operaia e la polizia che era intervenuta.  Proprio nel  giugno del 1985 lo incontrai casualmente nello studio altezza Nomentana viale Libia subito dopo le caserme civili, dei due amici - allora - avvocati Tony Stellato e Sandro Galiena, del MANIFESTO area di "destra magriana" allora così visti e definiti da me. Il loro studio, situato a Viale Libia nel quartiere Nomentano  subito dopo le caserme civili, lo condividevano con Rosalba VALORI e, per presenza, anche con GUIDO VALORI (che a quell'epoca era anche vice procuratore onorario, nominato dal CSM).
Non mi stupii dell'incontro casuale (anche io ero lì per caso) con Filippo Paone, in pantaloni celestini e stretto in una "iacchettiella" a strisce verticali bianco azzurro chiaro (colori simili che stonavano), ma notai che era assai distratto e preoccupato della vicenda disciplinare: capii solo che doveva parlare con Rosalba e forse poi con Sandro, ma non di cosa.  Forse di una propaggine penale della manifestazione non autorizzata dell'epoca?! No, pensavo, era passato troppo tempo dalla data del fatto. Sempre quel giorno arrivò a studio quello che seppi essere il compagno/marito di Rosalba Valori, un personaggio ben noto del mondo della autonomia operaia romana: con barba, bel tipo, non certo sgualcito. Mi tornò il conto solo parzialmente: 1. autonomia operaia 2. magistrato nei guai disciplinari per aver sostanzialmente ostacolato lo sgombero dell'aula di giurisprudenza occupata per una assemblea di autonomia operaia, che veniva forse a raccontare novità sull'accaduto o a trovare i compagni di sorte?! (Pifani ad esempio, trovato al confine con la Yugoslavia con un bazzoka da portare alla "resistenza palestinese", da tempo era stato messo fuori gioco). Ma perchè Filippo Paone personalmente, e perchè lì? Per Rosalba, avevo concluso. Ma Sandro?! Allora per me il cognome VALORI non aveva significato. Non lo stimavo Filippo; era allora Pretore penale, tra l'altro l'autore di una risibile se non ridicola giurisprudenza che applicava in analogia (totalmente vietata in sede penale) la norma penale sull'aggiotaggio azionario alla rarefazione degli immobili destinati ad abitazione, per loro "natura" ma sottratti alla disponibilità del mercato o pubblica: una "pecionata" ideologica di quelle che per me (di scuola giuridica, assistente e collaboratore con cattedre di diritto privato e cattedra rivista di diritto pubblico) rendevano disonore alla magistratura; e rendevano disonore ad una corrente (M.D.), che dovevano assicurare secondo i miei intendimenti la progressiva e corretta attuazione della legge: sì a tutela dei deboli e secondo l'art. 3,  2° co della Costituzione. ma non sostituendo alla interpretazione costituzionale e progressiva delle norme il metodo "IDEOLOGICO",  che aborrivo. Un metodo eccessivo e fuori del seminato, errato, del quale poi non c'era neanche bisogno. Sandro e Tony , già studenti dello scientifico Archimede li frequentavo per la loro e mia storia di studenti impegnati politicamente; e Sandro dal 1985 in poi era stato sempre più "premurosamente"  presente in troppi momenti della mia vita. In particolare da poco dopo che avevo vinto il concorso in magistratura. Un amico vero, pensavo, lievemente traumatizzato dalla storica circostanza che al primo anno di giurisprudenza insieme, volendo preparare con me l'esame di filosofia del diritto nel lontano 1975, mentre lui stava al terzo capitolo io nel frattempo avevo fatto nella seconda sessione del primo anno cinque esami tra ottobre e dicembre. Tra me e loro una differenza che non pensavo insormontabile: io ero socialista e della sinistra del MANIFESTO al contempo, rossandiano, e miscelavo le due matrici guardando come burocrati post comunisti i "destri". D'altronde questa era la loro nomèa tra la gente impegnata politicamente]
Tornando a Cascini, appena arrivato a Roma aveva un contegno inizialmente più contenuto, ma già  arrogantello e un modo di fare da ragazzo di ricca stirpe. Solo più tardi, nel marzo 1992, avrei saputo dalla bocca di Lori Perla (anche lei come me magistrato romano della Procura Circondariale come me dal 1989 del mio stesso concorso - 1984 - e a quel tempo  mia amica) che Cascini aveva una madre di etnia ebraica e che era pronipote di  Achille Lauro. La notizia allora non mi colpì nè mi stranì, ovviamente. Poco dopo essere  arrivato a Roma, Cascini era provvisoriamente alloggiato in locazione; ma  invece di trovare un alloggio definitivo in locazione pose fine alla situazione provvisoria comprandosi due appartamenti di media metratura. Non ci frequentavamo, e me lo disse la solita Perla de relatoivi compresa la somma sborsata (oltre 700 milioni di lire): appartamenti attaccati a piazzale Clodio, su una nota strada in salita che parte da una altrettanto nota gelateria. 
Cascini faceva allora coppia stabile con Stefano Pesci, erano dello stesso concorso (1990) ma sembrava a tutti che si conoscessero troppo  bene,  e quindi da antica data. 
L'Agosto del 1990 fu funestato dall'omicidio di Simonetta Cesaroni, nella via che conoscevo di nome come la via degli ufficiali giudiziari: via Poma. E si tratta di un crocevia.

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I rapporti tra Cascini,  Pesci, Giovanni Buonuomo (un altro magistrato della Procura circondarialedi cui non si trovano immagini pubblichee me non erano cattivi in quell'epoca. In particolare Giovanni era anche un informatico di buon livello, appena venuto dal Tribunale di Savona (già Pretore in precedenza), lasciando ivi figli e moglie, magistrata che lo avrebbe poi seguito a distanza di oltre un anno a Roma dopo l'acquisto della abitazione in zona (Trionfale alto).
Giovanni manovrava già con disinvoltura le macro automatiche ed i modelli del programma MICROSOFT Word, appena immessa la piattaforma windows 1.0 in Italia e nel mondo della sempre ritardataria informatica giudiziaria. Io,  pur seguendo anche il suo lavoro, mi ero da poco impadronito del funzionamento dell'ambiente DOS e degli obsoleti 286 e 386 OLIVETTI e del primo 486DX arrivato "a giustificare" la arretratezza tecnologica delle forniture al Ministero della Giustizia. andavo creando un sistema di gestione delle attività/documenti dei magistrati della Procura Circondariale. Usavo un programma DOS preesistente e molto lineare, WS4, e puntavo in modo un pò "arretrato" su una organizzazione meramente sistematica e casistica dei documenti (uno per caso, quindi migliaia di casi), usufruendo di un sistema ordinante di directory e sottodirectory (ad albero, tipo capitoli, paragrafi e sotto paragrafi) e di un programmino che aveva il pregio di far gestire e vedere bene l'albero classificatorio ( XTG).  
Buonuomoanche lui campano, era più avanti a me e sapeva molto di informatica. Il ricordo riferito al CSM nell'esposto memoria del 3 novembre 2012, circa la buona conoscenza di un programma (piattaforma di comunicazione denominato TELNET)   e di quella "scatola" destinata alla connessione poggiata su un tavolino della sua stanza, è preciso. Come è preciso il ricordo di lui che mi illustrò le caratteristiche da chat primitiva del programma (in realtà era una autonoma piattaforma) e anche l'uso dei nickname, raccontatomi a voce e fattomi vedere dallo schermo verdolino:  tutta roba che ignoravo e da ignorante ritenevo dispersiva, inutile ed anche un tantino "buffa". 
Ero sposato, mi sarebbe dopo poco nata la terza figlia, e pensavo all'ammodernare il lavoro, a smaltirlo bene e al mio impegno interno alla magistratura [l'impegno interno ed istituzionale non è affatto una cosa impropria per un magistrato, e  teoricamente come nella pratica precedente non lo era certo stato: è lo strumento con il quale i magistrati assicurano, riorientano e gestiscono il buon andamento del lavoro e degli uffici, le necessarie valutazioni di professionalità ed altro. M.D. ed io in essa, puntavamo realmente sull'impegno ordinamentale; e sull'assicurare la progressiva indipendenza e la realizzazione del principio costituzionale  del "giudice naturale" attraverso garanzie, tabelle degli uffici e vigilanza con controllo obiettivo della professionalità, ]
Nel contesto in cui Buonomo mi aveva elargito due sue conoscenze di TELNET (mi sembra di ricordare che pronunciò solo una volta il nome della piattaforma di comunicazioni) io scarabbocchiavo infastidito disegni infantili su dei foglietti su quel tavolo, e Giuseppe Cascini entrò infine nella stanza, a contrattare come  fanno gli uditori giudiziari  il suo tirocinio mirato anche con Buonomo. Faceva molto caldo, la nuova stanza di Buonomo dava dalla parte dove batte il sole, e dovevo tornare a lavorare; avevo lasciato a Gianni un floppy quadrato con i miei preziosi (per me), primi documenti ordinati scritti in ws4 e con tanti capi di imputazione da importare nel glossario del modello "Normal" o "decreto di citazione"  in WORD per windows (allora ancora giravano anche i floppy "a cerchio", un simpatico ricordo dell'avvio scalcinato della informatica diffusa negli uffici giudiziari). 
E tornai nella mia stanza. Lasciando Buonomo e Cascini lì: Cascini curiosamente interessato ad un piccolo foglietto giallo da me insignito di un disegnino a pennarello.  
A quell'epoca ero un magistrato giovane ma di spicco, impegnato nella costruzione e nella critica agli errori organizzativi dell'ufficio della Procura Circondariale di Roma; ed ero più che mal visto dalla cordata migliorista di MD, da sempre a me avversa. 
La sezione romana manteneva ancora una sua indipendenza ed autonomia grazie anche alla presenza di Michele Coiro e dell'area più di sinistra.
Ero politicamente a cavallo tra i due orientamenti e molto stimato da Michele: lui fu uno dei padri fondatori della genuina MD, assieme a noi tanti magistrati perbene
[UNA CHIOSA TRIBUTO: in mezzo a tutti quelli che ho conosciuto si era stagliato nel 1985, per autorevolezza intellettuale, Marco Ramat: un magistrato "storico" di MD di particolare intelligenza e l'unico a cui attribuivo stima vera, come intellettuale ed uomo, indipendentemente dalla sua collocazione, che gestiva tra l'altro con equilibrio].
Giovanni Buonomo si dimetterà da MD a breve distanza dai due attentati a Falcone e Borsellino entrando nella corrente dei "VERDI" fondata da Falcone; piazzerà un manifesto raffigurante i due magistrati dietro la sua scrivania, e se ne andrà poi via dalla Procura circondariale verso il Tibunale civile di Roma. Regalandomi  l'avvertimento amicale: " quello è pericoloso, io me ne vado". "Quello" era sempre  Giuseppe Cascini , ma io sapevo di "intrecci personali" o concorrenza "personale" tra loro risalente al 1991, e come al solito, non "allargai" la mia sfera di intuizione: mi mancavano elementi di conoscenza essenziali. Dell'episodio del 1993 quando incontrai davanti al bancomat al piano terra Buonomo e Racheli ( il magistrato che mandava al  Sant'Andrea ed a Paolo Girardi e Gabriele Sani i magistrati da "rimettere in carreggiata" ) e sulla battuta a me rivolta "il galletto che fa chicchirichì sul sacco della mondezza" ho già detto in un precedente articolo.          

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Stefano Pesci, era il pendant di Giuseppe Cascini ma di molto più anziano e direi pressochè della mia generazione anche sul piano della formazione "politica". Dopo un pò di mesi da quando lo avevo conosciuto mi disse (nel  1991 credo),  anzi mi rivelò (col tono di chi voleva amicarmisi), che era stato un avvocato di "Soccorso Rosso" e politicamente di Democrazia Proletaria: veniva da Bologna ed era sposato con Nunzia D'elia, altra magistrato, anche lei lasciata a Bologna e che lo avrebbe poi raggiunto
Le uniche cose che accomunavano Cascini, Pesci e Buonomo, per quello che ne sapevo, è che erano tutti e tre magistrati (Buonuomo però del mio concorso), che erano soli a Roma (uno scapolo e gli altrui due single provvisori in attesa degli arrivi di mogli e figli) e che erano campani due e con moglie campana il terzo (Pesci). Roba ordinaria ed insignificante. Gianni era più geniale e simile a me, per certi versi, e un "bell'uomo" (del termine a me riferito, da Cascini, nella primavera del 1995, in pieno piacevole accerchiamento femminile io, tono e contesto,  abbiamo già detto). 
Ben sei o più uditori giudiziari del concorso del 1990 avrebbero avuto estratti e scelti  sei posti a Roma (posti  ovviamente messi a disposizione tra le sedi da scegliere secondo ordine di graduatoria, ma era cosa mai  successa prima nella storia della  magistratura romana), nella Procura Circondariale che aveva pure urgente bisogno di coprire i ruoli. Mentre del posto di graduatoria di Cascini che avevo conosciuto come uditore non avevo alcun dubbio, mi chiesi allora come avesse potuto essere così brillante un avvocato di Bologna, anzianotto e "preso", "occupato" (pensavo) dal lavoro. Se sei un avvocato con attività ben avviata, come è che entri  a distanza di molti anni in magistratura rinunciando al tuo avviamento professionale?! Semplicemente non mi era mai capitato di osservare un percorso del genere. Conclusi che aveva inseguito la carriera della moglie, ma era  una conclusione provvisoria e col punto interrogativo. 
Oggi sappiamo "qualcosina" di più ... che esce per intero dalle nostre vicende, e abbiamo qualche conferma chiara  in più ...
"Pesci in ambiente militare , e ..e guarda io però però una cosa di venti anni fa,  che è accaduto un fatto però non .. non mi va di dirlo e lo so che era proprio lui in mezzo "   ..  

"Pesci in ambiente militare , e ..e guarda io però però una cosa di venti anni fa,  che è accaduto un fatto però non .. non mi va di dirlo e lo so che era proprio lui in mezzo " 
Ma vi è anche un ricordo del 1991 di uno Stefano Pesci preoccupato e furtivo che, nella Procura dei grandi (noi eravamo Procura Circondariale, la Procura dei piccoli, secondo una pessima ironica dizione, profondamente errata),  entrava nella stanza di un pubblico ministero serio, Silverio Piro, morto recentemente di un male incurabile. Stavo girando per convocare i magistrati di M.D. della Procura Tribunale ad una riunione di sezione. Allora (non oggi) notai concitazione, preoccupazione, un certo disappunto per averlo io visto girandomi, e un atteggiamento da "topolone" che mi incuriosì. 
Oggi che sono "gatto" mi è ovviamente tornato alla mente.

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Il  1990 fu comunque anche l'anno della calata/ritorno a Roma di vari magistrati spesso romani,  sparsi in varie sedi d'Italia. 
Era arrivata alla procura circondariale, però come sarda dalla Sardegna, abbastanza fresca di separazione dal marito giurista e professore di diritto romano DILIBERTO (sì, proprio il DILIBERTO politico e poi Ministro di Giustizia )Delia Cardia (senza immagine fotografica pubblica), figlia del senatore PCI Cardia di Cagliari. Quello che mi stupì più volte era la conoscenza anche antica e direi abbastanza carbonara in alcuni atteggiamenti, della Cardia con Cascini e Pesci. Arrivai persino a pensare ad un rapporto segreto col primo, poi escluso come ipotesi "rilevante". Appartenevano con legame forte ad un'area comune, pensai allora politica; perchè ragionando con categorie del visibile politico, rimanevo solo interdetto dal fare carbonaro con cui avevo notato si convocavano a volte tra loro per discutere. Oggi definirei quelle convocazioni, senza mezze misure, come quelle di una "cellula"; allora non l'avrei nemmeno immaginato. Una "cellula" che oggi si è in cospicua parte trapiantata anche nella direzione distrettuale Anti-MAFIA della Procura di Roma (si indagano tra di loro viste le molteplici "appartenenze" ??) . 
Anche Delia Cardia fittò e poi acquistò un appartamento nella Roma centrale del potere politico e non solo politico, la Roma della sinistra PCI ed affiliati esterni, in zona Campo dei fiori. [A campo dei Fiori in affitto abiterà il futuro professore associato di economia ed "amico" dalla prima elementare, Fabio Ravagnani: "magriano" (da "Lucio Magri") come  lo erano Tony Stellato, Sandro Galiena, Carmine Fotia e via dicendo, ma lui elettivamente  legato a Famiano Crucianelli, di sui si raffigurava essere figlioccio, ed allievo del professore Garegnani con casa a Trastevere, campo dei fiori se non erro,  pure lui]

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Alla Procura circondariale di Roma arrivò Pierfranco Bruno, da Pescara, dopo una lunga e ben organizzata permanenza, inizialmente osteggiato da una banda di inferociti sostituti, sovraccaricati di lavoro, sol perchè si era presentato con una spalla lussata e aveva preso due mesi scarsi di aspettativa. Un ragazzone lievemente strano, astuto ma non brillante, figlio del Bruno aggiunto della Procura di Roma, poi avrei saputo ... discendente di una importante famiglia che ho definito ( vista l'ambientazione ) giuridico-massonica. Poi si è distinto anche  per un'ultima attività che lo ha scoperto. Ma avevo già notato ben altro

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Arrivò poi Nunzia D'Elia, moglie di  Stefano Pesci:
e si formò così il quartetto D'Elia-Cascini-Pesci-Cardia: quartetto attivo in crescendo nel 1991, soprattutto nei pettegolezzi. Ricordo che una volta a fine 1991 D'Elia (e tutti sapevano del mio antico e professionale impegno nel settore della sicurezza sul lavorocon fare intrigante aveva criticato con me un mio capo di imputazione su un infortunio sul lavoro, con osservazioni palesemente non pertinenti e non efficaci. Neanche replicai, pensando: "ma questa a che titolo dice una cosa del genere, oltretutto palesemente artificiosa?!". Analogamente Cascini, con fare che dire saccente sarebbe poco, fece (credo nel gennaio 1993) allusione di analoga inconsistenza ad una mia attività nel Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Roma, avendo io redatto un parere stra-favorevole su un Pretore del lavoro, semplicemente riportando nel parere che vi era stata una allusione negativa del Pretore del lavoro dirigente. Della guerra in corso nella Pretura del lavoro di Roma non sapevo nulla, e di Cannella nemmeno. 
Ma Cascini sembrava aver trovato un "neo" mio. (Estetista, dermatologo o insufflatore di dubbi e maldicenze "ad scalandum"?!).
Nell'Aprile del 1991 ci furono le elezioni per i membri del Consiglio della Corte di Appello di Roma, in liste bloccate (si votano solo le liste sostanzialmente, tutti a pari voti) ed io avevo preso fuori sacco e più degli altri oltre una quarantina di voti (mi sembra 42). Un fatto atipico mai successo.

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Arrivò poi Giuseppe de Falco, oggi PROCURATORE a Frosinone, col "de" minuscolo, come mi fece notare un paio di volte con sussieguo infastidito nel firmare uno dei tanti documenti da me stilati e sottoscritti da quasi tutti,  con tanto di legenda delle firme accanto: non si poteva esimere,  tra il 1990 e la prima e seconda metà del 1991.  
De Falco fece divenire subito il quartetto un "quintetto", e dei cinque era il più scivoloso e sfuggente: mai intellettualmente o ideologicamente brillante, con un profilo pubblico medio. Loro crearono l'alone dell'intellettuale intorno a De  Falco, io non ho mai stimato le cose che scriveva in diritto perchè ordinate e "pulite" ma didascaliche e scolastiche dal mio punto di vista. Le cose che ecriveva poi in  materia di sicurezza  erano altresì palesemente astratte e prive della linfa e profondità  di chi applica settori normativi concretamente,  e con efficiente professionalità mirata al risultato. Attività para-intellettuale separata, da carriera accreditata, in parallelismo perfetto al mio concreto lavoro e ruolo nella sicurezza e salute del lavoro: ritenevo e ritengo insomma che fosse un'attività para-intellettuale destinata  solo a fini di circuiti "ristretti" interni ed altro sopra detto. Una certa mia esperienza nel mondo accademico di produzioni "librarie" troppo intense ... mi lasciava infine scettico: mentre si fa il magistrato a tempo ipoteticamente pieno poi come si fà ad essere così "prolifici"  ?! 
Una conferma generale sulla catena di montaggio la ebbi da un noto esperto di sicurezza che sapeva morte e "miracoli" di settore, della Pretura, Procura Circondariale e poi Procura di Roma. 
Ero io un "artigiano"self made,  inveceblog in costruzione ). 
Ma ho sottovalutato un  libretto  con autore Giuseppe de Falco sul MOBBING  del 2006 o 2007 mi sembra, di quelli da "catena di montaggio", mi fu fatto intendere da Agostino, che me lo portò in visione, allusivo . 

E mobbing orizzontale e verticale e protocolli sono "parenti": uno  pubblico, gli altri segreti. 

De Falco fu il primo lucido e manipolatore ad applicare oralmente davanti a me  il "protocollo", in una riunione dei colleghi di MD da me convocata  per illustrare i fatti da Cecchignola in poi e almen il contenuto di quella che sarebbe stata la futura denuncia a Perugia, riunione tenuta nella stanza di Delia Cardia: con melliflua e affatto duttile insinuazione  formulò l'ipotesi che avevo bisogno di riposo e ovviamente, come alla "Ferrara maniera" ( Giovanni Ferrara il Procuratore di Roma oggetto della mia denuncia del 7 marzo 2011), lasciò intendere ai presenti che mi occorreva assistenza ... Ovviamente l'ottanta per cento dei presenti era claque contigua  e non avevo più il polso esatto dela situazione della corrente interna.
Solo tre  mesi prima Simonetta Ferraro,  aveva velenosamente fatto pressione su di me, in una telefonata , esclamando e svelandosi, con fare intimatorio ( risibile)  "sei solo contro tutti". La frase indicava la "condivisione" e la scelta predeterminata di farmi fuori dopo aver cospirato per decenni, non potendosi questi apparati sotterranei permettersi  che la cosa mia divenisse pubblica nè, tantomeno, che ne divenisse pubblica una analisi completa e dettagliata. Ma significava solo che ero accerchiato da un apparato potente e "criminaluccio" ,  condiviso,  che contava sul mio isolamento totale. 
Cascini, e  ancor più Pesci e de Falco, soffrivano particolarmente il confronto pubblico con me, sia in sede tecnico professionale (specialmente in organizzazione e gestione informatica e in materia di sicurezza e salute del lavoro)  che in sedi istituzionali e politiche esterne non alla portata intellettuale ed oratoria della micro-cordata, che pure si andava lentamente allargando sempre facendo da claque a sè stessa.
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In Procura circondariale erano arrivati subito Maria Monteleone,   Paolo Auriemma,
poi  Rolando Sabelli, e altri, tra gli ultimi Luca Palamara

lentamente e letteralmente assorbiti,   ma ricollocati all'esterno dalla cordata che saldava, omologava e a mio avviso inseriva in circuiti  prima talvolta a loro ignoti i magistrati ( conservo un ricordo preciso nel 2002 di un mutamento visibile di immagine e atteggiamento di Sabelli che mi aveva all'epoca colpito .. ). Attualmente dal 2011 si palleggiano ruoli, scalata e attività : la cordata della procura romana ... al "poder" ... ma sino a quanto ?!
E quando le due Procure vennero unificate, nel 2000 dovettero subire "l'onta" ennesima  di un ruolo mio importante  di ausilio diretto alla organizzazione complessiva ed informatica dell'ufficio unificato, e scalpitavano , eccome se scalpitavano... 
Quando nel novembre 2012 Paolo Auriemma in una telefonata sempre registrata disse a me che " il quadro di insieme  era chiaro"  anticipando il provvedimento finale progettato da anni, capii , letteralmente indignato di quell'atteggiamento ipocrita e "criptico",  che ero stato realmente accerchiato da tanti anni  e potei ipotizzare che persino le visite di Gallo a Maria Cordova a questo servivano,  nell'aprile del 2011, anche. Si doveva nascondere l'ordito, fallito intorno alla Cecchignola, ad ogni costo
Nel CSM oltre a Paolo Enrico Carfì, l'AVV CALVI c'era nel 2011 anche Vittorio Borracetti, l'alter-ego di Claudio Castelli, alternatosi come segretario di M.D., una M.D. ignota alla gran parte dei magistrati per bene che aderivano ed aderiscono a valori ed idee. 

Avv prof. Calvi

Vittorio Borraccetti
























































































































































































































































































































































































































































































































































1990 La calata a Roma e via Poma - 1992 Anche una  trama solo romana e la ritirata dalla Corte Costituzionale di Marco Pivetti e Agnello Rossi 1995 Un agguato disciplinare inventato e miseramente fallito e tre missionarie ..
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I DIAVOLI IN TERRA FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI E SONO ANCHE IDIOTI.

26 Novembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI.
 I "DIAVOLI" IN TERRA POI SONO ANCHE IDIOTI.
"Beep Beep stana una filiera di willy cojotes"  
BORDER NIGHTS: una bambina innocente, due professori universitari di diritto ed economia,  folli e malati, la madre della bambina, un ufficiale che lavora anche per i servizi, nell'ombra, due co-conduttori della trasmissione radio e  Paolo Ferraro 


Il presente articolo costituisce seguito e chiusura finale dei tre precedenti elencati in coda. 
Verrà seguito dalla dettagliata ricostruzione di cosa accadde dal febbraio 1992 e  del ruolo del "MANIFESTO DARK" ,  una area marxista materialista massonica sotterraneamente collegata ad apparati internazionali,  incistatisi nel PCI e convogliata verso le nuove strategie eversive,  a colpi di protocolli e di infiltrazione nelle vite degli attenzionati, tramite  patti di azione con le massonerie cattoliche deviate e alleanze con elite e corpi militari e servizi,  deviati. 

LA INTERA SEQUENZA
Alla trasmissione 107 di border nights partecipavano solo quattro persone Giuseppe C. alias Marco con nick FB Jesus FRancoFabio Frabetti, Paolo Franceschetti Paolo Ferraro, intervenuto al volo e a conclusione dell'intervento allucinato di Giuseppe Jesus Franco ALIAS Marco.  
Ma, tramite connessione skype, erano presenti, dal momento dell'ingresso audio di Giuseppe C. alias Marco alias Jesus Franco,  E.F. la ragazzina che si sente all'inizio dire "dobbiamo scaricarci", la madre che parla con lei e poi, appena sta per intervenire Paolo Ferraro,  Fabio R. .  
E' Fabio R. che a sua volta si sente prima  interloquire con tono scolastico didattico, certamente dinanzi ad un pc connesso con skype,  e  poi darà conferma di aver capito che entrava in scena Paolo Ferraro,  con  ben tre sì in sequenza, .... 
L'ingresso mio in trasmissione creò scompiglio, attivato il volume in entrata da Jesus Franco,  per essere sicuro lui di comunicare con i presenti "nascosti" in altra connessione e per doverne ricevere la conferma necessaria circa l'abbandono immediato da parte degli altri della connessione,  quando avvertì ripetutamente che Paolo Ferraro si era immesso al volo nella connessione skype e sarebbe intervenuto  
Le altre persone della/e altra/e connessione/i divengono perciò in quel preciso istante ascoltabili nuovamente, come all'inizio della connessione di Giuseppe C. Jesus Franco ALIAS Marco, e parlano nell'ambiente in cui era/erano il/i pc  attivi con   altra/e connesssione/i skype, poi il segnale di assenso a "uscire" .  
Vi è anche l'ordine-conferma "s'esce", rapido sottovoce e determinato,  pronunciato  da Jesus Franco. 
Si deve  ipotizzare poi che una ottava persona gestisse la separata  connessione skype, e questo  si ricava anche dalla identificazione della ragazzina cui rivolge necessariamente la parola  F.R., la settima voce. 
La voce di F. R. è talmente tanto riconoscibile per chi lo conosce che il cerchio si è chiuso
Di lui così come a suo tempo di Stefano Pesci non vi sono foto reperibili in INTERNET . 
Potenza della "tecnologgia" ma potenza nostra, che non lasciamo nulla al caso .. 
SIGLE UTILIZZATE NEL PROSIEGUO:
R0A E.F. Ragazzina 
D0B S.C. Madre 
            U1 Giuseppe. C. alias Marco alias Jesus FRanco
      U0bn2 Fabio FRabetti
      U0bn3 Paolo FRanceschetti
           U4 Paolo Ferraro
U0C Fabio R. ( ulteriore persona collegata )





SPEZZONI INTERESSATI

1.  U1 "Arriva Paolo Ferraro " . U0bn2 "un dubbio così gro.."
 


2. U1 " c'è Paolo eh ?!" e micro risatina imbarazzata 
U0bn1 Fabio FRabetti " ( propi ) ziato ... c'è Paolo Ferraro 



3.  U1 " c'è Paolo eh "   
U3 Fabio R. con intonazione scolastico.didattica " Adesso .. stiamo parlando ad un pubblico ... " 
U0bn1 Fabio FRabetti " interrompo un at  (timo)



4.  U0C  Fabio R.  " sì sì sì "
 " s'esce" ( invito rapido e deciso ad interrompere la connessione ) 



4. BIS
U0C  Fabio R.  " sì sì sì "
" s'esce ..." ( invito rapido e deciso ad interrompere la connessione ) 
U0bn1 Fabio FRabetti "all"(ora) 



NON è più difficile ora  il riconoscimento della voce della ragazzina che dice “dobbiamo scaricarci“ all'inizio della connessione di  Giuseppe C. - Jesus Franco,  e il riconoscimento della voce di sottofondo della donna che si ascolta tramite la connessione skype contemporanea, per chiunque  le conosca bene ma anche per chi usi solo correttamente la logica.  
Ovviamente (quando ormai ero intervenuto e Giuseppe C. alias Jesus Franco aveva alzato il volume in ingresso per le ragioni tecniche sotto chiarite), chi diceva poi con intonazione scolastico didattica suasiva e manipolatoria "Adesso .. stiamo parlando ad un pubblicoFabio R. , parlava  a quella ragazzina . Oppure parlava  ad altra  bambina che meritava quella tonalità  (sette od otto  persone mi sembrano già troppe, ma poteva con una certa probabilità essere presente anche la sorellina di E. F.).  
La frase di Fabio R. lascia  ipotizzare che la ragazzina opponesse alle menzogne propinate a lei la circostanza che non venivano dette in pubblico e che le si obiettase ora parleremo in pubblico,  per superare la intelligente riottosità della ragazzina.
Ma il tono viscidamente  didascalico forse spiegava solo quello che succedeva, illudendo che quello di Border Night fosse un "pubblico" nella accezione lata ed ingenua propria della ragazzina. 
Che sia una bambina intelligente ne è però  testimone il padre. 
Chi parla con fare suasivo e manipolatore è un  uomo che la conosceva e la aveva frequentata in quanto "amico" del padre da sempre (1961).   

TRASMISSIONE DEL 7 gennaio 2014. Appena collegatosi Giuseppe C. "Jesus - Franco" alias Marco, che dichiara di avere dei problemini per mettere insieme le contemporanee connessioni, si sentono voci estranee al contesto e lievemente "sporche" da diversa connessione ( R0A E.F. dice anche "scaricarci" ,  D0B S.C. dice altre cose poco comprensibili ma dà incautamente un cenno di assenso ad alta voce al 9° sec. ). Due voci femminili, una adulta. 
Giuseppe alias Marco "Jesus - Franco" era in collegamento skype (lo dice più avanti e ciò  è verificabile nella registrazione della trasmissione e nel video audio pubbblicato). 



LA IPOTESI CHE LA CONNESSIONE DI SKYPE OLTRECHE' CON LA TRASMISSIONE FOSSE CON ALTRO/I PC E' DEFINITIVAMENTE CONFERMATA. 
LA SUCCESSIVA   ... SCONVOLGENTE ... CIRCA LA DESTINAZIONE DELLA CONNESSIONE ANCHE A FAR ASCOLTARE CIO' CHE AVREBBE DETTO Giuseppe C. "Jesus - Franco" alias Marco NEL CORSO DELLA TRASMISSIONE,  AD ALTRA/E PICCOLA/E FIGURA/E FEMMINILE/I .. SEPARATAMENTE COLLEGATA SU  SKYPE, E' DEL PARI CONFERMATA. 
MA ANCOR PIU' SCONVOLGENTE E' LA ULTERIORE CERTEZZA . 
IN CONNESSIONE O PRESENTE ACCANTO ALLA RAGAZZINA VI ERA Fabio R. perfettamente riconosciuto e riconoscibile,  perchè conosco quella voce da quando avevo sei anni e la conoscono centinaia di studenti universitari e molti altri, e la espressione è scolastico-didattica, non rivolta a persona adulta " Adesso .. stiamo parlando ad un pubblico". 
Si  CHIUDE infine il cerchio.  
NON VI E' PIU' LA IPOTESI RESIDUALE E SI SPIEGA PERCHE' L'INTERVENTO FU FATTO NELLA CERCHIA DEVIATA E NELLA TRASMISSIONE  BORDER  NIGHTS : 
  • occorreva  far vedere che si parlava in "pubblico" dinanzi ad una bambina intelligente vittima, ma non si poteva certo parlare in una vera trasmissione,  sia perchè non era a disposizione sia perchè non avrebbero certo potuto  dire lì quello che Giuseppe C. alias Jesus Franco si apprestava a dire;
  • occorreva anche "rispondere" alla messa in rete recentissima della telefonata che incastra Stefano Pesci nelle sue appartenenze antiche;
  • occorreva infine sotto molteplici profili su vari piani e per vari fini tentare di delegittimare Paolo Ferraro; 
  • occorreva in particolare applicare il protocollo di delegittimazione di Paolo Ferraro, attraverso i quattro  perni in crescendo "non si capisce quello che dice",  " è una persona disturbata" "quello che dice non collima" e "parla di cose insensatamente folli: sètte cannibale". 
Tutto quello che avete  fatto tu  Giuseppe C. "Jesus - Franco" alias Marco, e TU Fabio R.  e tu S.C. , Fabio Frabetti che ha consentito che venisse fatto  e tu Paolo Franceschetti hai consapevolmente cogestito,  in un visibile triplo gioco fatto anche di una presa di distanza dalla incapace  gestione della operazione da parte di GIUSEPPE C. Jesus,  non "collima" più e non collimerà più per sempre. 

I "DIAVOLI IN TERRA" (mentecatti)  NON SOLO FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI, ma sono anche IDIOTI.
LA MICRO CORDATA DEVIATA ERA IN CONNESSIONE MULTIPLA SKYPE e all'inizio vi era la voce della ragazzina E.F. che solo chi la conosceva  può  attribuire,  ma che il contesto prova già di per sè, superando ogni pseudo obiezione di ascolto e tecnica. 
Il diavolo fà le pentole ma  non i coperchi e la idiozia di Giuseppe C. "Jesus - Franco" alias Marco, che alza il volume della connessione skype sua in entrata per la necessità di sentire la conferma di ricezione del  "s'esce" con disconnessione da skype, ne è la ultima eclatante prova. 
Uscire aveva senso solo se c'era qualcuno che non doveva ascoltare dalla connessione skype contemporanea, perchè altrimenti sarebbe bastato il silenzio,  e perchè non si  doveva vedere la connessione multipla:  mi ero connesso di iniziativa, senza preavviso e di corsa all'indirizzo su skype della trasmissione, avendo già una precisa idea del contesto, avendo ascoltato tutto dall'inizio e avendo deciso di fare una entrata immediata che impediva avvisi scritti. Un blitz riuscito. 
Un senso di disgusto e pietas per FABIO R., a nudo,  dopo aver partecipato a tutto quello che è accaduto sin dagli anni novanta, supervisionando, da  "capo occulto" e simulando per una vita intera.  
L'apparato pariolino tra Corso Trieste, Viale Libia, Parioli Nomentano e via MERULANA  è TUTTO allo scoperto .  
Tag: LUISS Tag: GIANO Tag. UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI ROMA DIPARTIMENTO DI DIRITTO ED ECONOMIA : Tag: JESUS Franco  Tag: Fabio R. Tag: PIERFRANCO. tag. Andrea Raffaelli Tag: Silvia Canali Tag: E.  
Primi 10 secondi trasmissione del 7 gennaio 2014 http://t.co/agoHvzGWS1”.

I TRE PRECEDENTI   ARTICOLI 












Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Posted on 12 marzo 2014 by 


Jesus FRanco
Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Partecipate commentando e valutando ( in astratto ed in anonimo) secondo logica e criteri : è un gioco serio e si chiama accerchiare insieme con intelletto e coraggio il “pergamentum” che si è incistato nel cuore dello Stato ). PARTE PRIMA. Alle 00.05 del 14 gennaio 2014 si … Continue reading 

IL TERZO VIDEO AUDIO . Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro . In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company ” .

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Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO I tre brevissimi frammenti audio del primo audio video che ascolterete in automatico per pochi secondi servono a farvi rendere conto immediatamente (voi che lo conoscete personalmente) di chi sia “JESUS FRANCO”. L’autore di una ennesima e delle … Continue a leggere 

IL QUARTO VIDEO AUDIO. La macchinazione autoimplode. IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI e PESCI e CASCINI e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria.

pierfrancoIL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 

I DIAVOLI IN TERRA  FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI E  SONO ANCHE IDIOTI.
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PROTOCOLLI PROFILAZIONE e GESTIONE OPERATIVA. UNA MAIL parodia di protocolli e metodi reali.

21 Novembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

Nell'articolo che precede abbiamo illustrato la "gestione manipolatoria a struttura deliroide condivisa" e il ruolo della psichiatria e delle scuole giuridiche che chiamo, per intenderci, "neocausidiche", dando indicazioni sintetiche sul caso Ferraro . 
Oggi trattiamo mediante logica, delle fondamenta di protocolli, profilazione e gestioni operative: l'anima delle attività coperte e deviate di apparati di potere sotteranei o segreti, come nuova strumentazione più sofisticata anche a disposizione infine delle massonerie deviate e non. 
Nell'articolo che seguirà nei prossimi giorni illustreremo integralmente ed in concreto il ruolo  a monte e poi gestito dal CSM e dallo psichiatra Cantelmi, e ruoli limitrofi, in consonanza con la manipolazione di dati, input e secondo gli schemi dettati ed adattati al caso atipico del magistrato che resiste, analizza e va capendo. 
Ma anticipiamo qualcosina in fascia rossa senza, per favore, che perdiate il filo. 

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"La quinta direttiva finale sul mutamento del target da protocollo psichiatrico  (io ironizzo, nelle due memorie esposto al CSM del 9 ottobre e 3 novembre 2012, sulla diagnosi deambulante dinamica ..) fu data davanti ai nostri occhi e orecchie dal prof. Francesco Bruno un  giorno  di ottobre 2011 a Tonino Cantelmi, lo "psichiatra" consulente del 
CSM (iscritto e poi dirigente locale del Rotary club LAZIO SUD e SARDEGNA che si "inchinava" servilmente dinanzi al grande capo).

Era l'ultimo sfoggio criminale,  preceduto  il 27 maggio da:
1. la fase (1) del fallitissimo tentativo di distruzione rapida mediante  falsa diagnosi da "delirio schizofrenico frazionato" a copertura della fuoriuscita di notizie su fatti e sul luogo protetto e gestito della Cecchignola 
(la criminale consulenza di Stefano Ferracuti propinata al volo, il 27 maggio del 2009 quando dopo il sequestro di persona iniziale e successivo  ricovero volontario per annulllare la gestione distruttiva e dimostrare il proprio perfetto stato di salute I TEST non consentivano neanche un vaglio critico psicologico).
2. la fase della diagnosi di copertura e giustificazione artefatta del ricovero solo,  sempre  inventata, da "psicosi con eccitazione reattiva" del 9 giugno del 2009;
3. la fase della  falsa diagnosi da "paranoico" sempre di Tonino Cantelmi avviata la terza procedura di dispensa del CSM, con provvedimento manipolatorio di sospensione cautelare dopo la denuncia  con MEMORIALE,  a copertura  mediante attestato di non credibilità  degli ipotetici effetti della denuncia depositata da Paolo Ferraro;  
4. la fase orale tentata nel gennaio 2011 della diagnosi da "delirio iperlucido" impapocchiata con un cumulo di falsità e falsi input a monte dal dott. Paolo Girardi con ausilio "ad captandum" (acchiappamento)  di Gabriele Sani, per tentare di arginare   la discovery iniziale mia, ed impedirmi di proseguire ("l'allargamento a macchia d'oliotrasfigurato in chiave psichiatrica da protocollo, era  la ricostruzione organica e completa di fatti accadimenti, ruoli e soprattutto responsabilità  ). 
La diagnosi FINALE  INVENTATA,  "FATTA CONDIVIDERE"  DA FRANCESCO BRUNO ED IMPAPOCCHIATA DA CANTELMI con falsi dati a supporto (e falso dossier probabile mai emerso) da"disturbo misto che non soddisfa i criteri per alcuno specifico disturbo di personalità, con tratti paranoicali, ossessivi e narcisistici " (una sorta di porta girevole che apriva anche la strada ad altri  successivi target),  fu poi "arricchita" però. 
Dopo gli esposti memoria del 9 ottobre e 3 novembre 2012 e la morte per infarto da cause da accertare di Alberto Caperna, in replica vennero anche immesse sfumature "aggravanti" e valutazioni meschine sulle attività di informazione e culturali portate avanti da Paolo Ferraro, anche queste inquadrabili in un preciso protocollo   denigratorio. Ma si legge anche una allusione ad unsa scissione che si ricaverebbe dagli scritti : quale quali scritii e quuale vergogna per una professione che  prevede una laurea in medicina ed un giuramento di "Ippocrate". 
Si preparava comunque l'assalto respinto (pagando il prezzo di un provvedimento giano bifronte a sua volta sgretolato: vedi articolo"TRITTICO") con la mostruosa e vergognosa richiesta di amministrazione di sostegno (morte civile lenta). 
La "psichiatria applicata" da protocolli ("reattiva dinamicamente alla risposta degli attenzionati") è una specie di plastilina plasmabile a differenti scopi ed obiettivi "di fase".
L'ultimo target  era, in chiave nascosta, di prevenzione contro l'intellettuale "leader carismatico" e costituiva la risposta alle attività di informazione pubblica realizzate tra il novembre 2011 e l'ottobre 2012: l'unica differenza tra il  quadro di un sano intellettuale con attitudini da leader ed un malato grave è che il personaggio positivo ha caratteristiche assertive e non manipolative e pone fondamenta solide al suo pensiero mediante  processi valutativi certamente verificabili e parla del reale
Per dimostrare al pubblico che non sarebbe reale ciò che era oggetto di analisi e prove propalate pubblicamente, occorreva ancora aggiungere la manipolazione finale mediante provvedimento giudiziario, nel merito e sul nocciolo orginario delle questioni,  e sarebbe arrivata solo quando non se ne sarebbe più potuto fare a meno
Se non avessi nel gennaio 2011,  con premeditazione, dato la consulenza e difesa mia
proprio a Belzebù, con un coraggio da leone e con un metodo alla Clausewitz (portare la cavalleria  a frapporsi ai cannoni e la fanteria a scompigliare la manovra della cavalleria, non avendo nè truppe nè mezzi e contando su una  presunzione altrui ed una altrui  sottovalutazione mia) non ne sarei uscito mai perchè non avrei mai capito.

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Non ho a disposizione nè avevo organigrammmi della psichiatria militare nè avevo una mia riflessione adeguata e ovviamente nessun dato di studio e men che meno di conoscenza delle metodologie dei servizi militari e civili.
Ci scrisse con mail anonima con tono velenoso e supponente un capo occulto, di che non precisò, nel 2012  "debbo ammettere che ti sei arrampicato bene sugli specchi e qualcosa la hai capita",  poi  confessò per scritto la sua autodiagnosticata "schizofrenia". 
Senza quella mail,  senza i registrati incontri con Paolo Girardi e Gabriele Sani, senza Francesco Bruno e senza la melliflua doppiezza di Tonino Cantelmi, l'articolo sulla STRUTTURA MANIPOLATORIA DELIROIDE delle attività di apparati condivisi e coperti ... non lo avremmo potuto neanche pensare e poi scrivere. 

1. PROTOCOLLI E MANIPOLAZIONE DI VITE, SOGGETTI E CONTENUTI DI ANALISI E PROVVEDIMENTI.
L'allineamento manipolatorio di cui abbiamo illustrato i tratti "fenomenici" generalissimi nel precedente articolo, viene strutturato su fondamenta psicologico dinamico relazionali e neurolinguistiche.
Si adotta la trama più verosimile e conforme al sentire medio e la si elabora creando uno schema tipo. Ciò assicura la conformità della gestione ad archetipi, la uniforme gestione ed adattamento all'archetipo, il risultato finale secondo protocollo. 
2. I PROTOCOLLI CONTESTI PERSONE E POTERI . 
Lo schema che è al contempo di studio, analisi, sperimentazione  e gestione cooperativa per il raggiungimento dei fini prefissati è un "protocollo" perchè orienta e programma attività e condotte, condotte  professionali e sfere valutative sui vari piani, cui si conformano i vari soggetti collocati nei ruoli diversi chiamati in causa. 
Fermo restando l'ignorare tutto da parte del "protocollatario" attenzionato (destinatario del protocollo). 
I protocolli   prevedono poi anche eventuali  prime fasi attive di inserimento guidato (ma celato) in/di contesti/persone.
Queste non devono essere necessariamente istruite e corrispondono, secondo una accurata analisi e dettagliata gestione psicologica a monte dei dati relativi, a modelli e figure archetipiche inseriti e previsti nel protocollo. 
Lo schema (di  coloro che  hanno elaborato il tutto) suppone che il soggetto reagisca nel modo previsto alla sollecitazione archetipica secondo i moventi e meccanismi ipotizzati, in base ad esperienza comune e in virtù di   analisi comportamentali più generali. (es. reazione archetipica maschile a bella ragazza in missione: ogni lasciata è persa e perdita del controllo della situazione. Honey trap). 
La apparente parziale aderenza allo schema ma per fattori soggettivi diversi e non tarati o comunque col concorso di detti fattori, e la consapevole fuoriuscita dallo schema,  creano una discrasia che verrà ortopedicamente gestita.  Interverrà  la manipolazione successiva sul piano valutativo con intervento, utilmente gestibile,  anche  psichiatrico ( nel secondo caso di consapevole fuoriuscita, un intervento necessario anche a difesa della segretezza dei protocolli e delle correlate modalità operative)  e/o comunque intervento/i istituzionale/i. 
Prima vengono utilizzate l'informazione, controllata, e le coeve antecedenti e susseguenti strategie diffamatorie e denigrative. 
Infine in crescendo il ruolo della giurisdizione, talvolta guidato inconsapevolmente, talaltra usando soggetti inseriti, abili in o tenuti ad attività di manipolazione.
Le vicende dei casi Ruby e precedenti "forniture" gestite dalla Puglia (Berlusconi) lasciano solo intravedere questi canovacci e anche di segno opposto, a monte e a valle. 
Il caso Marrazzo è invece più eclatante, infiltrato da militari e gestito nella via dei servizi " via Gradoli".
Il flop relativo ed il caso FERRARO sono invece la chiave di volta o la cartina al tornasole. .
In casi di rilievo il materiale finito già elaborato in coerenza ai protocolli,  e costruito sulla base della  conoscenza di dati e tempistiche ignoti all'usufruttuario del compitino pronto, viene direttamente fornito. La analisi logico concettuale e linguistica di taluni provvedimenti porterà a risultati o fondate ipotesi sconvolgenti. La eterogestione dei provvedimenti giudiziari non è quindi certo solo un fenomeno criminale in forma di corruzione giudiziaria, già noto in casi eclatanti (PROCESSO MONDADORI), ma una prassi di apparati e servizi, nascosta ed ovviamente eccezionale, gestita in casi clou e limite o di nodale importanza. 
Magistrati in pensione o in servizio ed avvocati, appartenenti ad aree di potere condiviso nascosto, possono essere i collaboratori e fornitori di prodotti finiti, con ausilio anche di profilatori neuro psico linguistici, se ancora non formati totalmente i giuristi di supporto. 
La prassi della elaborazione collettiva, se del caso multidisciplinare, non è una immaginata ipotesi, ma una logica esigenza, visti i metodi, obiettivi e finalità tenito conto anche  del basamento strategico di cui parleremo tra poco. 
Normalmente  sono più che sufficienti protocolli e   infiltrazione e controllo di snodi decisionali per assicurare il risultato giudiziario voluto ( non occorre predisporre il compitino )  . 
Tutti gli appartenenti a determinati circuiti sanno come vadano negate e coperte situazioni nodali tipiche e sanno che debbono perseverare secondo la trama del "protocollo" corrispondente, indipendentemente dalla loro globale consapevolezza e a maggior ragione anche se sono resi consapevoli dall' aver appreso, studiato e approfondito la riflessione sui " protocolli"
Ad un certo livello lo studio dei protocolli elaborati viene assicurato nei circuiti massonici ma soprattutto attraverso i corsi di formazione dei servizi segreti ed apparati di guerra psicologica militari.
Le scuole di manipolazione giuridiche sono invece innanzitutto infiltrate  a macchia di leopardo tramite corsi di formazione e abili maestri causidici, in qualche  caso formati a loro volta come sopra, Si tramutano in scuole di formazione alla manipolazione ed alle tecniche relative, in quei casi .

3. TAVISTOCK,  LUTTWACK ed EVERSIONE NON CONVENZIONALE 
La elaborazione del TAVISTOCK INSTITUTE ( centro militare di guerra psicologiza ai suoi albori, durante la seconda guerrra mondiale) e  delle scuole connesse e parallele, è stata ed è essenziale,
In essa  il metodo e gli approcci  della psicologia dinamico relazionale che hanno  introdotto  piattaforme di analisi dettagliate sugli scenari operativi dei luoghi di relazione socio familiare, partendo da una lettura individuale anche freudiana, e una mappa attenta delle interrelazioni dinamiche ed effetti, sono  il cuore pulsante di questi tipi di  attività, coperte, come è ovvio che sia.
Difatti le stesse reazioni e dinamiche del soggetto attenzionato sono state rese compiutamete prevedibili  grazie a tali metodi ed approcci dinamico psico cognitivi. 
Quindi vi è un epicentro militar psichiatrico  innegabile sia sul piano teorico sperimentale che sul piano operativo, che infine sul piano strategico. Ma  ciò non esaurisce affatto il quadro. 
Il quadro da noi portato progressivamente alla luce tra il 2012 e 2014 sulla  finalizzazione strategico tattica  e socio politico istituzional militare del tutto, e sulla  interferenza controllo e gestione dei soggetti principali attenzionati per le dette finalità, costituisce  a sua volta la (temuta) "profilazione" di codeste attività, analisi che noi portiamo a compimento con diffusione destinata concretamente al sapere di funzionari,  istituzioni e magistrati ( ormai avveduti)
La teorica della infiltrazione e controllo tendenziale del mondo della medicina e della magistratura  (realtà allora definite più "ostiche"), illustrata dal Generale John Rawling Rees sin dal lontano 1948 ( dichiarate già sotto controllo manipolatorio educazione, cultura e religioni, salvo perfezionamenti succeduti) rivela una radice  di strumento di potere e   in specie segretamente eversivo dell'utilizzo dei complessi schemi e  relative attività. 
Un esperto di geopolitica e strategia militare come Edwuard Luttwack  ha illustrato nell'alveo teorico della "Tecnica del colpo di Stato" proprio il nucleo base  di quelle metodologie, finalizzate al controllo e annientatamento eventuale, proprio degli individui che nella scala sociale , culturale,  dell'informazione e soprattutto istituzionale rivestono ruoli nodali per potere o per capacità professionali od anche intellettuali di sensibile importanza .
Queste metodologie e scuole , molto più efficienti e sofisticate sono venute ad esaurire o ridurre allo stretto indispensabile il ruolo di strumenti criminali ed eversivi tradizionali:  stragi ed omicidi, minacce e attentati, lupare bianche di apparati  servizi deviati e criminalità organizzate a  loro volta orchestrate. 
Alludiamo da ultimo ai casi di varie personalità sparite nel nulla, per ragioni diverse,  di eliminazione di una elaborazione intellettuale -  il  professore di economia Federico Caffè - o di un super testimone di attività criminali nel cuore della giurisdizione il magistrato Paolo Adinolfi - ovvero di appropriazione criminale di saperi in elaborazione da parte di soggetti particolari . 
IL rapporto dei R.O.S ( Reparti OPerativi Speciali dell'arma dei carabinieri) sulle strategie eversive non convenzionali , pur centrato  sulle dinamiche degli anni settanta , si apre agli scenari di guerra psicologica e non ortodossa e conferisce substrato concreto   alle tematiche relative all'itilizzo di strumenti di infiltrazione ed eversivi.

4. LA PSICHIATRIA DI INTERVENTO NEI  PROTOCOLLI 
I  soggetti attenzionati per fine principale o quando fuoriescano, vengono infine in vari casi rispettivamente convogliati lentamente o con blitz illegali violenti, anche al trattamento psichiatrico da protocollo, specie se essi abbiano   colto valenze "nascoste accuratamente" e vi sia il pericolo di una loro autonoma capacità eleborativa e di informazione ed intervento. Soccorre in quei casi il target dell"iperlucido o del deliroide. Perchè la differenza tra un intellettuale in grado di fare connessioni e ricostruire realtà complesse ed un malato deliroide vero che costruisce castelli di cartapesta su presuposti sbagliati da errata e patologica percezione,  riposa nella oggettivabilità e verificabilità dei dati da cui parte e ovviamente nella reale qualità della persona. Per chi non ha da valutare consistenza ed effettivitò dei dati ( e non puà valutarli) l'intellettuale ed il deliroide lucido appaiono simili :   sapendo che nessuno verificherà i presupposti fattuali del ragionamento, applicare la targhetta da protocollo,  mediante diagnosi invertita è un gioco manipolatrio "deliroide" da ragazzi "psichiatri".  
Abbiamo sentito dalle nostre orecchie il ruolo nel trattamento di magistrati politici e ministri, gestito da Paolo Girardi e Gabriele Sani, psichiatri del Sant'Andrea , struttura nel cuore della Roma giudiziaria ( ASL RM E ). 
5. I SOGGETTI INFERENTI IMMESSI :  MANOVALANZA PESCAGGIO E GESTIONE. 
Gli altri soggetti, la manovalanza usata nei protocolli, vengono selezionati manipolati o trattati non certo solo da strutture vicine al mondo militare, poco adeguate al pescaggio   iniziale dei soggetti nella società civile ,  ma anche da psioclogi e soprattutto psichiatri civili ovviamente, che hanno attrezzato per ruolo e strategia generale una rete al contempo diffusa e capillare ,   che pesca nell'alveo sociale stesso. Da loro debbono arrivare ( necessariamente ) dati informazioni e profili "interessanti", poi eventualmente gestiti in luoghi e con modalità adeguate anche nel mondo militare. Altra cosa è ovviamente la gestione e sperimentazione in ambiti militari e su militari uomini e donne, fiunzionale anche alla loro destinazione ad attività e ruoli segreti . 
Ci risulta che la Sabrina della Cecchignola fu trattata per un anno e mezzo da psicologo militare , per suo racconto degli ultimissimi tempi, essemdo  entrata sotto diretto controllo di un alveo militare, abitando proprio nella realtà  civil militare della Cecchignola da alcuni anni.
Mondi elettivi quelli della sofferenza  indotta,  e patita , dei minori abusati , delle donne destrutturate da uso di droghe e via dicendo. Qui riposa anche la gravità delle vicende del circuito delle case famiglia che oltre il businnes e attraverso  provvedimenti giudiziari talvolta insensati, divenano veri e prpri bacini di "osservazione" e selezione. 
Per non parlare delle comunità chiuse  o meno per tossicodipendenti,  dove l'abuso antico di stupefacenti e stili di vita pregressi creano attitudine alla scissione e suscettibilità alla manipolazione: il terreno elettivo di sperimentazioni, trattamenti e selezione ai fini che potete immaginare, ma che vanno sinanche all'uso di soggetti per attivitò a valenza eversiva e gestita da servizi militari in spacial modo .  
Come detto prima non è necessario che i soggetti "inferenti" (destinati ad infiltrazione anche  attraverso la mediazione ed intruzione  indiretta di altri ),  siano consapevoli  del loro singolo ruolo o dello schema generale. Anzi meno lo sono e meglio funziona lo schema protocollare, perchè esso risulta più blindato. In questo caso si tratta anche solo di "fattori negativi" e cioè soggetti immessi gestendo interferenza incontri ed altro,  che non hanno le coordinate di ciò che serve esattamente o che sono nella più completa inconsapevolezza come lo è ovviamente il  soggetto attenzionato, ma  realizzano la loro funzione solo attraverso la vicinanza e frequentazione con il soggetto attenzionato .Talvolta si coltiva la previsione/speranza che le caratteristiche dell'inferente siano di intralcio, o indebolimento o addirittura deviazione  del soggetto destinatario del protocollo.
Accade ed è accaduto che la sorveglianza esterna e in apparenza casuale sul corretto funzionamento dela fase "casuale" dell'interferenza ed inserimento dei soggetti,  venga realizzata candidamente e "causalmente" da soggetti ben consapevoli  e già in rapporto col destinatario del protocollo . 

6. LA ELABORAZIONE GESTIONE E CONDIVISIONE dei PROTOCOLLI 
Nella creazione, gestione e sviluppo operativo dei protocolli hanno un ruolo centrale la psichiatria e psicologia applicate, sia come elaborazione e studio, sia come conoscenza dei soggetti inferenti e dei destinatari del protocollo, sia come gestione delle eventuali fasi successive che necessitano di interventi diretti . Ciò comporta che esistano : 
1. Necessariamente banche dati anche su soggetti o comunque un trattenimento od accumulazione di dati ususufruibili da parte degli psichiatri e psicologi e strutture più direttamente collegati  alla successiva gestione ( confluenza verso l'alto dei profili e dati); 
2. Professiosti addetti a questa raccolta dei dati su più piani ed in osmotico e permanente contatto con strutture servizi e luoghi di potere non ufficiali, per fornire materiale schemi ed indicazione di persone ( costoro dsi avvarranno a  loro volta della rete sotto di loro ramificata). 
La norma per servizi segreti ed apparati militari dedicati a questo, consta della PROFILAZIONE ed accumulo di dati e valutazioni in fascicoli nominativi e ovviamente l'utilizzo di banche dati interrogabili deve poter fare da corredo ed agevolare la realizzazione operativa dei protocolli. L'inrerferenza  tra tutela della privacy,  e dei dati sensibili sanitari e della normativa sulla gestione di banche dati, in particolare da parte dei servizi, viene oggi regolata con scarsa efficienza e senza adeguate verifiche, a nostro giudizio.
7. GLI OBIETTIVI DEI "PROTOCOLLI". 
Gli obiettivi  dei protocolli sono di norma complessi e non sempre ci si attende un esito finale esterno significativo ed esplosivo . Talvolta il modulo Truman show di inserimento di persone ed in contesti,  contiene un combinato di attività volte a tastare o verificare il soggetto, un principio di irretimento ( in tutte queste attività la sfera sessuale e della libido riveste , come da impostazione freudiana e da banale senso della storia umana  un ruolo centrale), la creazione di contesti e situazioni suscettibili di ricatti e pressioni  volte ad affiliare o condizionare il destinatario, un esito di incastramento del soggetto in attività penalmente sanzionate  da gestire poi eventualmente anche mediante la distruzione esterna dell'immagine del  soggetto tramite stampa ed informazione televisiva. 
Accade anche che si  miri  a costruire (ingegnerizzare, architettare) una falsificata PROFILAZIONE, creando artificiamente flusso di raccolta di dati diretto a monte a creare il "tipo" di profilo impostato come "obiettivo", gestendo protocollo inferenze  ed occasioni in funzione del risultato psichico e personale da raggiungere. Interviene poi una   abile miscelazione di   false informative e dati, quando  l'obiettivo del protocollo è la artificiale DISTRUZIONE DEL SOGGETTO. 
Ciò accade vieppiù  quando un protocollo per le reali  caratteristiche del soggetto destinatario ( non tutti sono plasmabili , irretibili , condizionabili ),  si impantana od implode ed occorre correre ai ripari  perchè il soggetto può danneggare capendo ed informando vari livelli segreti  o coperti.
NON succede ovviamente quasi   mai  che il destinatario dei protocolli ("protocollatario" se non fosse una terminologia che possono capire solo i giuristi), vada incontro a situazioni e soggetti, li analizzi  , ne tragga elementi di valutazione e prosegua, un pò come una nave che sfiora gli scogli e crea e disegna le mappe della costa,  senza che gli artefici del/dei protocollo/i riescano a bloccarlo/incastrarlo  e così  si trovino non volenti a far capire nei dettagli tutto. In quei rarissimi casi  l'incaponimento operativo crea ulteriori varchi e l'indebolimento ulteriore del protocollo  può arrivare sino alla sua deflagrazione .  
La forza dei "protocolli" sta nella gestione (coperta) personale dell'individuo secondo i parametri dell'uso comune e del buonensocomune, nella imitazione della casualitò, e nella assenza di paranoia del soggetto, che qualora si avveda vedrà immancabilmente  porsi in essere la porzione psichiatrica operativa del protocollo,   attraverso una manipolazione atta a creare la diagnosi dello stato patologico "paranoico" . Ma è un correre ai ripari. 
8. LA PROFILAZIONE DELIROIDE DA PROTOCOLLO GENERALE SUL "COMPLOTTISMO" E LA SCUOLA TAVISTOCK. 
A noi è capitato di notare varie fesserie e molte persone che agitavano tematiche apparentemente simili, ma gestite con personaggi e modalità tali da screditare tutto, od inserire in circuiti destabilizzanti e deliroidi  alcuni malcapitati in buona fede, spesso  essi in stato patologico paranoico deliroide reale. 
A nostro giudizio si tratta di attività di depistaggio, copertura e distrazione che si avvalgono anche di soggetti recitanti, che creano false informazioni, attenzione su fatti inesistenti o artificialmente creati o, quando in qualche modo afferenti  al regno delle cose vere, fatti  di insignificante importanza od ancora eccentrici rispetto alle cose vere  da nascondere, infine screditando tutto e tutti. 
Le "balle" ( di fieno ) che nascondono e fanno sparire nel marasma le pagliuzze d'oro.  
Anche qui una matrice Tavistockiana intorno alla creazione di modelli pseudo informativi congegnati per chiudere in cerchie autoreferenziali le informazioni vere e annacquarle con un marasma di scemenze, o per far diffondere solo alcune conoscenze al fine di verificarne l'impatto o di annullarne la portata cognitiva in quanto immesse in ambiti che le autoscreditano . Ne abbiamo dato amplio conto in vari articoli disintegrando l'operazione in Italia del "complottismo" che nel 2011 era ancora attivamente lanciato ormai da un decennio. Il ciomplottismo  di cui parliano ( a parte che l'etichetta vedo dappertutto il complotto è già una condanna psichiatrico deliroide in NOMEN e che il nomen con tutta probabilitò è stato cogegnato come i contenuti in funzone della ghettizzazione) falsifica la controinformazione o semplicemente la rende impotente concentrando la gente sulla sola punta di una sola piramide o su una multinazionale dal nome lontano: realtà inafferrabili e destinate per vocazione a distrarre dalla realtà concreta e vicina, quella  che conta, strutturata sotterraneamente anche nella sua sofisticata copertura.   
Ma siamo andati avanti separando con il nostro metodo concreto e scientifico, anche perché avevamo una solida base probatoria e oggettiva monte. 

9.     IL PROTOCOLLO SUI PROTOCOLLI 
La inversione dei ruoli cui abbiamo appena alluso chiaramente è LA ULTERIORE CHIAVE DI VOLTA : applicare un protocollo investigativo a protocollo gestito era mai successo ?! 
Abbiamo seguito, senza farci coinvolgere in alcun modo, persone infiltrate (ovviamente scoprendolo alla fine grazie al nostro assecondare, in attesa di errori o fughe da missione fallita), honey trap e falsi controinformatori,  arrivando ad individuare pazientemente  la gestione loro, ma soprattutto abbiamo verificato attività varie, classificate da noi,  scoprendone le matrici oggettive e/o dandone prova oggettivata. 
Il "protocollo" applicato ai "protocolli" era ben semplice: non dar conto della nostra attenzione scientifica a ciò che accadeva intorno, inglobare ogni attività in prove (registrazioni ed altro) e poi analizzare il tutto con metodo verificabile.
E' accaduto così che una telefonata artefatta lasciata in segreteria telefonica del cellulare presso  provider  omnitel,  con le cautele probatorie necessarie, sia divenuta la prova di reati e la prova del movente ma soprattutto la prova delle metodologie psichiatriche e delle finalità della porzione del protocollo attivata. 
O che, presumendo depistaggi abbiamo scavalcato l'accertamento giudiziario facendo ascoltare una voce direttamente a migliaia di persone che la conoscevano e non da blog, segnando vari punti. L'uso di copertura e nick è stato vanificato: al mero accertamento eventuale è stata sostituita la messa a conoscenza diretta di migliaia di persone che non solo hanno letto ma hanno capito di quale persona e di quali realtà si facevano emergere i connotati coperti, e ovviamente la qualità dei destinatari della particolare informazione era il presupposto stesso della operazione  

Una attività orchestrata allo scoperto per denigrare Paolo Ferraro e depistare su dati e fatti. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO 

O che partecipando a decine di convegni conferenze creati in aree e cerchie ristrette e tarate per isolare, abbiamo scientemente decontestualizzato le nostre conferenze e  le abbiamo riprodotte  e gestite in modo autonomo, affinché la gente osservasse solo contenuti reali e dati e prove ed argomentazioni.  
O che capendo che il primario interesse di chi muoveva i protocolli fosse destabilizzare e distruggere un rapporto reale di coppia e convivenza, abbiamo creato ad arte e metodicamente un inganno atto a far sottovalutare il fatto, sino a che è divenuto insormontabile, ed è stato anche piacevole lasciar fare e gestire (direi lievemente cinico se non fosse stata una strategia letteralmente progettata che ha salvaguardato da ulteriori mosse ed attacchi Patrizia, e impegnato solo sporadicamente e piacevolmente il sottoscritto, con qualche  piccolo rischio da trappola strumentale: avete profilato un inganno ..! ).
O che dando spago e facendo finta di perdere energie e risorse in varie quisquilie abbiamo invece concentrato tutto e le nostre energie intellettuali nello sviscerare lo  sviscerabile  ... lasciando per ultime prove audio sconvolgenti proprio sul cuore delle metodologie psivchiatriche, più mellifluamente pericolose, che gestiscono attività e protocolli ...  per "aiutare" e perchè "si vuole bene". 

UN VIDEO AUDIO INEDITO. UNA PROVA DIRETTA SCONVOLGENTE SU APPARATI COLLEGAMENTI PSICHIATRIA DEVIATA E L’ATTACCO FRONTALE PER TENTARE DI RISALIRE LA CHINA E FERMARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO ANNO 2011 .   

UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa.

O che siamo riusciti ad obiettivare e contestualizzare con analisi ed elaborazioni audio video ormai ascoltata da molte decine di migliaia di persone proprio i fatti e dati della casa della Cecchignola, usando chi in realtà mirava a pseudo informare ed a creare dubbi artificiali,  letteralmente scavalcandolo e sovrapponendo tecniche di analisi "contestualizzanti" e di razionalizzazione frutto del metodo investigativo e valutativo noto ai migliori inquirenti (e quando un personaggio avvocato ironizzava su metodo induttivo concreto ce la ridevamo alla grande, guardando in prospettiva ai due anni successivi). Anche il supeficiale sarcasmo e la becera ironia un certi ambiti è "protocollo". 

CECCHIGNOLA MAGISTRATURA ROMANA SERVIZI E SUPERGLADIO . UNA VICENDA OGGI INTEGRALMENTE SPIEGATA E CONTESTUALIZZATA TRA AUDIO, INTRIGHI, CONOSCENZE NASCOSTE E ATTIVITA' ' CRIMINALI LEGATE AD UN PERICOLOSO APPARATO

Ed è accaduto così che tutti hanno capito perché una inesplorata destabilizzazione di coppia nel 1992 aveva lasciato il punto interrogativo di una Daniela che munita di un badge "straordinario" uscisse tutte le mattine dall'ufficio recandosi a piedi in quel di Parioli corso Trieste, perché l'avvocato Marco Ferraro  brigasse allora contro me e tentasse una abborracciata pista facendosi scoprire ed ascoltare da altra cornetta al telefono con mio padre nel novembre 1993, e perché un professionista amico di Michele Coiro maestro mio e magistrato vero,  mi avesse detto, dopo un breve confronto-accertamento, ascoltando chi doveva essere sentito, "togliti da quella gente", e perché una magistrata avesse dato un sofferto "forfait" nel  gennaio del 1995   rivelando  "cripticamente" dinanzi a me ad altra magistrata amica comune e con responsabilità di "corrente" che la missione (intima) non ce la faceva più a portarla a termine (per eccesso di coinvolgimento),  perché la avvenente  e vitale amica avvocatessa che frequentò strettamente Scopelliti sino agli anni novanta mi fosse stata ripresentata ( era una conoscenza del liceo ) da Giuseppe Corasaniti che mi volle portare ( e quando mai ) ad una conferenza della LUISS il 4 o 5 febbraio del 1995 a poca distanza dal "forfait",   e il più che venne  sino al maggio 1995 dopo lo lasciamo a facile immaginazione, e perché Silvia Canali mi fu mandata col fiocchettino dalla segretaria del procuratore per farle fare tirocinio nell'ottobre 1995 perché la famiglia ORFEI padre in testa reduce da una mera montatura giudiziaria per essere stato incastrato (non si sa in base a quali informazioni) in presunta attività di intelligenza con potenza straniera quale consulente geopolitico del governo De Mita,  sembrava avessero vinto al lotto quando ella si allontanò dal ruolo di "mogliettina",perché dal condomino della abitazione in cui convivevamo vidi per due volte sgaiattolare , infastidito dall'essere stato notato,  Gianfranco Gilardi allora segretario nazionale di MD e    giudice civile a MIlano ma romano ( era la casa della  della madre , così come la abitazione in uso alla Canali era di proprietà della di lei madre Fiorella Vallini che vi aveva abitato ovviamente), e perchè   Giuseppe Cascini  seduto a quel tavolino nel 1996 avesse ostentato di non conoscere Silvia Canali e lei sbalordita avesse poi esclamato tra sè e sè a bassa voce " che figlio di ..." o espressione analoga , perché  la Canali celasse nel 1996 due cofanetti di gioielli che vidi per caso in fondo ad un armadio e mi disse che erano anche di una sua amica e mi parlò senza spiegazioni al dettaglio che altra amica poi ebbe nel liceo Socrate un grave incidente risultandone il viso letteralmente schiacciato a pizza e perché noi la abbiamo ritrovata, laureata della LUISS, e perché quando la Canali mi raccontò di quello che accadeva  nel liceo Sovrate di Garbatella tra il 1983 ed il 1984 ( eravamo a "campo dei fiori" dinanzi al cunema e dovevamo attendere l'inizio del film per quasi una ora, e poi di "Angelo" lo stuart e compagnia nel 1985, stessi per decidere di andarmene via e solo la sua accorata manifestazione di deliberata serietà più la circostanza che si era aprte lealmente  mi indussero a rimanere a verificarne la buona fede, e perché nella primavera 1996 dopo un intervento al consiglio nazionale di M.D.successivo alle mie dimissioni originate dalla persecuzione pubblica di Francesco Misiani, Agnello Rossi venne alludendo a conseguenze da me neanche capite ma che avrebbero visto sostanzialmente attività e vendette a distanza ...e in modo ancor più del tutto implicito fece intendere la stessa cosa Giuseppe Cascini dinanzi a me ed all'articolo paginone uscito sulla mia lettera di dimissioni mandata anche per questo al quotidiano IL MANIFESTO, e perché  Rosanna, Gustavo ed altri sembravano nascondere cose e perchè a spizzichi e bocconi insufficienti me le avesse solo alluse Cecilia, e perché nel 1996 e poi nel novembre 2007 incontrai il magistrato Giacinto in luogo e con modalità tale da lasciarmi un punto  interrogativo allora che non avevo neanche  lontanamente  alcun motivo di dubitare   di alcunchè e difatti annotai la stranezza e basta, perché La Sabrina della Cecchignola mi fosse stata tra il novembre 2006 ed il maggio 2007 reiteratamente presentata da ROBERTO AMOROSI magistrato addetto all'ufficio legislativo del Ministero degli Esteri quando era D'alema ministro, perché fosse lo stesso magistrato che era spuntato in un campeggio sperduto nel luglio 2006 dove ero in vacation da solo, quando separatomi avevo scoperto contemporaneamente chi fosse Silvia Canali e che era rientrata nel ruolo ( "tolta la maschera" disse la sorella, dopo aver "sdirazzato" per qualcosa di simile all'amore dal 1995 al 2005 dico io, nell'odio allora incomprensibile per me della madre,  e perché vi fosse stata in mia assenza una violentissima lite tra Silvia Canali e la madre Fiorella Vallini nel 2002  in quell'isola toscana, l'anno in cui una bamboletta wooddo con tanto dinspilloni era a stata appicata prima alla finestra porta di stanza ubicata al pino  di sotto della casa e poi in vistadinanzi a ccencello di ingresso,  e perchè poi magicamente fosse comparso  nelle acque a settembre 2003 ( radicalmente incrinati in apparenza i  rapporti tra la Canali e la madre )  in quel di Marina di Camerota  il magistrato VALERIO SAVIO, della medesima area e cordata di AMOROSI, PESCI, CASCINI, AGNELLO ROSSI e altri e perché tutti i perché ed i particolari da me memorizzati grazie ad un dono di natura  che a me non  dispiace e che alcuni volevano mitigare o portar via (ampliezza dell'hard disk e velocità della RAM subito sotto il cappello :D), particolari in buona parte raccontati in quattro anni si allineino ... attraverso la enucleazione della sètta apparato nascosto nel cuore di MD e la analisi del ruolo  di una certa psichiatria di apparato,  attraverso le gesta nefande di quando hanno pensato di poter uscire allo scoperto e le prove di cosa vi fosse nella Cecchignola, del fatto che  i magistrati della Procura sapessero tutto e la circostanza che la sceneggiata mostruosa si sia infranta sull'onda di quattro anni di analisi ed informazione, dei verbali della audizione di Pietro Saviotti e sulle cose a me dette da Alberto Caperna . 
E sapete anche perché la cordata apparatino di MD ( nomenklatura )  si riunì, dopo lo stallo in sezione romana, separatamente sulla vicenda DNA Falcone e maxi processo e  avversamento della "incostituzionale fattispecie di associazione per delinquere di stampo mafioso" (?!) e perché sin dal giugno del 1990 non  legai in alcun modo con  Stefano Pesci e Giuseppe Cascini,  imparando poi a sapere bene chi fossero .....  ma mai avrei immaginato che un ex avvocato bolognese di soccorso rosso, già di democrazia proletaria e dell'ala militarista  ... ... :
10. I QUESTUANTI INVIATI e GLI AUTOGOL 
Ed arriva il momento di una vera perla.  
Dal 2011 ad oggi vi sono state tante  telefonate di belle persone  e positive e di persone che chiedevano consigli od aiuto. 
Quasi trenta persone ho invece contato/classificato e gestito col metodo indicato sopra ,  in quattro anni, che telefonavano  e scrivevano con racconti di storie improbabili e palesemente costruite in modo artificiale, con richieste assurde e con telefonate semideliranti,  tra ripetute telefonate e mail ed   isolate telefonate corrispondenti al tipo del millantatore disturbatore.
Ma tra esse , pescato a caso,  un "tizio" che mi fece arrivare uno scritto su file doc denominato "QUERELA"  ... che era una mega chicca. 
Tutto trasudava di costruzione e di parziale racconto vero o "mimato" quasi a parodia (una caratteristica notata altre volte) su protocolli metodi diffamatori e denigratori, e dalla lettura attenta di allora ricavai che  erano serenamente ipotizzabili una qualche impronta "gestita" ovvero   tracce di manipolazione e disagio  di psichiatrico rilievo "proiettabile". 
Mai gestito il file,  ma ora rileva ... sotto vari profili .... ivi compreso il tentativo di farmelo utilizzare ... magari  come semplificazione dei protocolli gestiti (?!)  ... :  non è da escludere che fosse un protocollo per farmi entrare in un protocollo (:D :D scherzo  .... tra il serio ed il faceto). 
Ma direi lo scritto vale come esempio a contrario del lavoro che sto portando a termine ... e come esempio di ciò che non avendo senso non va fatto né pensato ma al contempo come indice di metodologie di gestione tentata, con varie sub-ipotesi. 
Prendetelo come ritenete e volete . 
Ve lo metto di seguito cliccabile da immagine in formato pdf sostituendo ogni riferimento a nomi città e luoghi.
Lo ridenominai in file copiato "IL PROTOCOLLO IDIOTA" ma a suo modo è una altra prova anche lui ...... persino se fossero  reali storia persona e non artificialmente costruito lo scritto .. ( cosa della quale abbiamo consistenti e ragionevoli dubbi ,,,  ).





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PROTOCOLLI PROFILAZIONE e GESTIONE OPERATIVA. UNA  MAIL  parodia di protocolli e metodi reali.
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UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. SESTO AUDIO inediti

21 Novembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

PREMESSA
Questo sesto articolo con video audio inedito  (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche  dello psichiatra "SANI" 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto  ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di "riprendere in mano la situazione" ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando  parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei pochi minuti nei quali era rimasto solo  con due avvocati .... 

Nel video audio  vi è prima - ancora - l'incontro immediatamente precedente con il  dott. Paolo Girardi (registrazione da altro punto con maggiore evidenza del "dialogo" direttoeseguita con diverso  registratore). 
IN EVIDENZA le ammissioni  da parte di SANI sul ruolo della psichiatria nel "trattare" magistrati ma - variante -  anche , anzi "di più" "politici" e "ministri",  e la rivelazione confermata dagli avvocati delle pressioni ricevute da GIRARDI,   più lo smaccato tentativo posto in essere con sillogismi ed argomenti inesistenti ed autoreferenti dallo psichiatra Sani.
LA ASL RM E,  il SAN FILIPPO NERI ( reparto a quanto mi consta poi smantellato) ed il reparto nel SANT'ANDREA: strumenti del controllo "sanitario" su politici e magistrati,  come aveva già "raccontato"  GIRARDI. 
La discussione con SANI è lunga e defatigante, e i due avvocati Domenico Dello Monaco e Minghelli, scioccati dal precedente incontro con Girardi, hanno alcune  "cadute di stile"  e un eccesso di condiscendenza ai tentativi in atto. Erano stati da me istruiti sull'assecondare  (eccesso  di zelo ?!), ma traspare una loro leggera confusione sull'obiettivo e una provvisoria adesione ad una ipotesi di mediazione, che  si apprezza nel dettaglio, e che è  emersa ora meglio,  predisponendo l'audio video. 
L'accento che ora poniamo è sulla attitudine manipolatoria della psichiatria gestita in certe modalità e contesti, affermando per targhette astratte giudizi che si sovrappongono al reale e diventano il reale "formale" della psichiatria che copre il vaglio dei fatti e aggira le persone reali. Nel caso di specie, a supporto di ipotesi infondate la creazione di  sospetti irreali suffragati dall'ascolto selettivo di tre persone che non avevano rapporti e che palesemente hanno agito in modo premeditatamente falso e con modalità lapalissianamente disturbate ( incontro del 29 dicembre 2010 ). 
La eliminazione  sinanche  concettuale delle tante persone  che invece hanno rapporti quotidiani che coprono l'intero arco della giornata e tutta la sfera della  esperienza sociale umana ed affettiva, è un trucco tipico dell'armamentario deviato della psichiatria ( se accerchio usando parenti preparati mica posso far vedere che non hanno alcun rapporto e neanche frequentano l'accerchiato). 
Lo psichiatra SANI si esercita in voli poco pindarici con l'obiettivo di incastrare il magistrato Paolo Ferraro.  
Mi raccomando ascoltate a tempo perso come fosse una soap opera romanzata su un qualche canale radio, e non partecipate emotivamente a quel che ascolterete (indignatevi con parsimonia, che fa male a cuore e fegato, ed esaltate  l'aspetto grottesco e comico di questa vera "follia" deliroide persecutoria, impersonificata da ultimo con alcune  modalità  amical affettive che destano vera indignazione per il grado di supponenza ed ipocrisia ). 
Lattività di chi "doveva" riprendere "sotto controllo la situazione" ("sennò non ce la faccio a riprendere sotto controllo la situazione ..  " GIRARDI ) si esercita mediante un  ausilio successivo e con modalità ..che  definirei  esilaranti,  se non ne fossi stato il destinatario vittima designato. 
In questa versione il video audio riproduce secondo sequenza cronologica  una migliore  registrazione dell'incontro immediatamente precedente con GIRARDI, perchè necessario anche a capire ilcontesto :  chi già lo conocsce può andare al 43°  minuto e 30 sec.  subito dopo aver ascoltato la breve introduzione. 
Quante ne abbiamo dovuto sopportare  ... :D :D
[ Video elaborato e visibile verso  le ore 0 e 20 min del 20/11/2014 ]. 

Viene di seguito immessa   una mera sintesi per punti sull'uso della manipolazione strutturata da parte di un gruppo deviato che aleggia intorno e, in quota minimale, anche dentro la magistratura nella vicenda FERRARO. 
E poi vengono ricostruiti minuziosamente i principali fatti veri sino al 2011, mediante un puntiglioso e serrato racconto stralcio dal MEMORIALE ed altri scritti, rielaborato da terza persona ... . Si noti ( in tema)  il  resoconto su  precedente incontro del novembre 2010, appositamente dettagliato nei minimi particolari, ove  era emersa la altalena  logica del dott.  GIRARDI ed un suo gesto teatrale, buttando  sul tavolo una copia delle trascrizioni , che svela effettivi intenti, valutazioni di merito apriori e il  molto di più .. nascosto dietro la formula del "vaglio formale" dello psichiatra. Non servono spiegazioni.

I. LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE ORCHESTRATA NEL CASO FERRARO.
La   sgangherata   e  "deliroide"   manipolazione orchestrata,  che illustriamo  ora, viene necessariamente gestita su un piano più generale  da un coacervo di psichiatri deviati e giuristi "causidici" di supporto. Ne abbiamo analizzato ruolo e metodi. 
Si tratta sul piano generale di qualcosa di più  della antica scuola sofistica e di "qui faciunt de albo nigrum",  perchè il coordinamento e la finalizzazione politica e di deviazione segreta, l'agire sistematico in gruppi o persone prima o poi coordinati, il legare alla manipolazione dei provvedimenti e dei fatti una orchestrazione diffamatoria condivisa preparatoria e susseguente, svela una potente (da non sottovalutare ma neanche sopravvalutare) matrice di potere sotterraneo,  gestito anche da servizi deviati,  e l'altro di più di cui abbiamo fornito prove dirette, o su cui abbiamo validamente argomentato. 
Le tecniche manipolative che andremo provando ed illustrando, di una gravità immensa nel caso di specie, appaiono in tutta la loro evidenza, visto il soggetto destinatario e la puntuale ricostruzione di storia identità ed attenzionamenti, con tanto di dirette testimonianze immesse in video audio in rete, e prendono ancora più risalto,  se possibile, dalla sequenza della pacchiana persecuzione portata poi sino agli ultimi stadi. 
E più cresce la consapevolezza della figura reale del destinatario dell'attività distruttiva e più risalta per converso la matrice criminale di quanto posto in essere, resi traparenti moventi, strumenti e finalità. 
Va sottolineato ancora che la potenza evocativa distorta e manipolativa della parola, la sua destinazione ad influenzare, convogliare, nascondere, invertire la logica del reale, oltre che usufruire di indirizzi di scuola, di ascendenti di programmazione neurolinguistica e di un progetto strategico (TAVISTOCK INSTITUTE ed omologhi ed utilizzo invertito finalizzato della psicologia dinamico relazionale),  viene amplificata dall'introdurre metodo e forme logiche nei provvedimenti giudiziari.
Ciò è potuto accadere per la infiltrazione guidata nei gangli della magistratura, utilizzando anche la fratellanza e intrufolamento di disvalori nel mondo della giustizia "uguale", ma abbiamo ragionevoli argomenti per indicare che talvolta il livello della manipolazione, le sfumature linguistiche e le scansioni tematiche dei provvedimenti rivelano una tematica ben più che scottante: il confezionamento di provvedimenti secondo logiche, tempistiche, impostazioni ed infine conoscenze o valutazione di esigenze che non appartengono alla giurisdizione né al singolo magistrato,  a maggior ragione.
Solo una notazione: i metodi e protocolli di alterazione del reale presuppongono anche su un piano generale attività preparatorie di infiltrazione e gestione sotterranea di rapporti e vicinanze, contano sulla personalità serena della vittima (assenza di paranoia) e sulla strumentazione soggettivo psicologica a disposizione, mentre preparano chiavi di gestione e "versioni" sempre individuali e personali. Al magistrato che si troverà con una moglie improvvisamente violenta e manovriera, al magistrato coinvolto a sua insaputa in una dinamica di vita penalmente o disciplinarmente gestibile,  ed anche ad altri, non verrà in mente mai che vi era stata una preparazione e gestione, e le chiavi di lettura e rappresentazioni adottate da chi ha preparato saranno coerenti con la preparazione segreta. 
Piegandoosi "rientrato in carreggiata" ed entrando nei circuiti che lo hanno attenzionato, forse capirà . 
Nel frattempo si sarò misurato solo sui piani e con gli approcci erronei che l'impalcatura personalistica casuale ed inviduale "siggerisce". 
Noi siamo perciò una vistosa eccezione,  oltrechè per aver diffuso un lavoro di analisi e prove a sua volta unico,  per aver informato e risvegliato la stessa magistratura e le istituzioni non  consapevoli. Fioccano le conferme , 
Il taglio individuale, la lettura casuale, la umanizzazione individuale sono l'arma potente di chi manipolando gestisce,  e ovviamente nei soli e selezionati casi concreti e reali che interessano agli apparati deviati e noi, ovviamente
Un'arma potente a sua volta supportata, a chiusura del cerchio, proprio dallo stesso strumentario psichiatrico/psicologico. 
Spacciare come sintomo patologico quella che invece è una equilibrata lettura perplessa di fatti reali è infatti un gioco da ragazzi per i manipolatori e controllori della logica del fatto. 
Anche perchè nel novantanove per cento dei casi "individuali" vi sono percezioni deboli, suggestioni, meccanismi mentali che possono indicare aspetti di patologico interesse. Perciò applicare abusivamente lo schema all'un per cento è cosa estremamente agevole.
Non è vero che nulla accade per caso: è vero anzi che solo alcune cose sono pilotate e direzionate e in casi tipici. Il buon senso dell'id quod plerimque accidit, il senso comune, la lontananza dalla vita ed esperienza ordinaria, le strumentazioni delle "non scienze" psichiatrica e psicologica fanno da guardiani ferrei a questi orditi di apparati e caste deviate, che usano sapientemente la casualità ad architrave protettiva. 
Eminentemente solo i film trasgrediscono apparentemente alla direttiva del silenzio, ma ad essi è affidata spesso la funzione di relegare nel fantastico o nell'immaginifico fatti reali, a cavallo tra simbolismo, minaccia avvertimento e, come accade, manipolazione.  
Persino il film THE TRUMAN SHOW è diventato fonte psichiatrica di teorizzazione della "sindrome da Truman Show" (paranoide e deliroide). 
Per dar più forza a questa impalcatura, nel mondo complottistoide gestito sono stati dislocati soggetti che raccontano, indicano, lamentano ed asseverano in modo patologico naturale o "teatralmente costruito".
La finzione manipolatoria ha aumentato l'opportunità di "gestire" fuoriuscite di persone e notizie, comunque relegabili in un circuito demenziale artificialmente costruito.
Una bella architettura, non c'è che dire (vedi i numerosi articoli conferenze ed analisi nostre su TAVISTOCK, complottavistockiani et similia). 
Poi venne il magistrato Paolo Ferraro. 
Anche questa appendice strumentale di accatto, organizzata e diretta da lontano se non coordinata, con il suo utilizzo del "protocollo pettegolo", una arma disinformativa e fastidiosa per chi non la sappia annichilire con la forza dei fatti e della logica, viene spazzata via nella versione nostrana.
II. - L'ALLINEAMENTO DELIROIDE NELLE VERSIONI E NEI RACCONTI E VALUTAZIONI,  MANIPOLATI SECONDO UN  MEDESIMO CANOVACCIO . 
Il taglio manipolativo del reale e artificialmente personalistico, come da canovaccio,  emerge evidentissimo da tutte le condotte, scritti e provvedimenti dei soggetti  operanti in danno,  nello scenario nostro ( solo questo profilo  trattiamo ora),  e viene trasfuso in: 
  1. una relazione iniziale di ufficiali di pg del reparto operativo CC Trastevere (uno dei quali iscritto certamente all'ordine militare dei cavalieri di Malta) che negano l'evidenza;
  2. un provvedimento a firma del PM Gianfederica DITO, che tomba un indagine finta; 
  3. le tre  lettere del procuratore pro tempore di Roma Giovanni Ferrara, con avvio di procedure per dispensa tentati, dapprima conclusi nel nulla  e da ultimo portati a missione compiuta (salvo eventi nuovi sopravvenuti), perché accettato lo scontro da Paolo Ferraro per scelta; 
  4. la bozza di difesa dal secondo orchestrato procedimento per dispensa,  preparata da Agnello Rossi  (con mail di trasmissione -  e relativa header, intestazione nascosta - provante la provenienza del documento,  il tutto messo in mano alla commissione IV del CSM).  Ben progettata  la scelta mia di ribaltare in ruolo difensivo il ruolo degli attori sotterranei e di abbassarmi come un giunco nella prima metà del 2010, per avere il tempo di acquisire prove e quadro completo; 
  5. nella impostazione delle attività sotterranee diffamatorie, che emergono tra l'altro nell'incontro di Pasquetta 2011 e le ammissioni minacce Canali - Vallini che svelano consonanze e partecipazione condivisa e diretta, conoscenza di fatti,  date persone ed attività,  ed il resto che emergerà ricostruendo storie e frequentazioni; 
  6. nella versione orchestrata all'interno dell'ufficio,  facendo credere stato e cose su Paolo Ferraro INVENTATE, almeno fino a quando nel  2011 parte la piccola discovery interna (prima il SILENZIO ASSOLUTO a copertura di una delle attività criminali più gravi realizzate in alveo giudiziario, tolti i morti, poi il canovaccio che viene utilizzato dalle audizioni del maggio 2011 );
  7. nella orchestrazione urgente del maggio 2011 (audizione al volo degli Aggiunti) volta a dare un apparente appiglio al CSM che  emise un assurdo provvedimento di sospensione cautelare sulla scorta di un pettegolezzo orchestrato e di un canovaccio di infantili e non credibili falsità CONCORDATO e nonostante il coro stonato fosse stato anche rotto da una voce intonata;  
  8. nella gestione delle attività dello stesso CSM e in esso dai due principali attori: dott. Paolo Carfì e AVV. Prof. CALVI;
  9. nel contenuto e passaggi argomentativi dei provvedimenti del CSM,  la cui matrice manipolatoria alla luce dei fatti e dati appare conclamata, qualunque cosa avvenga in futuro;
  10. nel  substrato di tutta la  manipolazione famigliare, preparato con cura da Silvia Canali ;
  11. in tutti i passaggi anche registrati delle false argomentazioni di psichiatri di apparato coinvolti: Dott. Paolo Girardi (massoneria teutonica), dott. Stefano Ferracuti (.. si sa.. ), dott. Luigi Cancrini (si ...sa .. ),  nelle attività registrate del dott. Tonino Cantelmi,  consulente del CSM (Rotary Club - cui verrà destinato dettagliato prossimo articolo) e nella emblematica attività posta in essere dal dott. Sani e prima dal dott. Girardi  (audio video inedito oggi qui immesso;
  12. nella subdola impostazione del prof. Francesco Bruno e della consulenza a lui fatta stilare quando già sapevamo chi fosse e stavamo investigando anche su quel fronte (vi sono registrazioni dell'inverno  primavera 2011 in cui il dott. Ferraro spiega tutto questo  ai suoi avvocati già in preda ad "amnesie retrograde" sui dati audio e fatti e in vistosa retromarcia,  storditi   dalla ardita gestione alla Clausewitz di Paolo Ferraro medesimo che  poi,  quasi intimoriti e piegati, tenteranno  di indurre il magistrato Ferraro a prendere "una aspettativa di iniziativa ... te ne vai in vacanza e te la godi" ... rompendo l'accerchiamento (sic!)  (audio video  inedito)
  13. sinanche (quando si era saputo del MEMORIALE e denuncia preparato) nella "sottrazione ai turni esterni" ordita di nascosto nel'aprile  2011 dal Procuratore Ferrara Giovanni e portata come argomento al CSM, mentre viceversa costituisce prova lapalissiana della orchestrazionedell'ordito e della artificiale precostituzione di fatti compiuti a sostegno.  

Una coordinata pressione negli ambienti di vita e di lavoro   ha contribuito a cementare al meglio consentito UN  FRONTE DELIROIDE che trasmuta la realtà del dott. Paolo Ferraro (tra le altre cose esperto di MOBBING e attività correlate, avendo gestito processi e indaginima non come il PM Giuseppe de Falco, appartenente alla cordata Pesci / Casciniche scriverà un libretto didascalico sul mobbing uscito proprio negli anni in oggetto e che soffriva in pubblico e sul piano istituzionale il confronto col magistrato Paolo Ferraro esperto di diritto alla salute e sicurezza e salute del lavoro e, oltrechè di diritto civile, di diritto ed informatica anche giuridica: ma in questo caso compare un diverso patologico sofferente soggetto, oggetto  di ben due recentissimi articoli e video audio),   
UN FRONTE DELIROIDE contro un magistrato da eliminare per quello che andava analizzando, per la sua storia indipendente che nasce intorno anche alle ormai note riunioni su Falcone del 1992, attenzionato da sempre e accerchiato da sempre nella stessa famiglia con cui aveva eliminato rapporti per ovvi motivi (famiglia intranea a servizi,  ministero dell'Interno e ricca avvocatura parvenù mediante scalata alla massoneria cattolica deviata e circuiti affaristici connessi  ai mondi assicurativo e della salute, oltrechè del recupero crediti). E Paolo Ferraro non ne sapeva nulla o quasi in concreto, ma se ne teneva lontano mille miglia.  
Una coordinata negazione del REALE attuata volta per volta allineando tasselli atipici e non coerenti, con vari metodi di pressione, condizionamento ed altri ben più spicci. 
Ma tra ciambelle senza buco (si ricordi ad esempio anche l'articolo e ricostruzione oggettivata non superabile "sessanta secondi svelano .. " oltrechè la trasmissione radio da ultimo portata alla ribalta)  e molto altro,  le cose non sono andate come volevano sin dal'inizio.

III. - SOTTRATTISI ED ESTRANEI ALLA PANTOMIMA 
Alla PANTOMIMA collettiva si erano sottratti Pietro Saviotti poi deceduto per infarto a sei mesi di distanza il sette gennaio del 2012, Alberto Caperna che addirittura ammetterà l'ordito altrui, mi chiederà con profonda stima di perdonare e rientrare, verrà a sapere di spezzoni di attività costruite a mio danno e morirà di infarto per cause da accertare il 13 ottobre 2012, un maresciallo di altamente professionale dell'arma dei carabinieri che vaglierà audio e contesti pregandomi di sottrarmi al quadro pericoloso sul piano personale e, "tremebondi", alcuni magistrati che conoscono esattamente chi sia Paolo Ferraro e chi sia la cordata dei "Willy cojotes" e quanto essa sia viscida e pericolosa. 
Nel 2012 persino il senatore che presenterà l'unica interrogazione parlamentare sui fatti (mettendo peraltro insieme due persone e vicende di prospettiva e prospetticamente completamente diverse), mi farà un elenco di nomi di magistrati che brigavano diffamando direttamente e facendo arrivare notizie diffamatorie omologhe a lui (conserviamo il tutto e ci chiedemmo come potessero sapere di contatti da me realizzati ...). All'epoca rimasi interdetto e stupito. Come poteva partecipare a questa attività chi mi conosceva dal 1976, GIUSEPPE CORASANITI, o ben sapeva chi fossi, PAOLO IELO, o chi appena confluito a Roma dalla Procura di Palermo mi aveva salutato con profonda stima e calore, D'Amelio, o ancora chi dichiarandosi ben consapevole di chi fossi (altro PM proveniente dal fronte siciliano negli anni duemila, che non mi risulta direttamente coinvolto nella gestione criminale dell'agguato a Paolo Ferraro) e via discorrendo ?! A quel tempo la mia analisi non era stata ancora completata.  
Ovviamente il personale nella segreteria del dott. Paolo Ferraroa stretto contatto quotidiano con lui, non poteva  che essere dannoso alla pantomima e lo è stato, testimoniando per scritto la reale e concreta esperienza sul lavoro a contatto con Paolo Ferraro sino al 18 giugno 2011: non per "amicizia",  e i quattro (più due appena allontanatisi per ragioni di carriera nel 2010) non potevano essere coerciti in forme esplicite e dirette per non "allargare troppo".  Ma rimarranno traumatizzati dalla immediata distruzione dell'ufficio, asportazione dei fascicoli e di tutto il materiale e smantellamento delle stanze (articolo "Chartago delenda est"). Lo stesso personale accerterà direttamente una evidente attività di infiltrazione eterogestita  (relazione 15 marzo 2011). 
A maggior ragione tutto questo si concretizzerà per la compagna convivente sin dall'ottobre 2010 di Paolo Ferraro, dott.ssa Patrizia Stefania Eugenia Foiani, stimato ed intelligente funzionario pubblico. Giorno per giorno trasecolando la dott.ssa Foiani  vedrà esercitata una sommatoria di attività in danno o criminali tali da perderne il conto ( se non tenuto per scritto) e ovviamente è la TESTIMONE diretta per la parte eccedente l'orario di lavoro, di chi sia Paolo Ferraro ed era dal 2010 oltrechè l'autrice di una serie di esposti e dichiarazioni pro veritate e lettere che trasudano  etica e consapevolezza reale  argomentata .  
LA MANIPOLAZIONE CRIMINALE PREVEDE CHE I TASSELLI NON GESTIBILI SIANO ELIMINATI LOGICAMENTE E DAL REALE: di qui una ulteriore manipolazione orale  patologica e velenosamente idiota ed ipocrita: "...il personale di Paolo Ferraro gli vuole bene e lo aiuta"  (vergognati Agnello "del diavolo") e la pretermissione sistematica di Patrizia. Lei non esisterà per la Procura, il CSM, gli psichiatri dell'apparato criminale deviato,  il giudice del divorzio dalla Canali, per i parenti deviati ed irretiti e con probabilità alta anche ricattati che si ritrovava Paolo Ferraro,  suo malgrado, e verrà tenuta  nel limbo del nulla con l'eccezione di una notifica nel 2013, dopo aver di suo pugno scritto decine e decine di pagine sottoscritte raccontando tutto ed anche cose di particolare gravità. E "vive insieme a noi" e mi si passi l'ennesima ironia.
UNA FALSA VERITA' CONFERMATA DA TUTTI COLORO CHE "CONDIVIDONO" CONSAPEVOLI IL PROTOCOLLO, GESTENDOLO CON MODALITA' CONSONANTI,  SI ATTEGGIA A  REALTA' MA E' INTRINSECAMENTE DELIROIDE,  in particolare se a questa non "fingono solo" di credere i partecipanti ... (ed il mio pensiero corre all'ondivago squilibrato comportamento di Simonetta Ferraro tenuto sino al 2010). 
Ma se i presupposti del ragionamento sono alterati e falsi LA FALSA VERITA' FORMALE  è comunque   strutturalmente    una  NON REALTA' A PROSPETTAZIONE DELIROIDE .
Noi a differenza di GIRARDI PAOLO non solo dimostriamo la falsità dei fondamenti fattuali e la manipolazione delle cose e fatti a monte e la loro utilizzazione in uno schema che si allarga a macchia d'olio e trasmuta etichette in continua evoluzione o pur di attingere il destinatario della attività distruttiva, con l'obiettivo unico di incastrarlo (Paolo Ferraro). Ma dimostriamo che le asserzioni di PAOLO GIRARDI, GABRIELE  SANI, STEFANO FERRACUTI, LUIGI CANCRINITONINO CANTELMI in quanto costruite su una realtà inesistente o valutativamente manipolata, appartengono per dimensione oggettiva  alla categoria del "DELIROIDE",  vieppiù in quanto non vi è mero errore.
Colpiscono  i metodi intrinsecamente arroganti e violenti sul piano intellettuale di chi,  nel mondo di quella certa psichiatria,  illustra etichette ma non indica concrete condotte vagliabili,  sia pure strumentalmente in termini di profilo artificiale costruito.  Il  verminaio della psichiatria ... deviata e sostanzialmente criminale ... "buchi logici" ?! sì, della cordata emersa. 
IV. - LO SCHEMA MANIPOLATIVO NELLA SUA PATENTE CONSISTENZA
Preparato e tentato da tempo era stato introdotto uno schema ridicolo, ormai esplosivamente inensato.  
IL PROFILO Paolo Ferraro "caso umano" (sic!), portato alla follia da evenienze personali, con personalità paranoica (pubblicato il video audio 4 ter sullo strappo dei TEST) e segnato da rapporti personali e familiari "intrecciati" : un armamentario infantile da servizi deviati, montato  sulla patologia di fratello sorella e figlio legale ... e, ben più grave, di coprotagonisti/e .. inseriti sapientemente .. (ma quale "sapienza" ?!). UN trasfert e ribaltamento patologico,  in forma "istituzionale"..... 
V. IL SEQUESTRO DI PERSONA DEL MAGISTRATO DI CASSAZIONE PAOLO FERRARO. Ventitre maggio 2009. 
In questo quadro di malata manipolazione persino il fatto pacifico conclamato di una grave attività criminale viene aggirato manipolando, contro unevidenza CONCLAMATA incontrovertibile . ( si veda più oltre  il dettagliato racconto sub capitolo due). 
Viene organizzata una trappola, piombano a casa di Paolo Ferraro con una squadra allestita (e con tutta probabilità avevano tentato "con flop causato da mia cena fuori casa" una cosa simile il giorno prima,  avendo fretta di impedire al magistrato di denunciare i fatti che andava accertando), viene stilato un certificato falso al volo nei confronti di una persona sana e tranquilla (ma sbalordita: che sia il lieve sbalordimento una patologia ?!) da una psichiatra mai vista e fortemente preoccupata da quello che andava facendo. Vengono NON sentiti e NON ascoltati poi i testimoni,  tre infermieri e due vigili urbani attoniti e presenti,  la "troupe" piomba senza titolo nè legittimazione nella casa (violazione di domicilio  aggravata), al gruppo viene aperta la porta da SILVIA CANALI che stringe con cenno di intesa la mano della psichiatra poi allontanandosi, non vi è un vaglio di legittimità del giudice tutelarenon vi è un provvedimento del Sindaconon vi è una pratica istruitanon vi è a monte un vaglio psichiatrico di alcun tipo (che non sia stato in altri luoghi FALSIFICATO, e poi debitamente fatto sparire secondo stile di questi criminali), non vi è prima una qualche certificazione,  e se falsa vi fosse a monte sparisce poi dal regno del reale, non vi è una mia sottrazione a qualunque altra attività (sempre illegale nella unica ipotesi immaginabile) non vi è un solo sintomo (la sera dovevo andare a cena con una amica)  non vi è alcuna necessità terapeutica tantomeno urgente (essennò perchè Paolo Ferraro dopo sarebbe stato a spasso per due giorni non "prendendo nulla", ma dormendo "nell'albergo" reparto psichiatria ospedale Sant'Andrea?!), non vi è alcun uso neanche di aspirine (data la "sana" salute oltrechè psicologica, fisica di Paolo Ferraro). 
Tra le 18:45 e le 23:30 c.a. Paolo Ferraro viene costretto non potendosi ribellare (questo lo capirebbe anche un bambino) e portato all'ospedale Sant'Andrea, sviata per sopravvenuta problematica logistica (e per intervento dall'alto direi) la meta PROGRAMMATA del San Filippo Neri. 
Una volta nell'ospedale la psichiatra criminale briga per far ascrivere a codice rosso il ricovero (e ne vengo avvertito  da uno degli infermieri preoccupato,  che ormai si era reso conto della gravità di quello che stava succedendo). 
In accettazione "coatta" spiego la gravità della situazione con argomenti sereni e consistenti, e nonostante un abbozzo di manipolazione nella annotazione, concordo di interrompere la SITUAZIONE COATTIVA realizzata , accettando di entrare con la certezza che appena fatti i TEST emergerà la gravità dei fatti in mio danno. Al momento  sono passate oltre tre ore ...  CONTRO LA MIA VOLONTA' ... sono sotto controllo della squadra, nella impossibilità di allontanarmi ... ( immaginate  DA SOLI la scena di Paolo Ferraro che si allontana e cosa sarebbe successo).  Nei due giorni successivi faccio i TEST di rito (che si cercherà poi di non far figurare eliminadoli dalla copia degli atti trasmessi ad autorità giudiziaria)emerge che sono perfettamente sano e addirittura serenosalvo la lieve ansia da sequestro di persona, mentre vado a spasso per due giorni in attesa che si accorgano del grave fatto delinquenziale. 
EBBENE, pacifica la giurisprudenza a riguardo,  il fatto INTEGRA IL REATO di cui aglli artt. 110, 81 2° co, 605 CP,  perchè vi è stata una privazione della libertà senza titolo né procedura formale, né provvedimenti di alcun tipo, senza rispetto di nulla, senza diagnosi (perchè una certificazione al volo dinanzi ad una persona calma e serena è una attività criminale in sè), senza che esistesse alcun presupposto sostanziale,  in costanza di  moventi clamorosi ormai emersi con prove oggettivate .  
IL TUTTO viene obnubilato, negato e nascosto e sono un magistrato di Cassazione che si apprestava a denunciare il coagulo della Cecchignola e le sue coperture nella magistratura romana e altre "partecipazioni". Certo a Paolo Adinolfi andò peggio. 
BENE: MANIPOLAZIONE E' NASCONDERE TUTTO CIO' E ARGOMENTARE NEGANDO LA CRIMINALE  SOTTRAZIONE DI LIBERTA' CONCRETIZZATASI. E LA GRAVITA' DELLA MANIPOLAZIONE MEDIANTE OCCULTAMENTI DEI FATTI E' TALMENTE SMACCATA CHE i magistrati informati stentano ad accettare la realtà lapalissiana. Stentavano. Ora sono sconvolti...
e qui di seguito lo stralcio nelle parti che rinviano con tutti i link a banca dati dedicata ...... completa,  che consente di riscontrare direttamente tutto quanto sinora illustrato. 
"PRIMA FASE (sequestro di persona del 2009 e procedure sino al 2010 VEDI MEMORIALE ). 
  • (luglio 2010) gli atti della prima e seconda procedura di dipensa archiviata dal precedente CSM
SECONDA FASE ( procedura di dispensa 2011 -2012 ) 

  •  documenti sulle attività strutturate in danno poste in essere nel  2011 da familiari e Silvia Canali (ex coniuge legata a quegli apparati) e alcuni esposti denunce della compagna attuale del dott. Paolo Ferraro, dott.ssa Patria Stefania Eugenia Foiani; come da legenda e copia atti che segue


  1. copia dei provvedimenti del CSM emessi in sequenza: il primo cautelare del giugno 2011  https://drive.google.com/file/d/0Bz8ZSwosruM0OGVkeDBvNDFhTWM/edit?usp=sharing (provvedimento emesso alla cieca per delegittimare  e impedire la denuncia e propalazione pubblica : sul ruolo delle false dichiarazioni al CSm vedi articolo sotto e l'articolo http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2014/07/un-profilo-artificiale-inventato-per.html nonchè l'articolo che ricostruisce tutte le vidende pregresse sino al 2014 http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2014/08/un-bel-guazzabuglio-questa-e-la-trama.htmlil secondo dopo la prima perizia di Cantelmi emesso nell'ottobre 2011  https://drive.google.com/file/d/0Bz8ZSwosruM0UDFYajdvYW5Ha1U/edit?usp=sharing , il terzo dell'ottobre 2012 sulla scorta della seconda "perizia" di Cantelmi  di ulteriore sospensione di due mesi https://drive.google.com/file/d/0Bz8ZSwosruM0VXVfMmVtQ1I5MnM/edit?usp=sharing, il quarto definitivo di dispensa per "inettitudine"  https://drive.google.com/file/d/0Bz8ZSwosruM0R3JRS1pqdDY2a00/edit?usp=sharing.  [Tutti i provvedimenti emessi dal CSM, commentati analiticamente negli esposti denunce e memorie miei dell'ottobre 2012 http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2012/10/4-memoria-esposto-del-9-ottobre-2012.html e novembre 2012  http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2012/11/5-memoria-esposto-finale-del-3-novembre.html regolarmente depositati al CSM ]."

ED ORA la ricostruzione dettagliata tratta dal MEMORIALE, fedele resoconto di tutto quello che di più rilevante sotto i profili menzionati è accaduto tra il novembre 2008  ed il 2011. REVISIONE AD OPERA DI TERZA PERSONA CHE HA STUDIATO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE E COLLEGATO VARI SPEZZONI  INFORMATIVI.
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UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO 
(ANCHE  PROGETTATO DA TEMPO!?)
- Seconda Parte -
Prefazione, rielaborazione e stralci collegati   
Quanto mostrato ed argomentato nella prima parte di questo articolo (http://cdd5.blogspot.it/2014/07/un-profilo-artificiale-inventato-per.html) costituisce la prima evidenza dell’esistenza di un’organizzazione coordinata di soggetti che operano in tutti gli strati della società (ambienti militari, magistratura, psichiatria fino alla “casalinga” moglie separata di militare impiegato presso lo stato maggiore della difesa, Sabrina). Per la prima volta, nel “trattamento” del magistrato Paolo Ferraro, qualcosa è andato storto nell’ambito di quello che era ed è l’applicazione di un protocollo di “gestione” ben oliato da decenni e che fino a quel momento aveva mietuto le sue vittime in modo discreto: mascherato di norma da “vicenda personale” del malcapitato (abbiamo già citato il caso Marrazzo) o da "patologia professionale". 
Corredano il quadro   strane “morti naturali” (i procuratori aggiunti Caperna e Saviotti e in generale una percentuale di morti per infarto superiore alla media), “omicidi di mafia” (Falcone e Borsellino), morti bianche, omicidi con sparizione del cadavere (come purtroppo probabile nel caso del dott. Adinolfi).
Caratteristiche e finalità di questa organizzazione emergono dall’evidenza del suo stesso operare piuttosto che da una descrizione taghetta che finirebbe per confondersi con le narrazioni più o meno fantasiose e complottistoidi oggi diffuse, talvolta ad arte, per creare confusione o mitologizzare a copertura del reale. L'etichetta e il nome SUPERGLADIO, sintesi tra massonerie di alti livelli, poteri militari poteri internazionali e criminalità organizzate con forte infiltrazione e partecipazione di uomini dei servizi militari e civili (ripetiamo, "deviati" , perchè lo sviamento del tuolo esiste anche per i servizi segreti), ha il pregio di descrivere una realtà di vertice segreto  articolata ma  ordinata secondo un filone strategico e di gestione di potere finalizzato ma sul piano storico politico . 
I filoni di caste borghesi antiche e/o ricche ricche e deviazioni , l'esoterismo di apparati deviati e la matrice massonico più o meno deviata ed altre giustapposte ( compresi neo culti orientaleggianti e filoni antico massonico militar cattolici) costituiscono invece singoli tasselli di un mosaico davvero estremamente complesso, che ha però necessariamente  le sue stanze di compensazione. 
Ma dove si unificano le scelte e sotto la ègida di chi ?! Come si "condividono" le scelte?! A noi è stato raccontato anche analiticamente ma in attesa di ulteriori corposi riscontri, preferiamo far arrivare tutti,  attraverso una analisi condotta per dati fatti e realtà direttamente e concretamente osservabili,  ad una consapevolezza di quadro su base concreta .
Vedremo in questa seconda parte dell'articolo come la costruzione di un profilo patologico artificiale di personalità architettato  contro il  magistrato Paolo Ferraro abbia raggiunto il suo culmine nelle vicende del 2008 e del 2009 con il sequestro e fallito tentativo di eliminazione per via psichiatrica “breve” (che porterà allo scoperto diversi soggetti nei rispettivi ruoli). Ma soprattutto abbiamo già illustrato e vedremo  ancora come alla luce di quanto accaduto dal 2008 si possa individuare un lavorìo intorno alla sua persona risalente ai decenni precedenti (come minimo dai primi anni ’90), fino ad individuare vertici e comprimari di quello che si delinea come una porzione significativa"condivisa" del  vero e proprio apparato all'opera. Non miti, burattinai ed altre analoghe fantascientifizzazioni: corpi e professionisti coordinati che si muovono in sintonie precise,  con uomini chiave nei posti chiave. Tutta roba ordinaria se non fosse che non è mai stata illustrata, svelata, descritta, anatomizzata con la finalità di disvelarne metodologie strumenti e ed attività illegali nel cuore dello Stato ( Magistratura e medicina  ) per consentire un intervento concreto sui vari piani che permetta di ripristonare condizioni di legalità necessarie.  Si tratta di associazioni per delinquere che si avvalgono della omertà e del potere anche territoriale mediato dalle grandi organizzazioni criminali,  ma soprattutto del potere collegato a ruoli professionali istituzionali   orientati ed ispirati da fini di gestione,  controllo e come sempre infine lucro delle organizzazioni medesime , in sintonia varia con organismi e poteri intternazionali. Poteri e ruoli professionali e istituzionali   piegati a fini criminali, ed innanzitutto per preservare le organizzazioni e il bene prezioso della loro "segretezza". IN questo è incappato per la "fortuna di tutti" il magistrato PAolo Ferraro. 
La riflessione racconto riparte dalla registrazioni già effettuate:  per tutto quello che precede si rinvia al MEMORIALE parte prima, e agli articoli che hanno minuziosamente ricostruito fatti ruoli accadimenti e contesti e contestualizzato minuziosamente ciò che emergeva dai fatti della CEcchignola  ed antefatti del mondo giudiziario romano.
  1. DALLE REGISTRAZIONI DELLA CECCHIGNOLA DEL 2008 AL SEQUESTRO DI PERSONA DEL 2009
Il 20 Novembre 2008 Paolo Ferraro decide di dire a Sabrina quel che aveva sentito nelle prime registrazioni già approfonditamente valutate. Avvertì la donna del quadro che emergeva anche con un sms (ALL. 3). Depositata la denuncia fece due precisazioni al maresciallo capo Massimo Campi, ufficiale di polizia giudiziaria con cui aveva rapporti di amicizia e stima (non avendo all’epoca ancora attribuito un qualche utile significato a quello stemmino di un “ordine cavalleresco militare” da lui esibito due anni prima con orgoglio).
Con dolcezza e senza in alcun modo allarmare il minore che era in casa, in occasione di un’uscita in macchina per fare la spesa (giovedì 20 Novembre 2008) Ferraro aveva illustrato la situazione a Sabrina, che alla contestazione di frasi precise fece un racconto parzialmente reticente di ciò di cui era consapevole. Poi fece ascoltare direttamente alla donna la sola ultima registrazione (7 Novembre 2008) mediante il PC fisso di casa: Sabrina trasalendo confermò il racconto sottolineando che non era completamente consapevole di aver pronunciato le stesse frasi, a lei comunque foneticamente riferibili senza possibilità di errore e che non riusciva a riconoscere ed attribuire a persone le frasi altrui (forse mentiva ma non è certo: sembrava stordita ed in parte stupita da quello che sentiva). Lo stesso avrebbe sostenuto per iscritto, molto più tardi, con una lunga mail importante epperò significativamente contraddittoria, riferendosi all’intero brogliaccio ed alla estrazione di singoli spezzoni successivamente operata (e-mail all. 4).
L’indomani avrebbe poi deciso di negare tutto, affermando che non era in grado di riconoscere la sua voce ma soprattutto quella degli altri (dicendo però anche di avere paura di loro, alludendo con vistosa preoccupazione a “quello che le sarebbe comunque potuto succedere”).
Ferraro si recò al lavoro dopo averle detto che doveva pensare a sè ed al figlio e dichiarando che in quel contesto non sarebbe tornato a casa. Telefonò poi al marito separato della donna, chiedendogli a bruciapelo se sapeva come avesse vissuto Sabrina negli anni della separazione (2006 e 2007) e se fosse a conoscenza di fatti del 2002-2005. Preso di sprovvista disse solo “io sapevo di quello che era successo quando aveva tra 20 e 24 anni” poi si fermò rifiutandosi di parlare e disse “ne parlerò solo con Sabrina” chiudendo la comunicazione dopo soli tre minuti.
Chiamò poi il padre della donna e gli fece ascoltare le sole frasi immediatamente intelligibili: lui ascoltò soprattutto i dialoghi con Katia dell’ultimo lunedì, rimase stupito e, poiché percepì ESATTAMENTE quelle frasi, si allontanò commentando che nonostante l’evidenza ne avrebbe parlato con la figlia. Disse a Ferraro che egli non era il marito e “non avrebbe dovuto scoprire quelle cose” (!!!).
Nel frattempo Ferraro si rivolse ad un avvocato “di fiducia della Procura”,  avv. Luca  Petrucci chiedendogli di trovare uno psichiatra ed una psicologa per Sabrina. Allo psichiatra Ferraro intendeva anche affidare il compito di interpretare il contesto e di come dovessero spiegarsi le sequenze registrate e alla psicologa un’attività di sostegno per Sabrina, che aveva dichiarato di aver subito pressioni e nuove minacce (aveva parlato dell’auto e del bambino ma si intuiva che in qualche modo era ricattabile ). Questo avvocato era anche un compagno di impegni giovanili del magistrato negli anni della politica studentesca, 36 anni prima...( troppi).
Ferraro decise quindi di allontanarsi dalla casa ma di rimanere in contatto con la donna per aiutarla e sostenerla, invitando la famiglia (anche con apposita telefonata alla madre) a non lasciarla sola. Prima di andarsene chiese a Sabrina ma anche poi alla madre di lei per telefono, di cambiare le chiavi di casa (risultando dall’ascolto dell’audio potenziato nel volume e ripulito artigianalmente che svariate persone “usufruivano” liberamente della casa sempre entrando con la chiave e che spesso la donna era in stato di relativa o vistosa passività ed assoggettamento, seduta in salone dinanzi al portatile o nella postazione del pc fisso accanto, mentre le persone entrate si comportavano in modo vistosamente anomalo, spesso all’inizio parlando sottovoce, non salutando e solo piano piano entrando in comunicazione con la donna, infine parlando anche a voce normale in altri casi; il primo lunedì 10/11/2008 però Sabrina obiettava impaurita “no...” all’ingresso immediato - a distanza  di soli 23 secondi dalla mia uscita - di altra donna con le solite modalità… quindi in questa occasione era in certo grado cosciente ed emetteva un gemito preoccupato e di paura mentre la donna entratata in casa chiudeva a chiave la porta ).
Sabrina prese queste precauzioni, lasciando addirittura l’abitazione della Cecchignola ed accettando di trasferirsi dai genitori.
I primi quattro giorni Ferraro ricevette almeno tre telefonate da Sabrina: in un caso chiedeva singhiozzando cosa dovesse fare dicendo di avere paura per sè e per il bambino, anzi indicando di aver “paura che glielo togliessero”: cosa poco comprensibile in quel momento (la frase sembrava quasi alludere ad un paventato intervento di soggetti istituzionali). Un’altra di queste telefonate, più generica, fatta di pianto e parole smozzicate fu persino sentita da magistrato dell’ufficio dott. Stefano Pesci che Ferraro (ancora ignaro della “situazione” in procura) chiamò appositamente ed ingenuamente,  e che ascoltò in viva voce la telefonata. 
La denuncia depositata da Ferraro fu fatta in un impulso anche di generosità e per assicurare una tutela ed un vaglio il più possibile rapido della situazione, senza tener conto dei possibili riflessi che poteva comportare la sua posizione di denunciante nell’ambito del suo stesso ufficio. La prudenza era passata in secondo ordine preceduta dalla generosità, lo slancio, il senso del dovere morale. Certo non immaginava quello che si muoveva di occulto e nascosto accanto, sopra e sotto al suo ufficio, frequentato da quasi tutti colleghi certo non eroi né geni, ma perlopiù bravi, carini e pieni di stima apparentemente sincera.
Il primo impatto con il Procuratore Giovanni Ferrara, con il collega Stefano Pesci ed il Procuratore Aggiunto Nello Rossi (coinvolto di fatto), fu subito chiaro: preso atto del luogo ove si sarebbero svolti i fatti, sembravano dubitare ma erano anche irridenti e “criptici”. .
Poteva sembrare che il “senso comune” prevalesse nella loro iniziale valutazione, in aggiunta al giudizio preconcetto sull’imprudenza di depositare la denuncia (che in realtà per il magistrato rappresentava un atto di coraggio dovuto) ed ancora alla scarsa comprensione della sensibilità mostrata da Ferraro. C’era e  NON POTEVA NON ESSERCI una risposta emotiva ad un fatto così delicato (in realtà poi rivelatosi suscettibile di ipotesi ancora più grave); tuttavia, secondo le loro apparenti valutazioni era proprio l’emotività a creare un fatto di per sè non esistente, operando così una inversione a priori della chiave interpretativa. Anche l’allusione diretta a pratiche ipnotiche presente nella denuncia poteva forse usata come argomento per rendere ai loro occhi meno credibile la fin troppo sintetica denuncia presentata da Ferraro. Questa fu la chiave di lettura dell’atteggiamento del procuratore e dei colleghi da parte di Ferraro, che si rivelerà assai ingenua alla luce di fatti e comportamenti successivi. Le loro “preoccupazioni” apparivano inizialmente ancorate anche alla necessità di tutelare l’ufficio, anche se era difficile comprendere l’ampiezza ed il contenuto di tale “tutela”. Rispettando quindi formalmente la loro posizione è più che altro per la difficoltà di inquadrarla, Ferraro rimase in attesa di poter spiegare analiticamente ciò che si poteva sentire nelle registrazioni e darne le molteplici chiavi di lettura possibili dinanzi all’autorità competente.
Solo in seguito avrebbe scoperto che seguivano un protocollo preciso ed un brogliaccio ben noto a loro. Lo stesso brogliaccio sarebbe stato “recitato” nel maggio  2011 con domande a taglio preconfezionato su “caso umano” e “vicenda personale” dai membri della Commissione del CSM particolarmente attivi e certamente ben consapevoli : Paolo Enrico Carfì AVV. Prof. Calvi . E lo stesso taglio sarebbe stato stilato e riversato  dall'autore della prima memoria che ne ha lasciato traccia scritta nel 2010 durante le prime due procedure con tentattivi di dispensa ( mail inviata con documento allegato) : il dott. Agnello Rossi aggiunto della Procura . I tre accomunati da appartenenze politiche e di corrente omologhe, le stesse di Stefano Pesci Giuseppe Cascini, gli altri due magistrati della Procura coinvolti direttamente o ab externis nell'affaire .
Ma torniamo alla vicenda nel novembre 2008.
L’improvvisa scoperta di un’imprevedibile realtà sotterranea, inspiegabile nella sua totalità, comportava quindi una logica reazione: Ferraro chiese ripetutamente di procedere al diretto, completo e tecnicamente adeguato ascolto delle registrazioni, sottolineando quanto fosse importante agire rapidamente anche a tutela del minore. Parlò e scrisse di pericolo di reiterazione del reato argomentando sulla situazione comportamentale e sulle alterazioni incomprensibili del comportamento di Sabrina,  che erano già  ipotizzabili ad un primo vaglio. Nel contempo continuava ad approfondire il lungo e complesso ascolto delle registrazioni, traendone ipotesi, qualche deduzione concreta plausibile e dubbi su una realtà più complessa, cercando separatamente di acquisire altri elementi di valutazione esterni. Si recò dal Procuratore cinque volte in un mese, sempre pregandolo di non farsi trarre in inganno dall’apparenza inverosimile della storia, comportandosi sempre in modo rispettoso.
Da subito attraverso un lavoro di analisi corretto il contesto operativo ed i fatti che emergevano dall'ascolto degli audio erano stati sintetizzati in una tabella di analisi stilata all'inizio di Dicembre 2008  .
  1. Ogni volta usando le chiavi in casa entrano da un minimo di due donne e due uomini a tre donne e tre uomini più presenza bambini
  2. l’ingresso avviene tra 19 sec ed al più 3 minuti dalla mia uscita
  3. il tutto avviene di nascosto clandestinamente ( vedi file abr 10 e dialogo iniziale esplicito con Katia ma normalmente non vi è interazione con le persone entranti )
  4. il comportamento dei vari soggetti è anomalo ( frasi sussurrate , parole e procedure ripetitive del tutto anomale ) Sabrina di norma non interagisce con i presenti e si trova posizionata al computer in attesa , i presenti spesso parlano a voce bassa e insinuante sinoa achè progressivamente le voci delle persone si fanno più incisive
  5. emergono attività e commenti e emissioni di suoni connessi ad attività sessuali
  6. emerge Inequivocamente uso di sostanze liquide o sniffate
  7. vi è presenza e partecipazione di minorenni
  8. Le modalità di attività sono ripetitive come secondo un modulo ( preparazione del tavolino, preparazione della panca , rapporti orali e non in salone prevalentemente davanti al computer )
  9. il connotato delle attività sessuali è atipico e non vede partecipazione emotiva ma mera attività professionale nei modi ed accenti ( anche le fasi più espressamente sado maso  sembrano recitate e non coinvolgenti ,e vengono sempre espletate in presenza di uomini esterni che interagiscono parlano e chiedono come meri clienti … vedi il Fabio del giovedì )
  10. Durante i fatti Sabrina si continua a comportare anche come una casalinga ( ripone i piatti nella lavastoviglie, passa l’aspirapolvere per terra ) e poi c'è uno " stracci da passare ... " in un contesto agghiacciante dal min 3 e 23 sec in poi .. 
  11. Non vi sono toni esplicitamente minacciosi se non i “ bevi” e ’”hai capito “del sabato 8/11/2008 e le fresi assertive volte a condizionarla del tipo “ ti sbagli “ riferite ad un temtativo di sottrasi a d attività “ ha finito “ “ nò ti sbagli “
  12. viceversa nel file ultimo del lunedì la Sabrina lamenta pressioni ricevute e dice testualmente “ mi volete proprio costringere .. mi volete rovinare .. “.
  13. La organizzazione perfetta del tutto non lascia mai tracce fisiche in casa se non in due occasioni la cenere di sigaro che riconduce all’inquilino di sopra
  14. Le modalità e procedure dei comandi e sequenze di apparente condizionamento della Sabrina emergono in tutte le registrazioni. In quella del martedì pomeriggio anche in uscita dalla casa . Particolare il piglio organizzato e la sequenza degli ordini ultimi, e la organizzazione esterna con avviso immediato del mio ritorno.
  15. Proprio il martedì pomeriggio si sentono comandi assurdi e anche il comando “ ah bedèlta dai “ e il bevi con la Sabrina che indica anche il contenuto della bevanda ( si recepisce chiaramente solo la fine della parola … “...ina “ )
  16. Ai fatti partecipano con certezza persone abitanti alla casa corrispondente al piano superiore ed alla casa al piano sottostante, nonché nella palazzina a lato dx..
  17. Il condominio è militare e vi è presenza di ufficiali dell’esercito e personaggi militari "vari " .
  18. Sabrina fa in tre sequenze distinte un racconto sempre più analitico e riscontrabile anche successivamente MA impostato sul “ mi hanno ritrovato “ ( ?!?! ) con particolari sulle minacce e paura relativamente convincenti ma poco chiari . Peraltro tutti i dati suindicati sono compatibili con il taglio e l’apertura del racconto. 

Dopo pochi giorni gli fu detto “ma a titolo di battuta” che “la donna era ben organizzata” che “le cose stavano in modo un po’ diverso” da come riteneva e infine “togliti di mezzo da questa storia”. Altresì doveva “smettere di investigare”. Più tardi, quando evidenziò a voce i fatti più gravi ipotizzabili con l’ascolto, gli fu suggestivamente replicato “ma tu vuoi male a quella donna...”. Fu accompagnato alla porta subendo il segnale evidente che comunque non poteva ottenere come cittadino l’approfondimento di ciò che pure emergeva come ipotesi non peregrina e ciò che era dato ulteriormente intravedere . . L’opinione “ufficiale “ sull’approfondimento delle vicende appariva precostituita, ma Ferraro proseguì nel cercare di acquisire elementi ed analizzare i dati disponibili. Troppe cose non quadravano anche oltre gli atteggiamnti sospetti dei magistrati indicati.
Ripetiamo quanto già evidenziato nella prima parte di questo articolo : almeno tre circostanze rendono evidente la malafede di tutti quanti si sono dati da fare nella direzione impressa dall'apparato che vedeva in gioco immagine, la scoperta di attività coperte varie e sinanche la ricostruzione di metodologie ed attività passate (nella frangia eversiva o deviata della Procura di Roma, nel CSM e negli ambienti psichiatrici collegati) e soprattutto nella componente di coloro che hanno preso parte alla vicenda fingendo di ignorare e di considerare vaneggiamenti quanto sostenuto prove alla mano da Paolo Ferraro:
1. Indipendentemente da ciò che ha registrato, capito, ricostruito e saputo Paolo Ferraro, la presenza di sètte a copertura esoterico-satanista (nella Cecchignola, nel territorio a sud di Roma esteso sino ai castelli romani) viene considerata una certezza dal Ministero degli Interni nel momento in cui istituisce (con una importante circolare del 1996) la S.A.S. SQUADRA ANTI SETTENella circolare si fa inoltre esplicito riferimento ad attività di “destrutturazione mentale” poste in atto in alcune tipologie di sètte.
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