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TRE TRA LE TANTE EVIDENZE INSUPERABILI. à la guerre comme à la guerre: “MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO nè CORRUTTOPOLI: apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre ben oltre il mondo di mezzo ed il mondo di sopra visibile .

8 Dicembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

IL VELO SI SQUARCIA INESORABILMENTE. 

TRE, TRA LE TANTE, NUOVE EVIDENZE INSUPERABILI CHE EMERGONO DAL NOSTRO ARTICOLO SUL MONDO DI SOPRA "COPERTO": 

(1) Ciò che disse Pietro Saviotti al CSM il 31 maggio 2011 su "parte" di ciò che gli aveva detto Paolo Ferraro tra il febbraio e il marzo 2011  (!),  e quali fossero le "intuizioni" dell'Aggiunto di Roma esperto di reati contro la personalità dello Stato ( e non di corruzione mera nella P.A. o di meri traffici e riciclaggio ) e di Paolo Ferraro, magistrato ben noto per le sue qualità personali e molto stimato da Saviotti, anche;  
(2) Il tentativo posto  in essere mediante  Antonio A. , che era stato a lungo ascoltato dalla   Procura di Reggio  Calabria nell'estate 2012 ( !!), già "operante" in Kazakistan (un epicentro internazionale),  e presentatosi come detentore di  una chiave di accesso a piattaforma di finanziamento  internazionale in grado di gestire  grandi flussi monetari a fondo perduto. Non importa se (ipotesi scartabile) millantatore, importa che "si rivolse"  a Paolo Ferraro (?!),  dopo  essere stato Antonio A. a suo tempo  sentito per un giorno intero nell'estate 2012 da ufficiali dei ROS e da sostituto della Procura di Reggio Calabria; ( e il tentativo di  infilare Paolo Ferraro nel giro solo economico finanziario, in quanto portatore di ben altre analisi e prove, rivela che già nella seconda metà del 2012  si sapeva, forse non da parte dell'apparato deviato,  che  sarebbe "uscita" fuori la componente economico finanziaria e criminale corruttiva di quanto ormai ineluttabilmente veniva a galla. Altra è la sorte prevista per  la  componente strategica,   che vede i traffici gestiti o adiuvati "da militari" ( vedi articoli sul TEMPO  sotto citati ed atti delle indagini relative richiamati) e altra era la sorte programmata per   Paolo Ferraro,  che aveva parlato con  Saviotti e ha gestito sino ad oggi, sotto persecuzione e tentativi infiniti di depistaggio annacquamento e distorsione, la grandediscovery. 
forse verso la fine del 2012 occorreva anche essere sicuri che Paolo Ferraro fosse estraneo al contesto, vista anche la "mera" vicinanza di una componente di destra mal digerita e mal compresa nel suo ruolo da terza posizione ; 
[N.B. Il sistema finanziario internazionale al livello di vertice non funziona solo sulla base delle rigide  regole del debito come per gli stati nazionali. E le piattaforme producono ed accreditano secondo obiettivi e finalità internazionali,  al sistema delle attività di riferimento associative   Onlus e carities,  saltando il circuito bancario creditizio tradizionale ed usando solo il circuito elettronico bancario o lavorando con il contante stampato (di solito dollari).Possono fare   ciò perchè essendo al vertice della catena monetaria stampano o producono elettronicamente a costo zero o giù di lì, finanziando operazioni internazionali il cui "rientro" è strategico e su piani  di politica internazionale"]

3.  La clamorosa e marchiana attività falsa e criminale  posta in essere infine con la istanza di  amministrazione  di sostegno a danno di Paolo Ferraro presentata dalla Procura di Roma ed a firma di Giuseppe Pignatone e la prova immediata dei FALSI  utilizzati .. (!!!)  hanno nuova luce: la posta in gioco per la componente deviata era troppo alta,  mentre non  ci si  poteva altresì permettere che uscisse fuori la macchinazione ordita da tempo nei confronti di un magistrato,  e i contenuti e metodi a questa  attività criminale ad essa collegati. 
Le "morti da infarto" di Saviotti e Caperna forse e la sorte iniziale di Paolo Ferraro, questa certa secondo gli altrui intendimenti e oggettiva,  dimostrano che l'apparato deviato tentava di impedire quello che in realtà anche tramite Pignatone è comunque avvenuto. 
E' stata  fermata per ora   la macchina dei finanziamenti e traffici illeciti ( anche internazionali ?! ) che veicolavano risorse illecite o riciclate verso quello che pubblicamente ancora non si può dire. 
Ora si tratta di vedere se cessata la situazione di emergenza si darà almeno conto della sorte di un magistrato "combattivo" o se si sceglierà la strada dell'oblio che aprirebbe la stura a  vendette criminali a medio termine. Noi andremo avanti, comunque. 

TUTTE LE PROVE DELL'ORDITO   CHE E' STATO SINO AD OGGI CONSUMATO NEI CONFRONTI DI  UNO DEI MIGLIORI MAGISTRATI  E TUTTO QUELLO CHE SU APPARATO COPERTO, METODOLOGIE, STRUMENTI, ATTIVITA' EMERGE ATTRAVERSO LA GRANDEDISCOVERY, FANNO  DA NECESSARIA CORNICE.   

IL  FLUSSO DI FINANZIAMENTI E  DEI  PROVENTI DI ATTIVITA' CRIMINALI E RICICLAGGIO AVEVA UNA FINALIZZAZIONE ULTERIORE  E/O COMUNQUE PREVEDEVA UNA MACCHINA MONTATA SECONDO OBIETTIVI STRATEGICI, INCEPPATASI. 
Il filo tracciato nella grandediscovery scoperchiava già  IL MONDO DI SOPRA COPERTO E LE SUE TRAME, rese intelligibili con prove adeguate, mentre  oggi  attraverso la eliminazione del "MONDO DI  MEZZO" e del "MONDO DI SOPRA" politico visibile, necessaria per i vari motivi illustrati nell'articolo che segue, si tenterebbe di far sparire o mettere in secondo piano il resto ed il di più emersi. 
L’errore di infilare artificialmente Paolo Ferraro in un ambiente centrale per le attività coperte in corso o che poteva far capire altro (Cecchignola-2007), vicenda che ha le sue autonome connotazioni personali di accerchiamento antico dovuto ad un crogiuolo di motivi,   la persecuzione di Paolo Ferraro quando si rese conto di ciò che covava nel calderone, persecuzione fallita negli obiettivi primari, e quindi infine soprattutto la grandediscovery,  sono  a monte anche ciò che ha contribuito a fae decidere per la immediata eliminazione della parte più scoperta delle operazioni in corso. 
Vi sono poi naturalmente  gli eccessi criminali tangentizi ed il tasso di ricatto criminale troppo alto che,  dopo aver piegato la resistenza di snodi importanti dello Stato e in specie della magistratura prima ancora della politica,  si ritorceva in parte contro il medesimo apparato deviato a livelli più alti (magistrati). Di qui anche il   radicale intervento che vorrebbe porre rimedio agli effetti devastanti generati  dalle caratteristiche e non sufficiente governabilità  di una parte della manovalanza "eversiva" utilizzata.
A ciò si aggiunga il clamoroso sequestro di un quantitativo di cocaina tale da lasciar capire cosa dietro si muovesse, e la “vendetta” di chi volle parlare nel 2012 ( vedi articolo citato sotto, pubblicato sul Tempo) . E gli altri traffici gestiti da militari, la cui finalizzazione emerge a tutto tondo in in contesto deviato ed a matrice coperta internazionale, sinanche. E il nostro pensiero corre a Melania Rea , che ha pagato anche tutto ciò. 
Traffici finanziari, riciclaggio, traffici di stupefacenti , il  giro delle tangenti e proventi criminali, servizi deviati e pressione strategica sull'ITALIA : un filo unico che lega tutto e la grandediscovery, nata in quattro colloqui con Pietro Saviotti. 
E in questo contesto che  le morti "da  infarto" di Saviotti e CAperna, aggiunti nel settore dei reati contro la personalità dello Stato e dei reati contro la Pubblica amministrazione nella Procura di Roma, si sono rivelate preziose per l'apparato deviato. 
E la telefonata di  Solange Manfredi con  richiesta a me circa se fossi al corrente di tre "particolari" telefonate di Saviotti nella primavera del 2011, fatto già illustrato in precedente articolo, chiude, semmai ce ne fosse bisogno, il cerchio.  Saviotti aveva approfondito ed approcciato le questioni scottanti che  gli avevo illustrato ( forse o senza forse ?! ) e già nel settembre 2010 era "uno stronzo " per Stefano Pesci ( episodio analiticamente illustrato più volte tra le altre in http://cdd4.blogspot.it/2014/08/un-bel-guazzabuglio-interamente_13.html  e citato da ultimo in  III. - SOTTRATTISI ED ESTRANEI ALLA PANTOMIMA  in http://cdd4.blogspot.it/2014/11/un-profilo-artificialmente-costruito.htm). 
Per quanto riusciranno a nascondere,  i magistrati criminali che operavano negli anni 2008-2012 ?! 

Ma con la complicità di chi? «Dirigenti dei servizi segreti, dell’esercito...». Si tratta di una conversazione telefonica del 24 luglio 2012 tra due soggetti coinvolti maxi inchiesta, nella quale si fanno espliciti riferimenti agli 007 che lavorano all’estero e che porterebbero in Italia denaro da far cambiare, appunto, alla banda finita in galera e che avrebbe avuto al vertice l’estremista di destra Massimo Carminati. «So tutti soldi puliti, capito,. non è che...poi so...ti ripeto...so tutta gente, dirigenti nostri». R: «Li vuoi fa’ du’ soldi continui ma veloci? Detta così non posso dire di no...». F: «...C’è del contante che deve essere cambiato con del contante...questi sono soldi praticamente governativi, nostri, di gente nostra che sta fuori in missione, gente capito che gli vengono dati...portano dentro cioè in Italia biglietti da 500 delle missioni all’estero e loro li vogliono cambiare in pezzi da 50, 100 e 200, capito? Sono praticamente...ci riconoscono il 5%...calcola che hanno 60 milioni da cambiare per questo mese, capito?».,,,,,, 

Dalla cattura di Roberto Grilli "Mi hanno arrestato, adesso parlo».  articolo tratto da il TEMPO on line  

Roberto Grilli è il nome che ha fatto saltare il copertchio su questa presunta organizzaizone criminale in grado di gestire appalti di qualsiasi tipo: dai rifiuti, ai profughi, dai campi rom alla gestione delle aree verdi nella Capitale.

Grilli, dunque, fu fermato mentre si trovava nella sua imbarcazione «Kololo II», battente bandiera francese e proveniente dalle isole caraibiche, dove sono stati rinvenuti, occulati nelle intercapedini della chiglia, 503 chili di cocaina. Dopo questo arresto, ecco che Grilli decide di collaborare con gli investigatori. Ma non solo in riferimento alla sostanza stupefacente, ma allargando alle sue conoscenze.



Da: 2. La grande discovery brogliacci con audio

” Non c’ho avuto tempo ” ( la frase non ha senso .. per il contesto e per la  giornata .. la stanchezza manifestata si riferisce al "ruolo e attività" …   altra D ” dai i pacchi ” con tono sussurrato … altro uomo con voce cupa e matura .. 42 non c’ho avuto tempo sò stanca apri i pacchi 42 non c'ho avuto tempo sò stanca apri i pacchi 


https://soundcloud.com/paolo-cdd-ferraro/42-non-cho-avuto-tempo-s


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Una indagine partorita e gestita da tempo . 

PIGNATONE. LA PROCURA DI REGGIO 

CALABRIA.  IL CASO FERRARO. 

IL MONDO di MEZZO, 
IL MONDO  DI SOPRA VISIBILE. 
IL MONDO DI SOPRA COPERTO. 

N.B. in caso di problemi di formattazione cliccare sul link EVERONOTE  alla pagina web con testo completo
https://www.evernote.com/l/AM9KOrWXQZtO-IQ90Xi_PGBa6xumO7ODOlk

à la guerre comme à la guerre: 
“MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO  nè CORRUTTOPOLI: è molto di meno e molto si più ma apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre,  ben oltre il "mondo di mezzo" ed il mondo di sopra pubblico e visibile, sul mondo di sopra coperto (il secondo ben importante mondo di sopra) e sulle sue strategie in atto.



L'occasione di questa prefazione analisi breve è un articolo fattoci pervenire,  che  pubblichiamo,  di seguito,  e che prima di alcune nostre "mere" "correzioni" e integrazioni era stupendo ....... 

“MAFIA-CAPITALE” è men che meno  la ridicola pretesa di essere quella "NUOVA NORIMBERGA" (?!)  partorita come slogan "imitato"  in ambienti infiltrati della finta controinformazione per "infilare" strumentalmente un percorso storico visibile e distrarre dagli assetti di potere forti e sotterranei ,  e non è “CORRUTTOPOLI”: apre “solo" una porticina piccola piccola, nolente … , sul mondo di sopra coperto e sulle sue strategie in atto. 

“MAFIA CAPITALE” è solo un mero frammentino di TANGENTOPOLI 2, consono ai livelli di degrado e specificità romani, ma soprattutto sottoprodotto ultimo del ventennio inaugurato da Capaci, ma ha un ruolo fondamentale.  
Elenchiamo le principali ragioni che sostengono tale lettura: 
1. Nel 1991-1992 emerse un intero sistema di spartizioni e tangenti, corruttela e concussioni che vedevano anche pressata una certa imprenditoria e direttamente coinvolto un intero assetto istituzionale destinato ad essere sostituito. Da una parte, escluse le partecipazioni "rosse"  dal cuore delle indagini,  TANGENTOPOLI apriva la ascesa del “neo” apparato post comunista, preparato dalla seconda metà degli anni ottanta, fedele agli Stati Uniti e al mondo anglosassone,  filo bancario e utilizzatore di moduli e coperture da neo strategie di scalata che ormai conosciamo; dall’altra parte la scesa in campo della P2 e di Berlusconi  costituirono varianti non programmate ma alla fine sopportate, male,  sol perchè rivelatesi utili per meglio preparare il terreno ed il degrado nazionale;
2. A differenza che in TANGENTOPOLI lo zampino di soggetti appartenenti ad apparati deviati, e la perenne ombra e presenza di servizi e coperture  improvvisamente rimosse, rivelano che dietro lo scenario di MAFIA CAPITALE, metodi criminali tipici e un'autonoma organizzazione criminale, vi sono fattori  in qualche modo guidati e monitorati, fino al recente colpo di spugna;
3. La partecipazione condivisa della componente politica ormai “ex di sinistra” anche eversiva, indica che coinvolgimenti e partecipazioni criminali individuali sono stati interrotti in una loro specifica trasversalità, ma risulta comunque dominante la matrice eversiva di criminalità romana a targhetta di destra, da sempre utilizzata da apparati e servizi, e maggioritaria o più importante per peso la componente di destra nelle attività passive di corruttela, il che contribuisce a rafforzare il quadro abbozzato sopra ;
4. La bòtta assestata al crogiuolo criminale "alimentato"  è perciò quasi "mortale" prima di tutto per gli apparati piduisti tradizionali e per la “destra” romana post piduista più massonico nazionale oltrechè per la destra eversiva legata a servizi : il disegno che ne esce resta meglio “delimitabile", come non lo fu per Tangentopoli;
5. L’esplosione della notizia sull’indagine, il bailamme giornalistico e alcuni tratti della gestione informativa pubblica della vicenda, indicano che MAFIA CAPITALE è anche una "risposta" e comunque un'azione condivisa a livelli alti. La conduzione diretta della indagine da parte dei ROS e dei vertici della guardia di finanza non consente  altre conclusioni: vi è un intento ed  una finalizzazione, non paragonabili però in alcun modo alla TANGENTOPOLI prodotta da Di Pietro e dal partito di quella componente deviata della magistratura consapevole delle strategie meno visibili e più coperte, di matrice atlantista;
6. Il sistema delle tangenti scoperto attinge ai finanziamenti pubblici e ai finanziamenti di settori “solidali” e di SERVIZI essenziali: finanziamenti redistribuiti a pioggia corruttizia e sottratti programmaticamente alla loro destinazione funzionale. La distruzione di questa cittadella  criminale, "mondo di mezzo", era ed è quindi necessaria, per limiti di contesto, territoriali, di ambiente e per la palese "temporaneità" dell'accadimento "a tempo determinato" ;
7. Lo sfondo di favori altri e attività deviate coperte diverse, di ben altro spessore e riconducibili a tale realtà romana, è messo in chiaro scuro solo dalla migliore stampa, mentre il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone è stato ben attento a disegnare gravità criminale ma al contempo limiti e contorni dell'associazione per delinquere di stampo mafioso "MAFIA-CAPITALE";
8. TANGENTOPOLI si sviluppò sul e nel sangue di CAPACI, via D’AMELIO e  dei quattro attentati terroristico eversivi del 1993. Sulle vicende nazionali vi era allora già la supervisione di un pericoloso apparato in ascesa, che si sovrapponeva  anche al preesistente apparato condiviso, ma con TANGENTOPOLI vennero le riunioni su quella nave anglosassone alla fonda nel mare toscano; TANGENTOPOLI era "immersa"  in  una strategia di lungo periodo e TANGENTOPOLI nacque a MILANO;
9. MAFIA CAPITALE è al contempo un processo romano, della Procura di Roma, contitolare delle indagini nel pool persino il Giuseppe Cascini da noi pubblicamente collegato, anche per sua stessa ammissione, a Stefano Pesci, che è apparso legato a cordate ed attività coerenti con assetti eversivi internazionali e/o a basamento militar deviato nostrano;
10. Dal procedimento MAFIA CAPITALE vengono evocati e tracciati legami, rapporti e attività che lambiscono un livello più alto e coperto, che a sua volta porta dritto dritto al caso Marrazzo, ma anche al caso FINMECCANICA e ad altre sponde. Coinvolto è anche il nucleo di una speciale criminalità romana che tra Magliana, Garbatella e Testaccio ha storicamente assecondato condiviso e gestito vari obiettivi di attività deviate dei servizi. 


Vi è quindi solo un pertugio o una porticina dovuta aprire, per necessità, che può spalancare un mondo di sopra coperto  . 

MAFIA CAPITALE arriva  dopo quattro anni di grandediscovery e dopo prove in crescendo  sulla esistenza di un apparato massonico deviato ed infiltrato in ben altri quartieri da quelli della MALA cui pure sono richiesti favori ed attività criminali di supporto, forniti. 

MAFIA CAPITALE non è "CORRUTTOPOLI" , non è il processo sull’intreccio criminale tra poteri forti o sulle dinamiche e strategie criminali poste in essere in venti anni, che hanno corrotto tutto il sistema istituzionale su vari piani, in modo lucidamente orientato, devastato donne, bambini, magistrati per bene e non, e corrotto irretito e controllato a ben altri livelli uomini ed istituzioni, infiltrando con modalità nuove e più efficienti anche Chiesa, religioni, culture, esercito ed associazioni (da ONLUS a sportive, da sociali a cultural coperte) e altro. 
In MAFIA CAPITALE e nelle sue potenziali diramazioni non compaiono la magistratura controllata, la psichiatria di apparato militare e civile asservita e talvolta quasi egemone e componenti militari a oro volta deviate. Non compaiono per ora le risorse messe a disposizione a fondo perduto da vari organismi internazionali, né quei traffici di stupefacenti "funzionali", sui quali indaga la magistratura militare. 
MAFIA CAPITALE quindi è,  per quello che è,  una mera porticina dovuta aprire, aperta, ed una risposta che si vorrebbe conchiudere, anche per rilegittimare di risulta la Procura di Roma coinvolta negli (e talvolta vittima degli) intrighi degli ultimi ventitré anni. Potrebbe essere persino lo spunto per salvare il salvabile della componente deviata, almeno della quota di essa che non ha fatto direttamente quello di cui noi abbiamo fornito prove e dati inconfutabili.

(1) Da qualche parte ho letto sul web che questo procedimento nacque due anni prima da una “intuizione” di Pietro Saviotti, morto per infarto il 05 gennaio 2012, con il quale feci quattro o cinque "chiacchierate" (analisi) ad hoc, tra il febbraio e il marzo 2011. 
La mia “intuizione" (quando gli analizzavo i paventati intrecci tra servizi, psichiatrie deviate, camorra e criminalità organizzata, mondo militare e CECCHIGNOLA,  due particolari omicidi allora recenti, il  fatto che nel processo Gladio intrecci militari e strumentazioni erano già parzialmente disegnati, e gli parlavo  del ruolo diretto di Pesci  e di Giovanni Ferrara nella vicenda mia e di Agnello Rossi poi,   e del processo alla "falange nera massonica” campana che mi aveva incuriosito , poi gestito a Milano da Armando Spataro) mi ha portato a subire e poi capire e ricostruire tutto quello che avete scoperto o state valutando, sino ad oggi,  tramite  me. 




So solo che lui era un magistrato vero, come me, e lo era indipendentemente da quello che in parte fece e da come lo fece, e sol per questo era  inviso ad una cordata  criminale arrembante che non voleva trovare ostacoli,  figuriamoci contrapposizioni. 
CORRUTTOPOLI, il processo sulla criminale  infiltrazione e corruzione nel senso lato di tutte le istituzioni toccate dal golpe strisciante, deve ancora venire. 
Come pure la resa dei conti con l'apparato deviato che ha tra l'altro snaturato una minima ma preziosa parte della magistratura italiana.   
Una porticina piccola piccola aperta c’è, ed una cartina al tornasole anche, per cui sapremo tra breve se richiuderanno la porticina voluta/dovuta aprire per la "operazione il mondo di mezzo”, e   che cosa porti ben oltre questa operazione. 
Nel 2006 tutte le fattispecie di attentato alla personalità dello Stato furono modificate, divenuto non  punibile  il tentativo, ma solo il reato realizzato. (n.b.  linguaggio non tecnico). 
Il procedimento  che dia conto in termini di responsabilità di reati finali ed effetti, ma anche di reati mezzo, strategie ed attività deviate su vari piani, sta lì, un pò oltre quella minuscola porticina che vorrebero richiudere,  per non essere tutti i coinvolti responsabili  di ben altro. 

à la guerre comme à la guerre

In questi due anni tre tentativi, gestiti,  sventati e corroborati dal solito nostro sistema di prove artgianale ma efficiente:
1. (2) Nel 2012 prima di estate e poi in autunno  un avvicinamento telefonico prima da un  personaggio di Bergamo  o dintorni,  Antonio  A. reduce da lunghi impegni "internazionali" in "Kazakistan", intermediato dalla solita "gnocca" milanese questa volta vicina o intranea a mondo degli anarchici, che invoca incontro "urgente" a Roma davanti al Pantheon poi anche con il tizio e più volte mediante programma di video comunicazione Skype ed ooVoo,   e ovviamente portata in giro come molte altre avvicinatesi a scopi  di  evidente incastramento, lascia intendere a corredo ed appositamente provocata  sue "disponibilità". Patrizia C. dal cognome lievemente sintomatico e dalla prospettazione "inequivoca",  per un magistrato come chi scrive. Lui   Antonio A.    abile simulatore "professionale",   in "dichiarato" e poi riscontrato contatto come informatore o "pentito" o parte offesa, contatto/gestione,   con la/della dda ( direzione distrettuale antimafia) della Procura di  Reggio Calabria, e relativi ufficiali di p.g. ,  del R.O.S. credo, che proponeva a  me finanziamenti a fondo perduto mediante piattaforma internazionale e Carities cioè  Onlus ... Feci una telefonata improvvisa al magistrato non secondario della Procura che trattava il personaggio e  che, molto  affabile, mi confermò fatti e dichiarazioni ... un informatore pentito parte offesa o meno che si avvicinava a Paolo Ferraro  ?! Non ci covava solo una gatta .. come in altri casi .. ( errori a iosa nella simulazione e l'errore  di pensare di poter gestire una ennesima trucco del genere con variante di nuovo tipo, e con tanto di altro ufficiale di pg che, valigetta alla mano,  simula un incontro casuale al bar di Labaro ... presente il personaggio letteralmente pilotato abilmente da me e convogliato in una mia astuta trappola, con tanto di testimone che segue la mia manovra e partecipa all'incontro, della cui natura ho poi a lui  illustrato gli elementi da me analizzati e lo scopo mio di acquisire tutte le conferme  necessarie. Antonio A. mandato poi senza mezzi termini in pesantissimo modo a quel paese  lui e chi gli stava dietro,  ad accertamento subito concluso, riaccompagnatolo alla stazione ferroviaria). All'epoca la Procura di Reggio Calabria era senza il Procuratore Capo, che la aveva lasciata da pochi mesi, nominato Procuratore Capo della Repubblica presso il TRIBUNALE di ROMA ;
[N.B. Il sistema finanziario internazionale al livello di vertice non funziona solo sulla base delle rigide  regole del debito come per gli stati nazionali. E le piattaforme producono ed accreditano secondo obiettivi e finalità internazionali,  al sistema delle attività di riferimento associative   Onlus e carities,  saltando il circuito bancario creditizio tradizionale ed usando solo il circuito elettronico bancario o lavorando con il contante stampato (di solito dollari).Possono fare   ciò perchè essendo al vertice della catena monetaria stampano o producono elettronicamente a costo zero o giù di lì, finanziando operazioni internazionali il cui "rientro" è strategico e su piani  di politica internazionale"]
2. un tentativo reiterato con telefonate al  cellulare di  elargire somme per aiutare a sostenermi, "in attesa che tutto potesse uscire fuori",  mediante soggetto che si profilava come in collegamento con mondo dei servizi,   a me vicino e consapevole delle mie cose, anche lui più cortesemente mandato a quel paese .. dopo avergli fatto capire che di somme e finanziamenti non se ne parlava, e avergli anche fatto capire con più garbo che di queste eventuali trappolette o contributi di incerta provenienza se ne poteva fare a meno ( asocto di morire di fame);
3. Un gesto apparentemente generoso e di aiuto di un avvocato, pacco di banconote alla mano, nel maggio 2013 con formula garbata, respinto ( ma con la durezza implicita mascherata da commosso rifiuto, che all'avvocato, noto, non è sfuggita). 

à la guerre comme à la guerre

e presto altre rivelazioni .. sulla più coraggiosa ed astuta tecnica di "infilamento nei pollai con porticina lasciata aperta", mai congegnata nella storia, per trarne conferme obiettive  sulla portata "incredibile"  di quello che sono andati arzigogolando .. e più hanno fatto e più hanno dimostrato come si muovevano . Niente applausi .. la tecnica utilizzata  constava di conservare prove avvisare amici e lasciare che venissero  fornite  pseudo occasioni o tese  ipotetiche trappolette,  in attesa che si scoprissero .. Avendo precostituto anche ex ante la prova della mia "investigazione" coraggiosa .. ed in qualche caso "divertente". 

Ecco l'articolo pervenuto da M.V. che molto più che volentieri pubblichiamo. 
Ringrazio M.V. per il suo intelligente contributo aperto ad ogni approfondimento, articolo di ottima fattura. Mi sono permesso, e M.V. sopporta "stoicamente" "smoccolando talvolta", di apportare alcune correzioni formali ( perchè un articolo scritto così bene stonava con la mia prosa a volte pesantissima). 
Ho anche, a peggiorare la situazione,  aggiunto alcune chiose mie in rosso: M. perdonami .. 

MORS TUA VITA MEA: I COLLETTI BIANCHI RIPULISCONO IL FONDALE DELLA PROPRIA CATTIVA COSCIENZA MA I PESCI PICCOLI NON CI BASTANO PIU'...





Ed ecco piovere come la manna dal cielo l’inchiesta romana denominata “mafia capitale”.
Parallelamente, il "risveglio" del movimento 9 dicembre e simili, l’inneggiare ad una casta politica marcia e corrotta di ladri da mandare a casa (per metterci chi? I militari? Ricordiamo il Cile del 1973 e gli scioperi selvaggi che precedettero l’instaurazione del regime terrifico di Pinochet). Sullo sfondo, la politica economica di autodistruzione non dichiarata di Renzi, il patto del nazareno e altri, la perseguita disintegrazione dell'impianto democratico della Costituzione. Questi poli nella situazione attuale portano corrente di omologo voltaggio.
Parlando di mafia, non possiamo non far riferimento a Falcone e Borsellino. In particolare, a quello che è il testamento di Paolo Borsellino: l’ultimo suo intervento pubblico nell’incontro organizzato dalla rivista Micromega.


Sarebbe "naturale" trovare come protagonisti del discorso di Borsellino il sistema delle famiglie mafiose, i rispettivi capi, Totò Riina, gli esecutori della strage di Capaci ecc.. Invece "stranamente" Borsellino parla quasi esclusivamente di vicende romane inerenti la magistratura, il CSM in particolare e marginalmente dell’ambiente palermitano. Ce lo dice poi chiaramente: l’omicidio di Falcone è stato solamente l’epilogo eclatante di una distruzione iniziata nel 1988 e non da parte della mafia ma attuata da una parte della magistratura (e in particolare le maggioranze nel CSM che affossarono ripetutamente un eccellente magistrato...).
Oggi ne sappiamo di più grazie alle prove raccolte a partire dalla sua vicenda da Paolo Ferraro, altro magistrato di caratura certo non inferiore a Falcone e che condivideva di Falcone scelte, percorsi ed impegno ma  nell’ambito di magistratura democratica e proprio nelle vicende romane dell'epoca,  ricordate da Borsellino. 
Oggi sappiamo anche ciò che in quegli anni non era trapelato in concreto enon sarebbe trapelato, sino alla oduerna unica ricostruzione completa: la vera e propria guerra sotterranea condotta in particolare da una componente estremamente attrezzata e pericolosa, che godeva di una segretezza insospettabile, ed insospettabile agiva.  
Nelle vicende rammentate da Borsellino, contro Falcone vi era anche un "giovane" Giuseppe Cascini, che a Paolo Ferraro, da sempre anche schierato con Falcone,  aveva detto a inizio autunno 1991 chiaramente "tu sei uno ingombrante, vai tolto di mezzo", col tono sardonico di un anziano "capo-bastone". 
Si, lo stesso Cascini oggi tra i delegati alla indagine nel pool sul “sistema mafioso” della capitale condotta da Pignatone. 
Lo stesso Cascini che dichiarava nel marzo 2011, anzi ricordava (visto che parlava con Paolo Ferraro), “quello che ha fatto Stefano è quello che faccio io ... noi siamo la stessa cosa”, riferendosi a Stefano Pesci.
Oggi la cordata che ha scalato anche la magistratura romana (compresa una parte del CSM compresa) dall’interno, interamente portata allo scoperto è in seria difficoltà, e persino la componente di servizi ed elite militari deviate con l'appendice condivisa di massonerie parioline sono state smascherate. E soprattutto l'intera magistratura è stata avvisata e ne è non poco avveduta. 
Non si tratta di un alveo, quello pubblicamente denunciato, totalmente estraneo ad un mondo nero ed infiltrato che promana anche da servizi e forze analoghe: a questa conclusione è agevole pervenire per  logica e la forza della logica che promana dalle prove pubbliche che Paolo Ferraro ha fornito su attività certamente riconducibili ad ambienti ed ambiti organizzati e "strutturati".

Sessanta secondi svelano attentamente valutati più di mille documenti







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Sessanta secondi svelano, attentamente valutati, più di mille documenti Nel Febbraio 2012, pervenne al Dott. Paolo Ferraro, tramite la segreteria telefonica installata presso il Server Omnitel Vodafone del cellulare di pertinenza, un messaggio audio del tutto particolare. Si trattava di una registrazione ambientale, traccia fonica sovrapposta ad una pregressa traccia in sottofondo di una telefonata della di lui madre, rimanendo riferita la registrazione al numero di … Continue reading 
L’ex Procuratore Ferrara, pensionato dopo breve transito ad incarichi ministeriali (il suo ruolo è stato sviscerato,   prove alla mano su fatti ed avvenimenti, nelle vicende a monte),  è stato nel settembre 2012 sostituito dal Procuratore Giuseppe  Pignatone, un magistrato di ben altro livello. 
(3) Pignatone è lo stesso magistrato  che risulterebbe però aver firmato  la richiesta che apriva la "incredibile" procedura per affidamento di Paolo Ferraro ad amministrazione di sostegno... ( avvio della tentata morte civile ...  ). 
n.d.r. "E   a riguardo, letto il tenore,  la struttura lessicale e vagliati i contenuti e passaggi,  ancora ci permettiamo di coltivare un ipotetico dubbio: lo fece mal consigliato, a fronte di documenti falsi e falso dossier, pressato dalla recente morte di Alberto Caperna "che lo aveva colpito anche personalmente", o addirittura era parzialmente ignaro del reale contenuto della istanza e della apparente sua firma !?".
Ma chi firma in mera ipotesi,  consapevole ed in accordo sempre in mera ipotesi, un abominio del genere, quanto altro può fare e cosa può architterae e congegnare con chi tira i fili sotterranei di attività para-istituzionali ?! 









E per apprezzare a che punto di nefandezza siano giunti coloro che hanno marchingegnato il provvedimento , osservate con attenzione:


e questo il certificato che era agli atti con altri e consulenze, inequivoco: già da solo basterebbe a svergognare per sempre la manovra criminale congegnata all'interno della Procura di Roma 




Dalla grandediscovery portata avanti da Paolo Ferraro emerge, prove alla mano, l’intreccio dei rapporti tra apparati deviati,  una quota di peso importante nella procura di Roma, il mondo militare anche legato ai servizi, ambienti vari professionali. 





I legami tra queste realtà ed esponenti infiltrati in partiti e movimenti e svariati ambienti politici e non, a cascata, e i ruoli che di norma assolve infine la bassa manovalanza , sono certamente "lambiti" dalla indagine MAFIA CAPITALE.

Il lavoro del CDD ha portato alla luce non solo nomi , ma anche illustrato e provato   metodi di azione, strumenti,  logiche,  protocolli,  ascendenti ed antefatti  su un piano e su un livello più alto. 

La pressione  sulla magistratura e la sua scalata, il controllo della politica attraverso l’irretimento e la tessitura di una rete di corruzione, compromissioni e ricatti di uomini politici, parlamentari od occupanti di cariche significative  nei diversi settori dell’amministrazione e dello Stato,  è oggi uno scenario illuminato analiticamente.

E l’ex Nar Carminati proprio su quel piano alto di attività deviate e gestite da servizi  era stato nel passato collocato e si era collocato, consapevolmente.

Il caso Marrazzo a titolo di esempio generale,  in questo senso è emblematico ed è stato ampiamente svelato nelle sue trame concrete e reali, dietro le quinte, e nei suoi moventiGli elementi di contiguità con le vicende solo scoperte nella Cecchignola  ( e solo scoperte , essendo rimasto Paolo Ferraro intonso), sono tanto vistosi da lasciare senza repliche.

QUELLO CHE TEME UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE NIENTE AFFATTO INVINCIBILE. DISVELATA DEFINITIVAMENTE STRUTTURA E GLI INTRIGHI CRIMINALI A PARTIRE PROPRIO DAL CASO PAOLO FERRARO E DALLA GRANDE DISCOVERY

CDD UNIONE on Vimeo (2)
UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE APPARENTEMENTE ( SOLO ) INVINCIBILE , composta ai vertici da colletti bianchi opportunamente infiltrati e gestiti, in particolare appartenenti al medesimo potere giudiziario che dovrebbe accertarne natura e reati , assommando alla autorevolezza che le deriva dalla immagine del potere medesimo, la forza intimidatrice ed omertosa che nasce dal condividere e gestire potere ed attività riconducibili ad alcuni vertici … Continue reading 


La preordinazione e comunque la conoscenza certa a monte, da parte di  di componenti della procura romana sono un dato certo ormai pubblico. 

RITROVANDO NOTIZIE (preziose) SULLA INDAGINE “FIORI NEL FANGO” RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 e 5/12 grandediscovery


Maria  Monteleone
LAINDAGINE “FIORI NEL FANGO” ( infangata essa ) e la GRANDEDISCOVERY . ( Riedizione implementata al 1° gennaio2014 , IN CODA SINTESI E LINK PER TUTTE LE VICENDE AMONTE ED A VALLE ) I passaggi di quadro afferenti LA GRANDEDISCOVERY, ALLA LUCE DEI DATI EMERSI, RITROVANDO NOTIZIE ( preziose ) SULLA INDAGINE ” FIORI nEL FANGO” a ROMA , RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 … Continue reading 
Come si può allora inquadrare coerentemente,  in questo scenario,  l’inchiesta MAFIA-CAPITALE oggi assurta agli onori delle cronache ?!.

Si può ragionevolmente ritenere che si voglia anche far fuori il livello inferiore, ormai rivelato e compromesso,  in quanto portato a conoscenza dell’opinione pubblica e della parte sana delle istituzioni, e  che si attivi la trappola finale perchè la funzione intermedia di corruzione ed irretimento avrebbe raggiunto nel  caso specifico  i risultati e scopi perseguiti ( più in alto). 

I colletti bianchi e servizi e apparati di supporto eliminano di norma  la bassa manovalanza ormai compromessa, in questo caso forse ( e senza forse) anche perchè resasi un pò forte del proprio potere ricattatorio, comunque tirando la rete a maglie grosse quando è il momento. 
Ovviamente l'input è esterno alla magistratura in senso istituzionale e la magistratura gestisce un prodotto giudiziario. 
n.d.r Ciò non toglie che la prova della partecipazioni di magistrati della procura romana e di uffici giudiziari romani in  riunioni presso l'ospedale militare CELIO  a Roma, od a cenacoli o altre non ufficiali riunioni "decisionali", vedrebbe partecipanti ad un livello più alto membri della istituzione giudiziaria.  
Comunque non è per niente assurdo ipotizzare che si speri, così operando, anche di cauterizzare una ferita aperta, ormai non più occultabile allo sguardo dei cittadini informati e soprattutto alla parte sana ancora predominante nelle istituzioni, prima tenuta nell’impotenza e priva degli strumenti per comprendere e difendersi (non dimentichiamo quei magistrati romani "portati da un magistrato presso il primario del reparto psichiatrico del Sant’Andrea Girardi, per essere trattati e ricondotti nei ranghi…così come politici e persino, anzi anche, ministri, - le registrazioni video audio nel  Sant'Andrea e le dichiarazioni del dott. Paolo Girardi e Gabriele Sani -

UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. SESTO AUDIO inediti E RIEPOLOGO DETTAGLIATO dei FATTI A MONTE DAL DAL 2007

santandrea 2

PREMESSA Questo sesto articolo con video audio inedito (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche dello psichiatra “SANI” 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di “riprendere in mano la situazione” ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei .. Continua a leggere 


e non dimentichiamo la sorprendente percentuale di morti per infarto nella magistratura romana, ma anche altre malattie meno improvvise in percentuale troppo cospicua,  - n.d.r - e persino il caso di  un serio e professionale pretore del lavoro deceduto nell’estate 1995 per una influenza-patologia  “fulminante”, un giudice realmente "democratico" che in realtà costituiva l’ossatura della opposizione democratica in M.D. in quell'anno, insieme  a Ferraro e vari altri, e non dimentichiamo poi la "scomparsa" del dott. Adinolfi del Tribunale Fallimentare romano... ma l’elenco sarebbe lunghissimo).

La bassa manovalanza esterna è dedita invece proprio alla corruzione dei corruttibili e all’irretimento o compromissione organizzata dei più resistenti, tipico l'utilizzo  archetipo delle "femmene".

La strategia ultima, vista dall’alto? 

La presa od il controllo dei poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo mediante il sostanziale svuotamento anche della sovranità dei rappresentanti del popolo,  attraverso gli strumenti preparatori della corruzione e dell'irretimento, scandali e percorsi distruttivi, e la successiva finale  liquidazione di un’intera classe politica ridotta a sub-casta servile, in parte per via giudiziaria e nella fase finale, eventualmente, per via solo apparentemente “rivoluzionaria” ( ma eversiva)  e invece realmente "controrivoluzionaria"(che oggi verità,  legalità e giustizia siano rivoluzionarie è un dato direi pacifico). 
Si tratterebbe in questo scenario di una via eversiva sostanzialmente golpista, con azione militare ed autoritaria coèva al crollo socio economico, che  pieghi  infine  la stessa resistenza a morire della sub-casta politicam  nel momento in cui va percependo di essere stata solo utilizzata e portata per mano e per altro (un po’ come i bambini del libro di Collodi, portati insieme a Pinocchio nel paese dei balocchi per essere infine schiavizzati e tramutati in asinelli, da sfruttare o da vendere).
A questo punto fanno buon  gioco certi movimenti all'uopo anche debitamente infiltrati: movimenti in nominale difesa del cittadino che fomentano l’odio nei confronti della "casta politica ladrona" e corrotta, a colpi di slogan “mandiamoli a casa”. Ovviamente senza spiegare chi gestirà il potere dopo la cacciata e senza chiedersi chi sia il corruttore della classe politica. 
È vero, se ci sono i corrotti ci saranno pure i corruttori! n.d.r. E dietro,  chi manda i corruttori ...   
E addirittura vi è chi si è mosso denunciando sub facie giudiziaria penale (reati) un intero percorso storico politico,  alla "Procura di Roma", con una operazione meramente propagandistica che nasconde scientemente lo zoccolo duro del vero potere forte che gestisce in Italia le trame ed i processi socio istituzionali che contano. Ed è da questi che dipende poi il potere decisionale, non viceversa . E' come se lottando contro una piovra gigante, la piovra stessa organizzasse un manipolo di finti assalitori impegnati a scagliare epiteti e scuri
contro un tentacolino sempre rinovabile  e destinato in realtà ad essere in prospettiva eliminato mentre la piovra continua a gestire tutto, perchè non si toccano nè si nominano i centri nevralgici e non si indica una politica reale e concreta che li disarticoli. 
A  Roma esiste una parte sana della magistratura, che coesiste con quella deviata che manteneva su di sè il più stretto segreto. Fu il magistrato Paolo Ferraro che con enorme intuito e da PULITO capì quello che accadeva portando le prove che consentono di ricostruire tutto, a partire dal luogo scelto per tentare, fallendo prima di tutto sul piano umano, di mettere in trappola, circuire o piegare uno dei migliori ed indipendenti magistrati. Tale è rimasto,  rivelando intuito investigativo, rapidità e capacità di decidere tali da restare anche per questo nel memorandum delle attività deviate dell'apparato ("viaggia più veloce della luce, lui pensa capisce .. ma poi .. agisce .. agisce", immortalato in queste frasi anche il "profilo" dello psichiatra Paolo Girardi).

UN VIDEO AUDIO INEDITO. UNA PROVA DIRETTA SCONVOLGENTE SU APPARATI COLLEGAMENTI PSICHIATRIA DEVIATA E L’ATTACCO FRONTALE PER TENTARE DI RISALIRE LA CHINA E FERMARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO ANNO 2011 .

0000 Un documento unico IL TENTATIVO DI INCASTRARE E BLOCCARE il magistrato FERRARO. PSICHIATRIA DEVIATA on Vimeo
Tornando al 2011 ed all’attacco violento sferrato per impedire che vicende denunciate venissero portate a conoscenza della opinione pubblica, vi era in gioco allora tutto di più: tra luogo coperto (Cecchignola) , attività gestite, rappresaglie criminali, trappola ordita ed antecedenti mirati, sempre in danno di Paolo Ferraro , nonchè il pericolo che lo stesso arrivasse a ricostruire riconnettendo elementi e dati …Continua a leggere

Ma torniamo al movimento 9 dicembre, già ampiamente smascherato nei suoi sotterranei  intenti nel 2013,  e neutralizzato. Quest’anno ci riprova, cavalcando il malcontento ed il cieco odio delle folle nei confronti di una classe politica responsabile di tutti i mali del paese (compreso il debito pubblico, senza mai chiedersi chi sia il creditore di questo debito e di che debito si tratti...e chi se lo chiede poi ha la risposta pronta tautologica dei signoraggisti manipolati & C. “per riconquistare la sovranità monetaria dobbiamo riconquistare la sovranità monetaria” ...tante grazie, non c’è modo migliore per girare a vuoto che ripetendo certe litanie...).
E soprattutto ci prova cavalcando anche l’ondata di indignazione scaturita dall’inchiesta romana: inchiesta emersa con una contiguità temporale quanto meno imbarazzante.
Tutto ciò è sintomo di grave difficoltà e corsa ai ripari da parte di un insieme di apparati ormai quasi interamente scoperchiati. 
Non s’illudano i colletti bianchi che vi appartengono di cavarsela solamente scaricando la bassa manovalanza di cui si sono serviti fino a ieri per i propri scopi. 
Ormai la copertura è saltata a tutti i livelli: non s’illudano i liquidatori giunti a Roma per salvare il salvabile e ripulire le sole acque più torbide del porto delle nebbie. 
E ai lettori in buona fede, appartenenti a tutti i movimenti e a tutti i partiti, che credendoci operano nel proprio ambito ma paventano che nulla o troppo poco cambi, o che tutto cambi proprio per non cambiare nulla,  a conti fatti rivolgo un invito: leggetevi i blog di Paolo Ferraro e del CDD e troverete un quadro coerente che non solo porta le analisi, informazioni e notizie su progetti storici a compimento critico, con prove, ma indica cosa invece va fatto, come e con quali modalità concrete. Riascoltate le parole di Paolo Borsellino che ha detto e parlava proprio a noi di questo presente, intuito, perché nel 1992 non l’aveva compreso quasi nessuno ancora, nemmeno lo stesso Paolo Ferraro,  già allora circondato ma ancora in gran parte non reso accorto di tutto ciò.

Solo grazie a Paolo Ferraro, scampato a diversi tentativi di eliminazione secondo protocolli applicati in altri innumerevoli casi, abbiamo le prove dell’esistenza, dell’azione e dei protocolli di un apparato organizzato del resto che ormai si conosce.

Grazie al CDD in questi anni è stato  portato allo scoperto anche il versante disinformativo deviato collaterale e contiguo, con tutti i protagonisti e le strategie che identificano qualsiasi operatore di tal fatta.

Tutte le principali trappole, i marchingegni, le metodiche  sono stati individuati: se volete giungere alla meta del vero cambiamento, per uno Stato ed istituzioni non ostili e al servizio dei cittadini, dovete percorrere un sentiero disseminato di trappole ed evitarle tutte. 

L’informazione necessaria è a disposizione, basta volerlo: smettere di aspettare la manna dal cielo, formarsi ed informarsi, ragionare con la propria testa. Puntare sul fermare strumenti ed obiettivi di progetti deviati partendo dal cuore degli strumenti apprestati (aree di intervento prioritarie: Medicina e suo assetto, Psichiatria, servizi civili e militari, sistemi sociali privati nel coagulo devastante creato su famiglia e minori, a cavallo tra istituzioni e società).

E comunque mai diventare carne da cannone per rivoluzioni di piazza orchestrate dagli stessi che hanno creato tutta la situazione ed ora propongono la soluzione “che si rigira in quel posto per tutti”.

Buon Viaggio, ci ritroveremo oltre in direzione della vera mèta, se vorrete.

M.V.

Appena postato un aggiornamento sulla petizione, sig. Ministro di Giustizia: IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO TORNI A FARE IL MAGISTRATO!, che stanno firmando in tanti 

 TRE TRA LE TANTE EVIDENZE INSUPERABILI.   à la guerre comme à la guerre: “MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO  nè CORRUTTOPOLI: apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre ben oltre il mondo di mezzo ed il mondo di sopra visibile .
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COMUNICATO DEL CDD SU "MONDO DI MEZZO" e MONDI DI SOPRA NON VISIBILI O COPERTI. UN DICEMBRE EVERSIVO GESTITO ?!

4 Dicembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

Il procedimento penale gestito e portato a compimento del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone su un cemento criminale di poteri, affarismi, corruttele e attività in parte solo coperte da servizi e ufficiali deviati, anche se ancora connotato essenzialmente nelle componenti tangentizie e affaristiche da "mondo di mezzo" di  una   mafia-capitale organizzata a  stampo criminale,  costituisce in sè una notizia forte e  positiva, e foriera di possibili sviluppi addirittura  ben più importanti.  
Ciò a prescindere  dai nomi di due dei tre PM che sotto il coordinamento dell'Aggiunto PM gestiscono l'indagine, ed indipendentemente dalla circostanza che la indagine interessa  proprio un intero arco politico corrotto: il chè potrebbe evocare  per l'appunto lo schema, tramite la politica corrotta ed appositamente infiltrata, della distruzione  del sistema costituzionale    e, tramite la gestione della repressione successiva, della realizzazione del processo che porterebbe  mediante le necessarie tappe intermedie alla nuova forma di potere costruita su ben altri livelli eversivi, strategicamente e storicamente orientati. 
Percorso,  fenomeno riemerso e sua messa allo scoperto, sono fatti "intrinsecamente" multiformi .. e a noi il compito di percepirne ed agevolarne la matrice più intrinsecamente legalitaria.
Resta un disegno lontano e pericoloso,  in parte fuori dagli orizzonti della inchiesta , che tuttavia ne lambisce metodi, ruoli , strumentazioni e contatti necessari,    anche a quegli altri fini che hanno determinato la scelta di tentare di "distruggere" Paolo Ferraro".
E' anche a quel mondo di mezzo  connesso al nucleo tangentizio e più macroscopicamente criminale nel settore pubblico infiltrato, che dobbiamo in una quota non irrilevante ciò che è potuto accadere a chi scrive,  e la operazione Marrazzo, ad esempio.  
Ma il"mondo di mezzo" non esaurisce il mondo di sopra visibile e quello non visibile, e la nozione antropologico criminale da criminalità organizzata romana intrecciata da sempre ad attività deviate, dà solo la stura alle analisi e indagini possibili successive. 
E già la stampa pià seria va dando conto della intera potenziale portata del tutto, con riserve ma con apertura totale. (* vedi note in calce 

NON VI FATE TUTTAVIA TRARRE IN INGANNO.

La buona fede totale nelle indagini emergerà se e quando si arriverà ai nodi di tutti  questi basamenti criminali.  E ad eventuali diretti od indiretti coinvolgimenti ed utilizzi anche da parte di persone interne ai due mondi di sopra: ad uno di tali mondi, coperto,  appartiene anche una componente di coloro che hanno generato la repressione legale, pur dovuta. (* vedi note in calce 

Foto tratta dall'articolo pubblicato al link indicato in didascalia nel sito DAGO SPIA: 



" UNA FOTO CHE PARLA PIU’ FORTE DI MILLE PAROLE. SEDUTO AD UN ALTRO TAVOLO BRILLA IL PREGIUDICATO LUCIANO CASAMONICA. IN PRIMO PIANO SI VEDONO 2) GIULIANO POLETTI, OGGI MINISTRO DEL LAVORO 3) FRANCO PANZIRONI, EX AD DELLA MUNICIPALIZZATA DEI RIFIUTI (AMA) 4) UMBERTO MARRONI, DEPUTATO PD 5) DANIELE OZZIMO, EX ASSESSORE ALLA CASA NELLA GIUNTA MARINO 6) ANGELO MARRONI, GARANTE DEI DETENUTI NEL LAZIO 7) SALVATORE BUZZI, RESPONSABILE COOP ‘’29 GIUGNO’’ 8) ALEMANNO, EX SINDACO DI ROMA - 2. IN OGNI POSTO CHIAVE MASSIMO CARMINATI E SALVATORE BUZZI AVEVANO SISTEMATO UNA PERSONA FIDATA. MUNICIPALIZZATE, ASSESSORATI, PERSINO IL BILANCIO DEL CAMPIDOGLIO - 3. QUANDO GIANNI ALEMANNO CEDE LA GUIDA DI ROMA A IGNAZIO MARINO, SI CONCENTRANO SUGLI ESPONENTI DEL PD CHE POTEVANO METTERSI A DISPOSIZIONE IN CAMBIO DI FAVORI E TANGENTI. E RIESCONO AD AGGANCIARLI. DEL SENATORE DEL PD LIONELLO COSENTINO, SEGRETARIO DELLA FEDERAZIONE PD ROMANA, DICONO: “È PROPRIO AMICO NOSTRO” " dal sito DAGO SPIA


Di questo basamento criminale  ci si è probabilmente avvalsi più volte a diversi titoli .. e sapremo prima o poi se si è voluto coprire il livello più nascosto ed alto, ripulendo solo la base tangentizia più immonda,  o se si vuole arrivare al nodo storico di intrecci e favori innominabili, o sinanche a quel nucleo strategico sempre illegale che intravediamo e paventiamo. 
E ve ne accorgerete come al solito anche  dalle sorti della vicenda Paolo Ferraro: una cartina al tornasole
Nel frattempo notiamo una campagna video e sulle intercettazioni che non ci lascia tranquilli, perchè "mimica" e quasi parodiata, ripetto allo stile delle ultime "bombe" informative e prove fornite dal CDD in specie negli ultimi due mesi, su ben altri e comunque ulteriori piani eversivi e cementi di potere. 
Al pessimismo della ragione leghiamo l’ottimismo della speranza, ma con le riserve che derivano dalla nostra personale esperienza e dalla ormai comune e condivisa "intelligenza" sulla fase e strategia storica in atto. 
Le consonanze e sintonie non consentono un giudizio definitivo, ma la vicenda storica di TANGENTOPOLI, nata sul sangue di Capaci e via D'Amelio,  e la certezza di  quelle riunioni su quella nave alla fonda nel mare Toscano nel 1992,   costituiscono un monito per tutti ormai. 
Fase e strategie, eventi e percorsi attuali, ma proprio in quanto attuali,    accuratamente sottovalutati o addirittura nascosti proprio dalla finta multi-controinformazione strainfiltrata e dall'apparatino del movimento cinque stelle e, inellutabilmente, proprio dalla e nella nuova scalata della lega di Salvini. 
Partitura e  scenografia già ascoltate e viste ... 


In agguato sempre la variante scorciatoia ultima eversiva militar etero-diretta o gli inganni relativi. 

http://cdd4.blogspot.it/2013/12/a-quaranta-anni-di-distanza-cile-1973_0.html


A buoni intenditor ... e ce ne sono di buoni intenditori : oggi abbiamo casualmente trovato siu facebook un manifesto appello non nostro, ma frutto di esperienza ed intelligenze accumulate ... che salutiamo con affettuosa ed orgogliosa stima. 





Paolo Ferraro:  IL MONDO DI MEZZO ( e i mondi di sopra non visibili e coperti ?! ) .. cinque ville a SabaudiaCisterna di Latinai servizi, la criminalità nera ... temi su cui riflettere attentamente .... e  che non esauriscono affatto gli scenari  analizzabili  e certo non lo scenario globale più alto. 
E la trama in atto richiede profonda attenzione ... 

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/massimo_carminati_roma_mafia/notizie/1048173.shtml
  

* Due importanti articoli tratti da 
linkiesta.it



Mafia di Roma, Finmeccanica e le tangenti alla politica

Nell'ordinanza Pozzessere e Carminati che portava «bustoni di soldi a tutto il Parlamento»



Gira intorno alla figura di Massimo Carminati l’inchiesta della procura di Roma su "Mafia Capitale" che sta facendo tremare le fondamenta dei palazzi del potere capitolino. E che potrebbe arrivare a toccare i piani più alti delle istituzioni economico politiche italiane. È lui al centro delle indagini. Il pirata, il cecato, il Re di Roma, imprendibile dalle forze dell’ordine, scampato al carcere persino dopo una rapina, sguardo glaciale, 56 anni, un passato tra i terroristi neri dei Nar, esponente di spicco della banda della Magliana, lo storico gruppo di malavitosi che tra gli anni ’70 e ’80 imperversava per la città con l’appoggio dei servizi segreti e della politica italiana. E mentre gli indagati per associazione a delinquere aumentano di ora in ora - sono più di cento e ci è finito dentro anche l’ex sindaco Gianni Alemanno - nelle carte dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini, che ha portato in carcere 37 persone, spunta un nuovo filone che punta alle aziende di stato, a una delle società pubbliche più importanti in Italia. Stiamo parlando di Finmeccanica, la holding della Difesa, da ormai tre anni al centro delle indagini di ben quattro procure per presunte tangenti internazionali dove sono stati coinvolti politici italiani, da Busto Arsizio fino a Napoli, passando appunto per Roma e arrivando fino a Palermo. La “Cupola” infatti, secondo gli inquirenti, «può contare su rapporti che riguardano non solo la politica o le istituzioni in senso stretto, ma anche le realtà che agiscono nell’economia e che dalle istituzioni dipendono». 
I giudici lo scrivono nero su bianco nelle pagine dell’ordinanza. E citano un personaggio già noto alle cronache giudiziarie. Si tratta di Paolo Pozzessere, ex potente direttore commerciale di Finmeccanica quando la gestione era sotto Pierfrancesco Guarguaglini, poi a metà del 2012 distaccato alla sede di Mosca e quindi arrestato nell’ottobre dello stesso anno. Pozzessere non è un personaggio qualunque. Fu lui a occuparsi in passato della maxi commessa Selex Finmeccanica per sorvegliare il canale di Panama, affare che andò in porto non senza qualche scossone, che secondo fonti interne al colosso della Difesa gli costò il posto. Per i pm romani che indagato su Mafia Capitale, Carminati non era  un personaggio sconosciuto in piazzale Montegrappa, sede di Finmeccanica. Anzi. «E’ il caso dei rapporti tenuti da Carminati con Pozzessere, ex direttore commerciale di Finmeccanica e imputato di corruzione internazionale per fatti avvenuti all’interno della controllata pubblica, dimostrati dalla conversazione con il medesimo intervenuta il 13.06.2013»

I bustoni con i soldi per Finmeccanica

Nell’intercettazione in mano ai pm si parla di «un dialogo che si sviluppa all’insegna della reciproca, profonda e non recente conoscenza tra i due, che consente un’interlocuzione su questioni personali – dai guai giudiziari alle vicende affettive politiche, istituzionali, economiche, criminali». Per questo i pm sottolineano «una conoscenza approfondita di Carminati delle dinamiche di potere e di quelle corruttive interne a Finmeccanica». E su questo c’è un’intercettazione dove Salvatore Buzzi, titolare di alcune cooperative coinvolte nell’inchiesta parla appunto di “Massimo”. E’ «una circostanza» scrivono i pm «che dà corpo a quanto rappresentato da Buzzi circa il fatto che il primo fosse temuto anche per la conoscenza che aveva di dinamiche corruttive interne alla società controllata pubblica, che avevano riguardato tutti gli schieramenti politici, per essere stato lui medesimo a recapitare «bustoni di soldi a tutti»:
Buzzi : ma lo sai che mi dice Massimo? lo sai perchè Massimo è intoccabile? perchè era lui che portava i soldi per Finmeccanica! bustoni di soldi! a tutti li ha portati Massimo! non mi dice i nomi perchè non me li dice... tutti! Finmeccanica! ecco perchè ogni tanto adesso... 4 milioni dentro le buste! 4 milioni! alla fine mi ha detto Massimo <è sicuro che l'ho portati a tutti!> tutti!
Alessandra Garrone (altra indagata nell'inchiesta ndr) : a tutto il Parlamento!
Buzzi : pure a Rifondazione!
La teoria del mondo di mezzo e l'aiuto sulle indagini
Per capire i metodi di affiliazione alla Cupola bisogna prendere spunto sempre dall'ordinanza. E' la teoria della terra di mezzo alla base di tutta l'inchiesta della procura di Roma. Il processo di affiliazione, infatti, si snodava attraverso un’educazione ai principi di omertà e subordinazione, nonché nella partecipazione agli appalti ottenuti dalle cooperative, «riferibili proprio a Buzzi da parte di CARMINATI, del ruolo che lo stesso riteneva competere all’organizzazione nella struttura e nelle relazioni sociali, attraverso “la teoria del mondo di mezzo”». L’11 gennaio 2013, infatti, Massimo Carminati «nell’ottica di rafforzare il prestigio dell’organizzazione agli occhi di Cristiano Guarnera (altro indagato del clan ndr=, utilizzando una metafora, descriveva la società nella quale “è la teoria del mondo di mezzo compà. .... ci stanno . . . come si dice . . . i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo … e allora .... e allora vuol dire che ci sta un mondo .. un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano”». Tutti si incontrano. E si aiutano. Dove il mondo di sopra, fatto di colletti bianchi, imprenditoria e istituzioni realizza sinergie criminali con il mondo di sotto, fatto di batterie di rapinatori, trafficanti di droga o gruppi che operano illecitamente con l'uso delle armi. Carminati e Pozzessere ne fanno parte, quest'ultimo preoccupato per le inchieste che lo hanno portato al rinvio a giudizio insieme con Walter Lavitola nel marzo del 2014.   
C'è un dialogo del 2013 «in cui Carminati trasmette a Pozzessere, difeso dall’avv. Dell’Anno nel processo di corruzione internazionale, la preoccupazione legata al ritrovamento della microspia nel suo studio ( “gli hanno trovato una perlina così ....inc... bersaglia' a Pierpaolo...”) e gli comunica presunte dinamiche interne alle indagini che hanno coinvolto  Finmeccanica e le sue controllate». È «un dialogo» si legge nell'ordinanza «in cui la conversazione spazia fino a toccare i vertici governativi e istituzionali, la loro posizione rispetto alle vicende  interne di Finmeccanica, senza che questo generi la benché minima perplessità o esitazione da parte di Pozzessere, quasi fosse la cosa più normale del mondo che un apicale di una delle più importanti controllate pubbliche del paese interloquisca su tali vicende con un pregiudicato da gravissimi reati. Infine, a dimostrazione che non si è in presenza di un amarcord tra vecchi commilitoni, Pozzessere, in relazione alle sue attuali vicende, volge una specifica richiesta di protezione a Carminati»
Paolo: chi c'hai te di cose là ..per difendermi..
Massimo: ..c'ho il gruppo..inc...
Paolo: gruppo ..inc..
Massimo: embè so' tosti loro... comunque sono tosti so' duri insomma eh. E' dura cioè, però capito loro una volta che si liberano del processo una cosa è finita la festa no, che cazzo te ne frega... vuoi mette. A te praticamente l'accusa viene da coso, da Borgogni la tua, l'accusa de Borgogni ...





Sbirri corrotti e 007 al servizio della Mafia Capitale

Venerato come un dio, tra soffiate e regali per depistare le indagini. Storia di Carminati



INDICE ARTICOLO

  1. I servizi segreti, Finmeccanica e la P4
  2. L’aiuto dei poliziotti, tra elettrodomestici e macchine della Questura
Bisogna capire il sistema di protezione a livello di servizi segreti e forze dell’ordine corrotte che circondava Massimo Carminati per spiegare come l’ex boss della banda della Magliana è diventato negli ultimi dieci anni il Re di Roma. Il Nero, il capo della Cupola che controllava la Capitale dalle istituzioni fino ai campi nomadi, è venerato e aiutato come un politico, quasi come un dio. Protagonista «del mondo di mezzo», dove le istituzioni fanno accordi con la malavita, intoccabile, inafferrabile, capace di condizionare la politica, le istituzioni e persino le aziende di Stato, nelle carte dell’inchiesta Mafia Capitale della procura capitolina che lo ha portato in carcere Carminati dimostra di vantare conoscenze approfondite in due ambienti che hanno legami profondi con il tessuto dell’amministrazione giudiziaria e investigativa del nostro Paese. 
Il primo è quello di Finmeccanica, la holding della Difesa, azienda tra le più importanti in Italia e nel mondo, terreno di nomine politiche e interessi particolari, dove la nostra intelligence deve per forza muoversi tra commesse internazionali e la spregiudicatezza delle altre aziende straniere nel settore della vendita di armi da guerra. Il secondo è più basso, meno appariscente, ma di notevole importanza sul territorio romano. Nelle intercettazioni i poliziotti ammirano Carminati («Io starei due giorni a sentirti” dice uno di loro), gli forniscono informazioni sulle inchieste, soffiate, passaporti falsi per fuggire a Londra e persino cellulari rubati per depistare le indagini. E’ il microcosmo delle forze dell’ordine, tra polizia , carabinieri e Guardia di Finanza della Capitale, una città già ferita nel 2009 per il caso Marrazzo, dove alcuni «sbirri» della ormai nota Stazione Trionfale finirono coinvolti per ricatti hardcore, tra travestiti e cocaina, ai danni dell’ex governatore di centrosinistra del Lazio.

Carminati si muove con disinvoltura in questi due mondi. I magistrati diretti da Giuseppe Pignatone lo sottolineano più volte nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini. Nel primo, ai piani alti del potere statale, tra burocrati e manager improvvisati con appoggi di spessore come il faccendiere Walter Lavitola, ci entra anche grazie all’amico commercialista Marco Iannilli, ex braccio destro di Lorenzo Cola, il consulente di Finmeccanica a gestione Guarguaglini finito sotto indagine nel filone sulle tangenti Enav. Al secondo anello, quello degli sbirri che sbagliano, ci arriva invece grazie a una rapina al caveau del tribunale di Roma, quella della notte tra il 16 e 17 luglio del 1999, dove furono rubati 50 miliardi di vecchie lire ma anche documenti scottanti, come si scoprì dopo, con cui, spiegarono alcuni arrestati durante gli interrogatori, «si potevano ricattare dei magistrati». In quello strano colpo in piazzale Clodio ci finirono guarda caso quattro carabinieri (Mercurio Digesu di 41 anni, Feliciano Tartaglia, di 37, Adriano Martiradonna, di 48, Flavio Amore di 30 anni, mentre un quinto militare, Roberto Cozzolino è accusato solo di concorso in furto aggravato), poi beccati con Carminati, altri ex esponenti della banda della Magliana, in totale 23 persone, dalla procura di Perugia.  
I servizi segreti, Finmeccanica e la P4
Carminati conosce Paolo Pozzessere, ex direttore commerciale in piazzale Montegrappa e persona di spessore durante la gestione Guarguaglini. I due si confrontano sulle indagini in corso, dialogano, «hanno» secondo gli inquirenti «un rapporto di fiducia». Pozzessere negli ultimi anni è stato coinvolto in processi per corruzione internazionale insieme con Walter Lavitola, il faccendiere, grande amico dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, finiti entrambi rinviati a giudizion nell’inchiesta sulla P4. Anche in questa indagine della procura di Napoli si parlava di associazione a delinquere, questa volta nell’ambito della pubblica amministrazione e della giustizia. Nei faldoni ci finirono pure il faccendiere Luigi Bisignani e l’ex magistrato e deputato del Pdl Alfonso Papa. Secondo l’accusa la P4 «avrebbe avuto l'obiettivo di gestire e manipolare informazioni segrete o coperte da segreto istruttorio, oltre che di controllare e influenzare l'assegnazione di appalti e nomine, interferendo anche nelle funzioni di organi costituzionali». Pozzessere in sostanza non è uno di poco conto, anzi. Per Carminati è una conoscenza importante, da custodire.
Ma non ci sono solo gli agganci politici e istituzionali. Nelle carte dell’inchiesta su Mafia Capitale si parla anche di 007 al servizio di Carminati. I pm romani citano tale «Federico» di cui Carminati parla in una conversazione del 23 gennaio del 2013 insieme con un altro arrestato, Riccardo Brugia.  E’il cecato a spiegare che Federico era «forte» ed «esperto» e che era perfettamente a conoscenza della sua identità. «Dalla conversazione si comprendeva» si legge nell’ordinanza «che si trattava di un appartenente alle Forze di Polizia od ai servizi di informazione (servizi segreti ndr), che si era messo a disposizione per qualsiasi cosa e gli aveva spiegato molti particolari sulla possibile intercettazione attraverso la connessione in rete wifi: «lui mi ha detto “qualunque cosa io sto a disposizione,  mi fai chiamare da questo vengo io, ve faccio quello che ve pare”, mi ha detto un sacco di cose, io poi ..un cazzo sulle cose..su come se move que...ma ho detto sto Iphone, mi ha detto non dà retta alle cazzate...con il WIFI ti mettono un programma, si è vero però poi funziona solo con il WIFI dove loro ti conoscono gli indirizzi se tu sei uno invece che c'hai tutti gli indirizzi WIFI, che dove entra c'hai la cosa, sennò possono sentire solo a casa, se chiudi  a casa non telefoni, stanno bene così. Mi ha spiegato un po' di cose, capito?».
L’aiuto dei poliziotti, tra elettrodomestici e macchine della Questura
Di «sbirri» nell’ordinanza di custodia cautelare ne vengono citati diversi. C’è «Massimetto la guardia», appartenente alla Polizia di Stato che si rende «disponibile al reperimento di materiale elettronico di consumo e di piccoli elettrodomestici».  Poi c’è Salvatore, altra guardia in pensione, che invita gli esponenti di Mafia Capitale nel suo ufficio di Ponte Milvio. Di particolare rilievo, secondo i magistrati, è l’incontro registrato il quattro ottobre del 2013, presso l'ormai noto distributore di Corso Francia tra Carminati  e due soggetti, allo stato non identificati, giunti a bordo «dell’autovettura Alfa Romeo 156 intestata alla Questura di Roma». I tre discutono del trascorso criminale di Carminati, «facendo comprendere come avessero ben chiaro la caratura del personaggio con cui si stavano relazionando, tanto che uno dei due affermava “l'ho sentita la..inc.....non sei stato un santo diciamo...non sei stato un santo però manco sei stato...». Non solo. I due informavano Carminati del fatto «che fosse oggetto di un’indagine condotta dalle Forze di Polizia, motivo per cui egli avrebbe dovuto adottare delle cautele ritenute necessarie al fine di evitare l’attenzione degli inquirenti sulla sua figura».  
Uomo1: perchè adesso te stai sotto indagine 
Uomo2: oppure per dire che devi... devi evità..devi evitare ...
Carminati: è un casino...
A conferma della conoscenza del trascorso criminale del cecato«da parte dei due soggetti giungeva dal racconto dell’episodio in cui Carminati aveva intrapreso un conflitto a fuoco con un appartenente alla Polizia di Stato, sparando, evidentemente per uccidere, tanto che uno degli interlocutori chiedeva: “lui gli ha sparato un Carabiniere...è vivo?”. E Il Re di Roma precisava: “a un poliziotto...gli ho sparato”. I due poliziotti, poi, si «mostravano attratti ed affascinati dal passato e dalla levatura criminale di Carminati, considerato che uno dei due affermava “...io starei due giorni a sentirti...”. «Lo stesso Carminati» scrivono gli inquirenti «appariva compiaciuto dell’effetto che il proprio peso criminale, nonché quello dei soggetti» che all’epoca avevano costituito la banda della Magliana. «Quella è la storia» spiega il Nero «la storia nostra...hai capito?»

COMUNICATO DEL CDD SU &quot;MONDO DI MEZZO&quot; e  MONDI DI  SOPRA NON VISIBILI O COPERTI. UN DICEMBRE EVERSIVO GESTITO ?!
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