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UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. SESTO AUDIO inediti

21 Novembre 2014 , Scritto da CDD Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia

PREMESSA
Questo sesto articolo con video audio inedito  (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche  dello psichiatra "SANI" 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto  ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di "riprendere in mano la situazione" ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando  parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei pochi minuti nei quali era rimasto solo  con due avvocati .... 

Nel video audio  vi è prima - ancora - l'incontro immediatamente precedente con il  dott. Paolo Girardi (registrazione da altro punto con maggiore evidenza del "dialogo" direttoeseguita con diverso  registratore). 
IN EVIDENZA le ammissioni  da parte di SANI sul ruolo della psichiatria nel "trattare" magistrati ma - variante -  anche , anzi "di più" "politici" e "ministri",  e la rivelazione confermata dagli avvocati delle pressioni ricevute da GIRARDI,   più lo smaccato tentativo posto in essere con sillogismi ed argomenti inesistenti ed autoreferenti dallo psichiatra Sani.
LA ASL RM E,  il SAN FILIPPO NERI ( reparto a quanto mi consta poi smantellato) ed il reparto nel SANT'ANDREA: strumenti del controllo "sanitario" su politici e magistrati,  come aveva già "raccontato"  GIRARDI. 
La discussione con SANI è lunga e defatigante, e i due avvocati Domenico Dello Monaco e Minghelli, scioccati dal precedente incontro con Girardi, hanno alcune  "cadute di stile"  e un eccesso di condiscendenza ai tentativi in atto. Erano stati da me istruiti sull'assecondare  (eccesso  di zelo ?!), ma traspare una loro leggera confusione sull'obiettivo e una provvisoria adesione ad una ipotesi di mediazione, che  si apprezza nel dettaglio, e che è  emersa ora meglio,  predisponendo l'audio video. 
L'accento che ora poniamo è sulla attitudine manipolatoria della psichiatria gestita in certe modalità e contesti, affermando per targhette astratte giudizi che si sovrappongono al reale e diventano il reale "formale" della psichiatria che copre il vaglio dei fatti e aggira le persone reali. Nel caso di specie, a supporto di ipotesi infondate la creazione di  sospetti irreali suffragati dall'ascolto selettivo di tre persone che non avevano rapporti e che palesemente hanno agito in modo premeditatamente falso e con modalità lapalissianamente disturbate ( incontro del 29 dicembre 2010 ). 
La eliminazione  sinanche  concettuale delle tante persone  che invece hanno rapporti quotidiani che coprono l'intero arco della giornata e tutta la sfera della  esperienza sociale umana ed affettiva, è un trucco tipico dell'armamentario deviato della psichiatria ( se accerchio usando parenti preparati mica posso far vedere che non hanno alcun rapporto e neanche frequentano l'accerchiato). 
Lo psichiatra SANI si esercita in voli poco pindarici con l'obiettivo di incastrare il magistrato Paolo Ferraro.  
Mi raccomando ascoltate a tempo perso come fosse una soap opera romanzata su un qualche canale radio, e non partecipate emotivamente a quel che ascolterete (indignatevi con parsimonia, che fa male a cuore e fegato, ed esaltate  l'aspetto grottesco e comico di questa vera "follia" deliroide persecutoria, impersonificata da ultimo con alcune  modalità  amical affettive che destano vera indignazione per il grado di supponenza ed ipocrisia ). 
Lattività di chi "doveva" riprendere "sotto controllo la situazione" ("sennò non ce la faccio a riprendere sotto controllo la situazione ..  " GIRARDI ) si esercita mediante un  ausilio successivo e con modalità ..che  definirei  esilaranti,  se non ne fossi stato il destinatario vittima designato. 
In questa versione il video audio riproduce secondo sequenza cronologica  una migliore  registrazione dell'incontro immediatamente precedente con GIRARDI, perchè necessario anche a capire ilcontesto :  chi già lo conocsce può andare al 43°  minuto e 30 sec.  subito dopo aver ascoltato la breve introduzione. 
Quante ne abbiamo dovuto sopportare  ... :D :D
[ Video elaborato e visibile verso  le ore 0 e 20 min del 20/11/2014 ]. 

Viene di seguito immessa   una mera sintesi per punti sull'uso della manipolazione strutturata da parte di un gruppo deviato che aleggia intorno e, in quota minimale, anche dentro la magistratura nella vicenda FERRARO. 
E poi vengono ricostruiti minuziosamente i principali fatti veri sino al 2011, mediante un puntiglioso e serrato racconto stralcio dal MEMORIALE ed altri scritti, rielaborato da terza persona ... . Si noti ( in tema)  il  resoconto su  precedente incontro del novembre 2010, appositamente dettagliato nei minimi particolari, ove  era emersa la altalena  logica del dott.  GIRARDI ed un suo gesto teatrale, buttando  sul tavolo una copia delle trascrizioni , che svela effettivi intenti, valutazioni di merito apriori e il  molto di più .. nascosto dietro la formula del "vaglio formale" dello psichiatra. Non servono spiegazioni.

I. LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE ORCHESTRATA NEL CASO FERRARO.
La   sgangherata   e  "deliroide"   manipolazione orchestrata,  che illustriamo  ora, viene necessariamente gestita su un piano più generale  da un coacervo di psichiatri deviati e giuristi "causidici" di supporto. Ne abbiamo analizzato ruolo e metodi. 
Si tratta sul piano generale di qualcosa di più  della antica scuola sofistica e di "qui faciunt de albo nigrum",  perchè il coordinamento e la finalizzazione politica e di deviazione segreta, l'agire sistematico in gruppi o persone prima o poi coordinati, il legare alla manipolazione dei provvedimenti e dei fatti una orchestrazione diffamatoria condivisa preparatoria e susseguente, svela una potente (da non sottovalutare ma neanche sopravvalutare) matrice di potere sotterraneo,  gestito anche da servizi deviati,  e l'altro di più di cui abbiamo fornito prove dirette, o su cui abbiamo validamente argomentato. 
Le tecniche manipolative che andremo provando ed illustrando, di una gravità immensa nel caso di specie, appaiono in tutta la loro evidenza, visto il soggetto destinatario e la puntuale ricostruzione di storia identità ed attenzionamenti, con tanto di dirette testimonianze immesse in video audio in rete, e prendono ancora più risalto,  se possibile, dalla sequenza della pacchiana persecuzione portata poi sino agli ultimi stadi. 
E più cresce la consapevolezza della figura reale del destinatario dell'attività distruttiva e più risalta per converso la matrice criminale di quanto posto in essere, resi traparenti moventi, strumenti e finalità. 
Va sottolineato ancora che la potenza evocativa distorta e manipolativa della parola, la sua destinazione ad influenzare, convogliare, nascondere, invertire la logica del reale, oltre che usufruire di indirizzi di scuola, di ascendenti di programmazione neurolinguistica e di un progetto strategico (TAVISTOCK INSTITUTE ed omologhi ed utilizzo invertito finalizzato della psicologia dinamico relazionale),  viene amplificata dall'introdurre metodo e forme logiche nei provvedimenti giudiziari.
Ciò è potuto accadere per la infiltrazione guidata nei gangli della magistratura, utilizzando anche la fratellanza e intrufolamento di disvalori nel mondo della giustizia "uguale", ma abbiamo ragionevoli argomenti per indicare che talvolta il livello della manipolazione, le sfumature linguistiche e le scansioni tematiche dei provvedimenti rivelano una tematica ben più che scottante: il confezionamento di provvedimenti secondo logiche, tempistiche, impostazioni ed infine conoscenze o valutazione di esigenze che non appartengono alla giurisdizione né al singolo magistrato,  a maggior ragione.
Solo una notazione: i metodi e protocolli di alterazione del reale presuppongono anche su un piano generale attività preparatorie di infiltrazione e gestione sotterranea di rapporti e vicinanze, contano sulla personalità serena della vittima (assenza di paranoia) e sulla strumentazione soggettivo psicologica a disposizione, mentre preparano chiavi di gestione e "versioni" sempre individuali e personali. Al magistrato che si troverà con una moglie improvvisamente violenta e manovriera, al magistrato coinvolto a sua insaputa in una dinamica di vita penalmente o disciplinarmente gestibile,  ed anche ad altri, non verrà in mente mai che vi era stata una preparazione e gestione, e le chiavi di lettura e rappresentazioni adottate da chi ha preparato saranno coerenti con la preparazione segreta. 
Piegandoosi "rientrato in carreggiata" ed entrando nei circuiti che lo hanno attenzionato, forse capirà . 
Nel frattempo si sarò misurato solo sui piani e con gli approcci erronei che l'impalcatura personalistica casuale ed inviduale "siggerisce". 
Noi siamo perciò una vistosa eccezione,  oltrechè per aver diffuso un lavoro di analisi e prove a sua volta unico,  per aver informato e risvegliato la stessa magistratura e le istituzioni non  consapevoli. Fioccano le conferme , 
Il taglio individuale, la lettura casuale, la umanizzazione individuale sono l'arma potente di chi manipolando gestisce,  e ovviamente nei soli e selezionati casi concreti e reali che interessano agli apparati deviati e noi, ovviamente
Un'arma potente a sua volta supportata, a chiusura del cerchio, proprio dallo stesso strumentario psichiatrico/psicologico. 
Spacciare come sintomo patologico quella che invece è una equilibrata lettura perplessa di fatti reali è infatti un gioco da ragazzi per i manipolatori e controllori della logica del fatto. 
Anche perchè nel novantanove per cento dei casi "individuali" vi sono percezioni deboli, suggestioni, meccanismi mentali che possono indicare aspetti di patologico interesse. Perciò applicare abusivamente lo schema all'un per cento è cosa estremamente agevole.
Non è vero che nulla accade per caso: è vero anzi che solo alcune cose sono pilotate e direzionate e in casi tipici. Il buon senso dell'id quod plerimque accidit, il senso comune, la lontananza dalla vita ed esperienza ordinaria, le strumentazioni delle "non scienze" psichiatrica e psicologica fanno da guardiani ferrei a questi orditi di apparati e caste deviate, che usano sapientemente la casualità ad architrave protettiva. 
Eminentemente solo i film trasgrediscono apparentemente alla direttiva del silenzio, ma ad essi è affidata spesso la funzione di relegare nel fantastico o nell'immaginifico fatti reali, a cavallo tra simbolismo, minaccia avvertimento e, come accade, manipolazione.  
Persino il film THE TRUMAN SHOW è diventato fonte psichiatrica di teorizzazione della "sindrome da Truman Show" (paranoide e deliroide). 
Per dar più forza a questa impalcatura, nel mondo complottistoide gestito sono stati dislocati soggetti che raccontano, indicano, lamentano ed asseverano in modo patologico naturale o "teatralmente costruito".
La finzione manipolatoria ha aumentato l'opportunità di "gestire" fuoriuscite di persone e notizie, comunque relegabili in un circuito demenziale artificialmente costruito.
Una bella architettura, non c'è che dire (vedi i numerosi articoli conferenze ed analisi nostre su TAVISTOCK, complottavistockiani et similia). 
Poi venne il magistrato Paolo Ferraro. 
Anche questa appendice strumentale di accatto, organizzata e diretta da lontano se non coordinata, con il suo utilizzo del "protocollo pettegolo", una arma disinformativa e fastidiosa per chi non la sappia annichilire con la forza dei fatti e della logica, viene spazzata via nella versione nostrana.
II. - L'ALLINEAMENTO DELIROIDE NELLE VERSIONI E NEI RACCONTI E VALUTAZIONI,  MANIPOLATI SECONDO UN  MEDESIMO CANOVACCIO . 
Il taglio manipolativo del reale e artificialmente personalistico, come da canovaccio,  emerge evidentissimo da tutte le condotte, scritti e provvedimenti dei soggetti  operanti in danno,  nello scenario nostro ( solo questo profilo  trattiamo ora),  e viene trasfuso in: 
  1. una relazione iniziale di ufficiali di pg del reparto operativo CC Trastevere (uno dei quali iscritto certamente all'ordine militare dei cavalieri di Malta) che negano l'evidenza;
  2. un provvedimento a firma del PM Gianfederica DITO, che tomba un indagine finta; 
  3. le tre  lettere del procuratore pro tempore di Roma Giovanni Ferrara, con avvio di procedure per dispensa tentati, dapprima conclusi nel nulla  e da ultimo portati a missione compiuta (salvo eventi nuovi sopravvenuti), perché accettato lo scontro da Paolo Ferraro per scelta; 
  4. la bozza di difesa dal secondo orchestrato procedimento per dispensa,  preparata da Agnello Rossi  (con mail di trasmissione -  e relativa header, intestazione nascosta - provante la provenienza del documento,  il tutto messo in mano alla commissione IV del CSM).  Ben progettata  la scelta mia di ribaltare in ruolo difensivo il ruolo degli attori sotterranei e di abbassarmi come un giunco nella prima metà del 2010, per avere il tempo di acquisire prove e quadro completo; 
  5. nella impostazione delle attività sotterranee diffamatorie, che emergono tra l'altro nell'incontro di Pasquetta 2011 e le ammissioni minacce Canali - Vallini che svelano consonanze e partecipazione condivisa e diretta, conoscenza di fatti,  date persone ed attività,  ed il resto che emergerà ricostruendo storie e frequentazioni; 
  6. nella versione orchestrata all'interno dell'ufficio,  facendo credere stato e cose su Paolo Ferraro INVENTATE, almeno fino a quando nel  2011 parte la piccola discovery interna (prima il SILENZIO ASSOLUTO a copertura di una delle attività criminali più gravi realizzate in alveo giudiziario, tolti i morti, poi il canovaccio che viene utilizzato dalle audizioni del maggio 2011 );
  7. nella orchestrazione urgente del maggio 2011 (audizione al volo degli Aggiunti) volta a dare un apparente appiglio al CSM che  emise un assurdo provvedimento di sospensione cautelare sulla scorta di un pettegolezzo orchestrato e di un canovaccio di infantili e non credibili falsità CONCORDATO e nonostante il coro stonato fosse stato anche rotto da una voce intonata;  
  8. nella gestione delle attività dello stesso CSM e in esso dai due principali attori: dott. Paolo Carfì e AVV. Prof. CALVI;
  9. nel contenuto e passaggi argomentativi dei provvedimenti del CSM,  la cui matrice manipolatoria alla luce dei fatti e dati appare conclamata, qualunque cosa avvenga in futuro;
  10. nel  substrato di tutta la  manipolazione famigliare, preparato con cura da Silvia Canali ;
  11. in tutti i passaggi anche registrati delle false argomentazioni di psichiatri di apparato coinvolti: Dott. Paolo Girardi (massoneria teutonica), dott. Stefano Ferracuti (.. si sa.. ), dott. Luigi Cancrini (si ...sa .. ),  nelle attività registrate del dott. Tonino Cantelmi,  consulente del CSM (Rotary Club - cui verrà destinato dettagliato prossimo articolo) e nella emblematica attività posta in essere dal dott. Sani e prima dal dott. Girardi  (audio video inedito oggi qui immesso;
  12. nella subdola impostazione del prof. Francesco Bruno e della consulenza a lui fatta stilare quando già sapevamo chi fosse e stavamo investigando anche su quel fronte (vi sono registrazioni dell'inverno  primavera 2011 in cui il dott. Ferraro spiega tutto questo  ai suoi avvocati già in preda ad "amnesie retrograde" sui dati audio e fatti e in vistosa retromarcia,  storditi   dalla ardita gestione alla Clausewitz di Paolo Ferraro medesimo che  poi,  quasi intimoriti e piegati, tenteranno  di indurre il magistrato Ferraro a prendere "una aspettativa di iniziativa ... te ne vai in vacanza e te la godi" ... rompendo l'accerchiamento (sic!)  (audio video  inedito)
  13. sinanche (quando si era saputo del MEMORIALE e denuncia preparato) nella "sottrazione ai turni esterni" ordita di nascosto nel'aprile  2011 dal Procuratore Ferrara Giovanni e portata come argomento al CSM, mentre viceversa costituisce prova lapalissiana della orchestrazionedell'ordito e della artificiale precostituzione di fatti compiuti a sostegno.  

Una coordinata pressione negli ambienti di vita e di lavoro   ha contribuito a cementare al meglio consentito UN  FRONTE DELIROIDE che trasmuta la realtà del dott. Paolo Ferraro (tra le altre cose esperto di MOBBING e attività correlate, avendo gestito processi e indaginima non come il PM Giuseppe de Falco, appartenente alla cordata Pesci / Casciniche scriverà un libretto didascalico sul mobbing uscito proprio negli anni in oggetto e che soffriva in pubblico e sul piano istituzionale il confronto col magistrato Paolo Ferraro esperto di diritto alla salute e sicurezza e salute del lavoro e, oltrechè di diritto civile, di diritto ed informatica anche giuridica: ma in questo caso compare un diverso patologico sofferente soggetto, oggetto  di ben due recentissimi articoli e video audio),   
UN FRONTE DELIROIDE contro un magistrato da eliminare per quello che andava analizzando, per la sua storia indipendente che nasce intorno anche alle ormai note riunioni su Falcone del 1992, attenzionato da sempre e accerchiato da sempre nella stessa famiglia con cui aveva eliminato rapporti per ovvi motivi (famiglia intranea a servizi,  ministero dell'Interno e ricca avvocatura parvenù mediante scalata alla massoneria cattolica deviata e circuiti affaristici connessi  ai mondi assicurativo e della salute, oltrechè del recupero crediti). E Paolo Ferraro non ne sapeva nulla o quasi in concreto, ma se ne teneva lontano mille miglia.  
Una coordinata negazione del REALE attuata volta per volta allineando tasselli atipici e non coerenti, con vari metodi di pressione, condizionamento ed altri ben più spicci. 
Ma tra ciambelle senza buco (si ricordi ad esempio anche l'articolo e ricostruzione oggettivata non superabile "sessanta secondi svelano .. " oltrechè la trasmissione radio da ultimo portata alla ribalta)  e molto altro,  le cose non sono andate come volevano sin dal'inizio.

III. - SOTTRATTISI ED ESTRANEI ALLA PANTOMIMA 
Alla PANTOMIMA collettiva si erano sottratti Pietro Saviotti poi deceduto per infarto a sei mesi di distanza il sette gennaio del 2012, Alberto Caperna che addirittura ammetterà l'ordito altrui, mi chiederà con profonda stima di perdonare e rientrare, verrà a sapere di spezzoni di attività costruite a mio danno e morirà di infarto per cause da accertare il 13 ottobre 2012, un maresciallo di altamente professionale dell'arma dei carabinieri che vaglierà audio e contesti pregandomi di sottrarmi al quadro pericoloso sul piano personale e, "tremebondi", alcuni magistrati che conoscono esattamente chi sia Paolo Ferraro e chi sia la cordata dei "Willy cojotes" e quanto essa sia viscida e pericolosa. 
Nel 2012 persino il senatore che presenterà l'unica interrogazione parlamentare sui fatti (mettendo peraltro insieme due persone e vicende di prospettiva e prospetticamente completamente diverse), mi farà un elenco di nomi di magistrati che brigavano diffamando direttamente e facendo arrivare notizie diffamatorie omologhe a lui (conserviamo il tutto e ci chiedemmo come potessero sapere di contatti da me realizzati ...). All'epoca rimasi interdetto e stupito. Come poteva partecipare a questa attività chi mi conosceva dal 1976, GIUSEPPE CORASANITI, o ben sapeva chi fossi, PAOLO IELO, o chi appena confluito a Roma dalla Procura di Palermo mi aveva salutato con profonda stima e calore, D'Amelio, o ancora chi dichiarandosi ben consapevole di chi fossi (altro PM proveniente dal fronte siciliano negli anni duemila, che non mi risulta direttamente coinvolto nella gestione criminale dell'agguato a Paolo Ferraro) e via discorrendo ?! A quel tempo la mia analisi non era stata ancora completata.  
Ovviamente il personale nella segreteria del dott. Paolo Ferraroa stretto contatto quotidiano con lui, non poteva  che essere dannoso alla pantomima e lo è stato, testimoniando per scritto la reale e concreta esperienza sul lavoro a contatto con Paolo Ferraro sino al 18 giugno 2011: non per "amicizia",  e i quattro (più due appena allontanatisi per ragioni di carriera nel 2010) non potevano essere coerciti in forme esplicite e dirette per non "allargare troppo".  Ma rimarranno traumatizzati dalla immediata distruzione dell'ufficio, asportazione dei fascicoli e di tutto il materiale e smantellamento delle stanze (articolo "Chartago delenda est"). Lo stesso personale accerterà direttamente una evidente attività di infiltrazione eterogestita  (relazione 15 marzo 2011). 
A maggior ragione tutto questo si concretizzerà per la compagna convivente sin dall'ottobre 2010 di Paolo Ferraro, dott.ssa Patrizia Stefania Eugenia Foiani, stimato ed intelligente funzionario pubblico. Giorno per giorno trasecolando la dott.ssa Foiani  vedrà esercitata una sommatoria di attività in danno o criminali tali da perderne il conto ( se non tenuto per scritto) e ovviamente è la TESTIMONE diretta per la parte eccedente l'orario di lavoro, di chi sia Paolo Ferraro ed era dal 2010 oltrechè l'autrice di una serie di esposti e dichiarazioni pro veritate e lettere che trasudano  etica e consapevolezza reale  argomentata .  
LA MANIPOLAZIONE CRIMINALE PREVEDE CHE I TASSELLI NON GESTIBILI SIANO ELIMINATI LOGICAMENTE E DAL REALE: di qui una ulteriore manipolazione orale  patologica e velenosamente idiota ed ipocrita: "...il personale di Paolo Ferraro gli vuole bene e lo aiuta"  (vergognati Agnello "del diavolo") e la pretermissione sistematica di Patrizia. Lei non esisterà per la Procura, il CSM, gli psichiatri dell'apparato criminale deviato,  il giudice del divorzio dalla Canali, per i parenti deviati ed irretiti e con probabilità alta anche ricattati che si ritrovava Paolo Ferraro,  suo malgrado, e verrà tenuta  nel limbo del nulla con l'eccezione di una notifica nel 2013, dopo aver di suo pugno scritto decine e decine di pagine sottoscritte raccontando tutto ed anche cose di particolare gravità. E "vive insieme a noi" e mi si passi l'ennesima ironia.
UNA FALSA VERITA' CONFERMATA DA TUTTI COLORO CHE "CONDIVIDONO" CONSAPEVOLI IL PROTOCOLLO, GESTENDOLO CON MODALITA' CONSONANTI,  SI ATTEGGIA A  REALTA' MA E' INTRINSECAMENTE DELIROIDE,  in particolare se a questa non "fingono solo" di credere i partecipanti ... (ed il mio pensiero corre all'ondivago squilibrato comportamento di Simonetta Ferraro tenuto sino al 2010). 
Ma se i presupposti del ragionamento sono alterati e falsi LA FALSA VERITA' FORMALE  è comunque   strutturalmente    una  NON REALTA' A PROSPETTAZIONE DELIROIDE .
Noi a differenza di GIRARDI PAOLO non solo dimostriamo la falsità dei fondamenti fattuali e la manipolazione delle cose e fatti a monte e la loro utilizzazione in uno schema che si allarga a macchia d'olio e trasmuta etichette in continua evoluzione o pur di attingere il destinatario della attività distruttiva, con l'obiettivo unico di incastrarlo (Paolo Ferraro). Ma dimostriamo che le asserzioni di PAOLO GIRARDI, GABRIELE  SANI, STEFANO FERRACUTI, LUIGI CANCRINITONINO CANTELMI in quanto costruite su una realtà inesistente o valutativamente manipolata, appartengono per dimensione oggettiva  alla categoria del "DELIROIDE",  vieppiù in quanto non vi è mero errore.
Colpiscono  i metodi intrinsecamente arroganti e violenti sul piano intellettuale di chi,  nel mondo di quella certa psichiatria,  illustra etichette ma non indica concrete condotte vagliabili,  sia pure strumentalmente in termini di profilo artificiale costruito.  Il  verminaio della psichiatria ... deviata e sostanzialmente criminale ... "buchi logici" ?! sì, della cordata emersa. 
IV. - LO SCHEMA MANIPOLATIVO NELLA SUA PATENTE CONSISTENZA
Preparato e tentato da tempo era stato introdotto uno schema ridicolo, ormai esplosivamente inensato.  
IL PROFILO Paolo Ferraro "caso umano" (sic!), portato alla follia da evenienze personali, con personalità paranoica (pubblicato il video audio 4 ter sullo strappo dei TEST) e segnato da rapporti personali e familiari "intrecciati" : un armamentario infantile da servizi deviati, montato  sulla patologia di fratello sorella e figlio legale ... e, ben più grave, di coprotagonisti/e .. inseriti sapientemente .. (ma quale "sapienza" ?!). UN trasfert e ribaltamento patologico,  in forma "istituzionale"..... 
V. IL SEQUESTRO DI PERSONA DEL MAGISTRATO DI CASSAZIONE PAOLO FERRARO. Ventitre maggio 2009. 
In questo quadro di malata manipolazione persino il fatto pacifico conclamato di una grave attività criminale viene aggirato manipolando, contro unevidenza CONCLAMATA incontrovertibile . ( si veda più oltre  il dettagliato racconto sub capitolo due). 
Viene organizzata una trappola, piombano a casa di Paolo Ferraro con una squadra allestita (e con tutta probabilità avevano tentato "con flop causato da mia cena fuori casa" una cosa simile il giorno prima,  avendo fretta di impedire al magistrato di denunciare i fatti che andava accertando), viene stilato un certificato falso al volo nei confronti di una persona sana e tranquilla (ma sbalordita: che sia il lieve sbalordimento una patologia ?!) da una psichiatra mai vista e fortemente preoccupata da quello che andava facendo. Vengono NON sentiti e NON ascoltati poi i testimoni,  tre infermieri e due vigili urbani attoniti e presenti,  la "troupe" piomba senza titolo nè legittimazione nella casa (violazione di domicilio  aggravata), al gruppo viene aperta la porta da SILVIA CANALI che stringe con cenno di intesa la mano della psichiatra poi allontanandosi, non vi è un vaglio di legittimità del giudice tutelarenon vi è un provvedimento del Sindaconon vi è una pratica istruitanon vi è a monte un vaglio psichiatrico di alcun tipo (che non sia stato in altri luoghi FALSIFICATO, e poi debitamente fatto sparire secondo stile di questi criminali), non vi è prima una qualche certificazione,  e se falsa vi fosse a monte sparisce poi dal regno del reale, non vi è una mia sottrazione a qualunque altra attività (sempre illegale nella unica ipotesi immaginabile) non vi è un solo sintomo (la sera dovevo andare a cena con una amica)  non vi è alcuna necessità terapeutica tantomeno urgente (essennò perchè Paolo Ferraro dopo sarebbe stato a spasso per due giorni non "prendendo nulla", ma dormendo "nell'albergo" reparto psichiatria ospedale Sant'Andrea?!), non vi è alcun uso neanche di aspirine (data la "sana" salute oltrechè psicologica, fisica di Paolo Ferraro). 
Tra le 18:45 e le 23:30 c.a. Paolo Ferraro viene costretto non potendosi ribellare (questo lo capirebbe anche un bambino) e portato all'ospedale Sant'Andrea, sviata per sopravvenuta problematica logistica (e per intervento dall'alto direi) la meta PROGRAMMATA del San Filippo Neri. 
Una volta nell'ospedale la psichiatra criminale briga per far ascrivere a codice rosso il ricovero (e ne vengo avvertito  da uno degli infermieri preoccupato,  che ormai si era reso conto della gravità di quello che stava succedendo). 
In accettazione "coatta" spiego la gravità della situazione con argomenti sereni e consistenti, e nonostante un abbozzo di manipolazione nella annotazione, concordo di interrompere la SITUAZIONE COATTIVA realizzata , accettando di entrare con la certezza che appena fatti i TEST emergerà la gravità dei fatti in mio danno. Al momento  sono passate oltre tre ore ...  CONTRO LA MIA VOLONTA' ... sono sotto controllo della squadra, nella impossibilità di allontanarmi ... ( immaginate  DA SOLI la scena di Paolo Ferraro che si allontana e cosa sarebbe successo).  Nei due giorni successivi faccio i TEST di rito (che si cercherà poi di non far figurare eliminadoli dalla copia degli atti trasmessi ad autorità giudiziaria)emerge che sono perfettamente sano e addirittura serenosalvo la lieve ansia da sequestro di persona, mentre vado a spasso per due giorni in attesa che si accorgano del grave fatto delinquenziale. 
EBBENE, pacifica la giurisprudenza a riguardo,  il fatto INTEGRA IL REATO di cui aglli artt. 110, 81 2° co, 605 CP,  perchè vi è stata una privazione della libertà senza titolo né procedura formale, né provvedimenti di alcun tipo, senza rispetto di nulla, senza diagnosi (perchè una certificazione al volo dinanzi ad una persona calma e serena è una attività criminale in sè), senza che esistesse alcun presupposto sostanziale,  in costanza di  moventi clamorosi ormai emersi con prove oggettivate .  
IL TUTTO viene obnubilato, negato e nascosto e sono un magistrato di Cassazione che si apprestava a denunciare il coagulo della Cecchignola e le sue coperture nella magistratura romana e altre "partecipazioni". Certo a Paolo Adinolfi andò peggio. 
BENE: MANIPOLAZIONE E' NASCONDERE TUTTO CIO' E ARGOMENTARE NEGANDO LA CRIMINALE  SOTTRAZIONE DI LIBERTA' CONCRETIZZATASI. E LA GRAVITA' DELLA MANIPOLAZIONE MEDIANTE OCCULTAMENTI DEI FATTI E' TALMENTE SMACCATA CHE i magistrati informati stentano ad accettare la realtà lapalissiana. Stentavano. Ora sono sconvolti...
e qui di seguito lo stralcio nelle parti che rinviano con tutti i link a banca dati dedicata ...... completa,  che consente di riscontrare direttamente tutto quanto sinora illustrato. 
"PRIMA FASE (sequestro di persona del 2009 e procedure sino al 2010 VEDI MEMORIALE ). 
  • (luglio 2010) gli atti della prima e seconda procedura di dipensa archiviata dal precedente CSM
SECONDA FASE ( procedura di dispensa 2011 -2012 ) 

  •  documenti sulle attività strutturate in danno poste in essere nel  2011 da familiari e Silvia Canali (ex coniuge legata a quegli apparati) e alcuni esposti denunce della compagna attuale del dott. Paolo Ferraro, dott.ssa Patria Stefania Eugenia Foiani; come da legenda e copia atti che segue


  1. copia dei provvedimenti del CSM emessi in sequenza: il primo cautelare del giugno 2011  https://drive.google.com/file/d/0Bz8ZSwosruM0OGVkeDBvNDFhTWM/edit?usp=sharing (provvedimento emesso alla cieca per delegittimare  e impedire la denuncia e propalazione pubblica : sul ruolo delle false dichiarazioni al CSm vedi articolo sotto e l'articolo http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2014/07/un-profilo-artificiale-inventato-per.html nonchè l'articolo che ricostruisce tutte le vidende pregresse sino al 2014 http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2014/08/un-bel-guazzabuglio-questa-e-la-trama.htmlil secondo dopo la prima perizia di Cantelmi emesso nell'ottobre 2011  https://drive.google.com/file/d/0Bz8ZSwosruM0UDFYajdvYW5Ha1U/edit?usp=sharing , il terzo dell'ottobre 2012 sulla scorta della seconda "perizia" di Cantelmi  di ulteriore sospensione di due mesi https://drive.google.com/file/d/0Bz8ZSwosruM0VXVfMmVtQ1I5MnM/edit?usp=sharing, il quarto definitivo di dispensa per "inettitudine"  https://drive.google.com/file/d/0Bz8ZSwosruM0R3JRS1pqdDY2a00/edit?usp=sharing.  [Tutti i provvedimenti emessi dal CSM, commentati analiticamente negli esposti denunce e memorie miei dell'ottobre 2012 http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2012/10/4-memoria-esposto-del-9-ottobre-2012.html e novembre 2012  http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2012/11/5-memoria-esposto-finale-del-3-novembre.html regolarmente depositati al CSM ]."

ED ORA la ricostruzione dettagliata tratta dal MEMORIALE, fedele resoconto di tutto quello che di più rilevante sotto i profili menzionati è accaduto tra il novembre 2008  ed il 2011. REVISIONE AD OPERA DI TERZA PERSONA CHE HA STUDIATO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE E COLLEGATO VARI SPEZZONI  INFORMATIVI.
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UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO 
(ANCHE  PROGETTATO DA TEMPO!?)
- Seconda Parte -
Prefazione, rielaborazione e stralci collegati   
Quanto mostrato ed argomentato nella prima parte di questo articolo (http://cdd5.blogspot.it/2014/07/un-profilo-artificiale-inventato-per.html) costituisce la prima evidenza dell’esistenza di un’organizzazione coordinata di soggetti che operano in tutti gli strati della società (ambienti militari, magistratura, psichiatria fino alla “casalinga” moglie separata di militare impiegato presso lo stato maggiore della difesa, Sabrina). Per la prima volta, nel “trattamento” del magistrato Paolo Ferraro, qualcosa è andato storto nell’ambito di quello che era ed è l’applicazione di un protocollo di “gestione” ben oliato da decenni e che fino a quel momento aveva mietuto le sue vittime in modo discreto: mascherato di norma da “vicenda personale” del malcapitato (abbiamo già citato il caso Marrazzo) o da "patologia professionale". 
Corredano il quadro   strane “morti naturali” (i procuratori aggiunti Caperna e Saviotti e in generale una percentuale di morti per infarto superiore alla media), “omicidi di mafia” (Falcone e Borsellino), morti bianche, omicidi con sparizione del cadavere (come purtroppo probabile nel caso del dott. Adinolfi).
Caratteristiche e finalità di questa organizzazione emergono dall’evidenza del suo stesso operare piuttosto che da una descrizione taghetta che finirebbe per confondersi con le narrazioni più o meno fantasiose e complottistoidi oggi diffuse, talvolta ad arte, per creare confusione o mitologizzare a copertura del reale. L'etichetta e il nome SUPERGLADIO, sintesi tra massonerie di alti livelli, poteri militari poteri internazionali e criminalità organizzate con forte infiltrazione e partecipazione di uomini dei servizi militari e civili (ripetiamo, "deviati" , perchè lo sviamento del tuolo esiste anche per i servizi segreti), ha il pregio di descrivere una realtà di vertice segreto  articolata ma  ordinata secondo un filone strategico e di gestione di potere finalizzato ma sul piano storico politico . 
I filoni di caste borghesi antiche e/o ricche ricche e deviazioni , l'esoterismo di apparati deviati e la matrice massonico più o meno deviata ed altre giustapposte ( compresi neo culti orientaleggianti e filoni antico massonico militar cattolici) costituiscono invece singoli tasselli di un mosaico davvero estremamente complesso, che ha però necessariamente  le sue stanze di compensazione. 
Ma dove si unificano le scelte e sotto la ègida di chi ?! Come si "condividono" le scelte?! A noi è stato raccontato anche analiticamente ma in attesa di ulteriori corposi riscontri, preferiamo far arrivare tutti,  attraverso una analisi condotta per dati fatti e realtà direttamente e concretamente osservabili,  ad una consapevolezza di quadro su base concreta .
Vedremo in questa seconda parte dell'articolo come la costruzione di un profilo patologico artificiale di personalità architettato  contro il  magistrato Paolo Ferraro abbia raggiunto il suo culmine nelle vicende del 2008 e del 2009 con il sequestro e fallito tentativo di eliminazione per via psichiatrica “breve” (che porterà allo scoperto diversi soggetti nei rispettivi ruoli). Ma soprattutto abbiamo già illustrato e vedremo  ancora come alla luce di quanto accaduto dal 2008 si possa individuare un lavorìo intorno alla sua persona risalente ai decenni precedenti (come minimo dai primi anni ’90), fino ad individuare vertici e comprimari di quello che si delinea come una porzione significativa"condivisa" del  vero e proprio apparato all'opera. Non miti, burattinai ed altre analoghe fantascientifizzazioni: corpi e professionisti coordinati che si muovono in sintonie precise,  con uomini chiave nei posti chiave. Tutta roba ordinaria se non fosse che non è mai stata illustrata, svelata, descritta, anatomizzata con la finalità di disvelarne metodologie strumenti e ed attività illegali nel cuore dello Stato ( Magistratura e medicina  ) per consentire un intervento concreto sui vari piani che permetta di ripristonare condizioni di legalità necessarie.  Si tratta di associazioni per delinquere che si avvalgono della omertà e del potere anche territoriale mediato dalle grandi organizzazioni criminali,  ma soprattutto del potere collegato a ruoli professionali istituzionali   orientati ed ispirati da fini di gestione,  controllo e come sempre infine lucro delle organizzazioni medesime , in sintonia varia con organismi e poteri intternazionali. Poteri e ruoli professionali e istituzionali   piegati a fini criminali, ed innanzitutto per preservare le organizzazioni e il bene prezioso della loro "segretezza". IN questo è incappato per la "fortuna di tutti" il magistrato PAolo Ferraro. 
La riflessione racconto riparte dalla registrazioni già effettuate:  per tutto quello che precede si rinvia al MEMORIALE parte prima, e agli articoli che hanno minuziosamente ricostruito fatti ruoli accadimenti e contesti e contestualizzato minuziosamente ciò che emergeva dai fatti della CEcchignola  ed antefatti del mondo giudiziario romano.
  1. DALLE REGISTRAZIONI DELLA CECCHIGNOLA DEL 2008 AL SEQUESTRO DI PERSONA DEL 2009
Il 20 Novembre 2008 Paolo Ferraro decide di dire a Sabrina quel che aveva sentito nelle prime registrazioni già approfonditamente valutate. Avvertì la donna del quadro che emergeva anche con un sms (ALL. 3). Depositata la denuncia fece due precisazioni al maresciallo capo Massimo Campi, ufficiale di polizia giudiziaria con cui aveva rapporti di amicizia e stima (non avendo all’epoca ancora attribuito un qualche utile significato a quello stemmino di un “ordine cavalleresco militare” da lui esibito due anni prima con orgoglio).
Con dolcezza e senza in alcun modo allarmare il minore che era in casa, in occasione di un’uscita in macchina per fare la spesa (giovedì 20 Novembre 2008) Ferraro aveva illustrato la situazione a Sabrina, che alla contestazione di frasi precise fece un racconto parzialmente reticente di ciò di cui era consapevole. Poi fece ascoltare direttamente alla donna la sola ultima registrazione (7 Novembre 2008) mediante il PC fisso di casa: Sabrina trasalendo confermò il racconto sottolineando che non era completamente consapevole di aver pronunciato le stesse frasi, a lei comunque foneticamente riferibili senza possibilità di errore e che non riusciva a riconoscere ed attribuire a persone le frasi altrui (forse mentiva ma non è certo: sembrava stordita ed in parte stupita da quello che sentiva). Lo stesso avrebbe sostenuto per iscritto, molto più tardi, con una lunga mail importante epperò significativamente contraddittoria, riferendosi all’intero brogliaccio ed alla estrazione di singoli spezzoni successivamente operata (e-mail all. 4).
L’indomani avrebbe poi deciso di negare tutto, affermando che non era in grado di riconoscere la sua voce ma soprattutto quella degli altri (dicendo però anche di avere paura di loro, alludendo con vistosa preoccupazione a “quello che le sarebbe comunque potuto succedere”).
Ferraro si recò al lavoro dopo averle detto che doveva pensare a sè ed al figlio e dichiarando che in quel contesto non sarebbe tornato a casa. Telefonò poi al marito separato della donna, chiedendogli a bruciapelo se sapeva come avesse vissuto Sabrina negli anni della separazione (2006 e 2007) e se fosse a conoscenza di fatti del 2002-2005. Preso di sprovvista disse solo “io sapevo di quello che era successo quando aveva tra 20 e 24 anni” poi si fermò rifiutandosi di parlare e disse “ne parlerò solo con Sabrina” chiudendo la comunicazione dopo soli tre minuti.
Chiamò poi il padre della donna e gli fece ascoltare le sole frasi immediatamente intelligibili: lui ascoltò soprattutto i dialoghi con Katia dell’ultimo lunedì, rimase stupito e, poiché percepì ESATTAMENTE quelle frasi, si allontanò commentando che nonostante l’evidenza ne avrebbe parlato con la figlia. Disse a Ferraro che egli non era il marito e “non avrebbe dovuto scoprire quelle cose” (!!!).
Nel frattempo Ferraro si rivolse ad un avvocato “di fiducia della Procura”,  avv. Luca  Petrucci chiedendogli di trovare uno psichiatra ed una psicologa per Sabrina. Allo psichiatra Ferraro intendeva anche affidare il compito di interpretare il contesto e di come dovessero spiegarsi le sequenze registrate e alla psicologa un’attività di sostegno per Sabrina, che aveva dichiarato di aver subito pressioni e nuove minacce (aveva parlato dell’auto e del bambino ma si intuiva che in qualche modo era ricattabile ). Questo avvocato era anche un compagno di impegni giovanili del magistrato negli anni della politica studentesca, 36 anni prima...( troppi).
Ferraro decise quindi di allontanarsi dalla casa ma di rimanere in contatto con la donna per aiutarla e sostenerla, invitando la famiglia (anche con apposita telefonata alla madre) a non lasciarla sola. Prima di andarsene chiese a Sabrina ma anche poi alla madre di lei per telefono, di cambiare le chiavi di casa (risultando dall’ascolto dell’audio potenziato nel volume e ripulito artigianalmente che svariate persone “usufruivano” liberamente della casa sempre entrando con la chiave e che spesso la donna era in stato di relativa o vistosa passività ed assoggettamento, seduta in salone dinanzi al portatile o nella postazione del pc fisso accanto, mentre le persone entrate si comportavano in modo vistosamente anomalo, spesso all’inizio parlando sottovoce, non salutando e solo piano piano entrando in comunicazione con la donna, infine parlando anche a voce normale in altri casi; il primo lunedì 10/11/2008 però Sabrina obiettava impaurita “no...” all’ingresso immediato - a distanza  di soli 23 secondi dalla mia uscita - di altra donna con le solite modalità… quindi in questa occasione era in certo grado cosciente ed emetteva un gemito preoccupato e di paura mentre la donna entratata in casa chiudeva a chiave la porta ).
Sabrina prese queste precauzioni, lasciando addirittura l’abitazione della Cecchignola ed accettando di trasferirsi dai genitori.
I primi quattro giorni Ferraro ricevette almeno tre telefonate da Sabrina: in un caso chiedeva singhiozzando cosa dovesse fare dicendo di avere paura per sè e per il bambino, anzi indicando di aver “paura che glielo togliessero”: cosa poco comprensibile in quel momento (la frase sembrava quasi alludere ad un paventato intervento di soggetti istituzionali). Un’altra di queste telefonate, più generica, fatta di pianto e parole smozzicate fu persino sentita da magistrato dell’ufficio dott. Stefano Pesci che Ferraro (ancora ignaro della “situazione” in procura) chiamò appositamente ed ingenuamente,  e che ascoltò in viva voce la telefonata. 
La denuncia depositata da Ferraro fu fatta in un impulso anche di generosità e per assicurare una tutela ed un vaglio il più possibile rapido della situazione, senza tener conto dei possibili riflessi che poteva comportare la sua posizione di denunciante nell’ambito del suo stesso ufficio. La prudenza era passata in secondo ordine preceduta dalla generosità, lo slancio, il senso del dovere morale. Certo non immaginava quello che si muoveva di occulto e nascosto accanto, sopra e sotto al suo ufficio, frequentato da quasi tutti colleghi certo non eroi né geni, ma perlopiù bravi, carini e pieni di stima apparentemente sincera.
Il primo impatto con il Procuratore Giovanni Ferrara, con il collega Stefano Pesci ed il Procuratore Aggiunto Nello Rossi (coinvolto di fatto), fu subito chiaro: preso atto del luogo ove si sarebbero svolti i fatti, sembravano dubitare ma erano anche irridenti e “criptici”. .
Poteva sembrare che il “senso comune” prevalesse nella loro iniziale valutazione, in aggiunta al giudizio preconcetto sull’imprudenza di depositare la denuncia (che in realtà per il magistrato rappresentava un atto di coraggio dovuto) ed ancora alla scarsa comprensione della sensibilità mostrata da Ferraro. C’era e  NON POTEVA NON ESSERCI una risposta emotiva ad un fatto così delicato (in realtà poi rivelatosi suscettibile di ipotesi ancora più grave); tuttavia, secondo le loro apparenti valutazioni era proprio l’emotività a creare un fatto di per sè non esistente, operando così una inversione a priori della chiave interpretativa. Anche l’allusione diretta a pratiche ipnotiche presente nella denuncia poteva forse usata come argomento per rendere ai loro occhi meno credibile la fin troppo sintetica denuncia presentata da Ferraro. Questa fu la chiave di lettura dell’atteggiamento del procuratore e dei colleghi da parte di Ferraro, che si rivelerà assai ingenua alla luce di fatti e comportamenti successivi. Le loro “preoccupazioni” apparivano inizialmente ancorate anche alla necessità di tutelare l’ufficio, anche se era difficile comprendere l’ampiezza ed il contenuto di tale “tutela”. Rispettando quindi formalmente la loro posizione è più che altro per la difficoltà di inquadrarla, Ferraro rimase in attesa di poter spiegare analiticamente ciò che si poteva sentire nelle registrazioni e darne le molteplici chiavi di lettura possibili dinanzi all’autorità competente.
Solo in seguito avrebbe scoperto che seguivano un protocollo preciso ed un brogliaccio ben noto a loro. Lo stesso brogliaccio sarebbe stato “recitato” nel maggio  2011 con domande a taglio preconfezionato su “caso umano” e “vicenda personale” dai membri della Commissione del CSM particolarmente attivi e certamente ben consapevoli : Paolo Enrico Carfì AVV. Prof. Calvi . E lo stesso taglio sarebbe stato stilato e riversato  dall'autore della prima memoria che ne ha lasciato traccia scritta nel 2010 durante le prime due procedure con tentattivi di dispensa ( mail inviata con documento allegato) : il dott. Agnello Rossi aggiunto della Procura . I tre accomunati da appartenenze politiche e di corrente omologhe, le stesse di Stefano Pesci Giuseppe Cascini, gli altri due magistrati della Procura coinvolti direttamente o ab externis nell'affaire .
Ma torniamo alla vicenda nel novembre 2008.
L’improvvisa scoperta di un’imprevedibile realtà sotterranea, inspiegabile nella sua totalità, comportava quindi una logica reazione: Ferraro chiese ripetutamente di procedere al diretto, completo e tecnicamente adeguato ascolto delle registrazioni, sottolineando quanto fosse importante agire rapidamente anche a tutela del minore. Parlò e scrisse di pericolo di reiterazione del reato argomentando sulla situazione comportamentale e sulle alterazioni incomprensibili del comportamento di Sabrina,  che erano già  ipotizzabili ad un primo vaglio. Nel contempo continuava ad approfondire il lungo e complesso ascolto delle registrazioni, traendone ipotesi, qualche deduzione concreta plausibile e dubbi su una realtà più complessa, cercando separatamente di acquisire altri elementi di valutazione esterni. Si recò dal Procuratore cinque volte in un mese, sempre pregandolo di non farsi trarre in inganno dall’apparenza inverosimile della storia, comportandosi sempre in modo rispettoso.
Da subito attraverso un lavoro di analisi corretto il contesto operativo ed i fatti che emergevano dall'ascolto degli audio erano stati sintetizzati in una tabella di analisi stilata all'inizio di Dicembre 2008  .
  1. Ogni volta usando le chiavi in casa entrano da un minimo di due donne e due uomini a tre donne e tre uomini più presenza bambini
  2. l’ingresso avviene tra 19 sec ed al più 3 minuti dalla mia uscita
  3. il tutto avviene di nascosto clandestinamente ( vedi file abr 10 e dialogo iniziale esplicito con Katia ma normalmente non vi è interazione con le persone entranti )
  4. il comportamento dei vari soggetti è anomalo ( frasi sussurrate , parole e procedure ripetitive del tutto anomale ) Sabrina di norma non interagisce con i presenti e si trova posizionata al computer in attesa , i presenti spesso parlano a voce bassa e insinuante sinoa achè progressivamente le voci delle persone si fanno più incisive
  5. emergono attività e commenti e emissioni di suoni connessi ad attività sessuali
  6. emerge Inequivocamente uso di sostanze liquide o sniffate
  7. vi è presenza e partecipazione di minorenni
  8. Le modalità di attività sono ripetitive come secondo un modulo ( preparazione del tavolino, preparazione della panca , rapporti orali e non in salone prevalentemente davanti al computer )
  9. il connotato delle attività sessuali è atipico e non vede partecipazione emotiva ma mera attività professionale nei modi ed accenti ( anche le fasi più espressamente sado maso  sembrano recitate e non coinvolgenti ,e vengono sempre espletate in presenza di uomini esterni che interagiscono parlano e chiedono come meri clienti … vedi il Fabio del giovedì )
  10. Durante i fatti Sabrina si continua a comportare anche come una casalinga ( ripone i piatti nella lavastoviglie, passa l’aspirapolvere per terra ) e poi c'è uno " stracci da passare ... " in un contesto agghiacciante dal min 3 e 23 sec in poi .. 
  11. Non vi sono toni esplicitamente minacciosi se non i “ bevi” e ’”hai capito “del sabato 8/11/2008 e le fresi assertive volte a condizionarla del tipo “ ti sbagli “ riferite ad un temtativo di sottrasi a d attività “ ha finito “ “ nò ti sbagli “
  12. viceversa nel file ultimo del lunedì la Sabrina lamenta pressioni ricevute e dice testualmente “ mi volete proprio costringere .. mi volete rovinare .. “.
  13. La organizzazione perfetta del tutto non lascia mai tracce fisiche in casa se non in due occasioni la cenere di sigaro che riconduce all’inquilino di sopra
  14. Le modalità e procedure dei comandi e sequenze di apparente condizionamento della Sabrina emergono in tutte le registrazioni. In quella del martedì pomeriggio anche in uscita dalla casa . Particolare il piglio organizzato e la sequenza degli ordini ultimi, e la organizzazione esterna con avviso immediato del mio ritorno.
  15. Proprio il martedì pomeriggio si sentono comandi assurdi e anche il comando “ ah bedèlta dai “ e il bevi con la Sabrina che indica anche il contenuto della bevanda ( si recepisce chiaramente solo la fine della parola … “...ina “ )
  16. Ai fatti partecipano con certezza persone abitanti alla casa corrispondente al piano superiore ed alla casa al piano sottostante, nonché nella palazzina a lato dx..
  17. Il condominio è militare e vi è presenza di ufficiali dell’esercito e personaggi militari "vari " .
  18. Sabrina fa in tre sequenze distinte un racconto sempre più analitico e riscontrabile anche successivamente MA impostato sul “ mi hanno ritrovato “ ( ?!?! ) con particolari sulle minacce e paura relativamente convincenti ma poco chiari . Peraltro tutti i dati suindicati sono compatibili con il taglio e l’apertura del racconto. 

Dopo pochi giorni gli fu detto “ma a titolo di battuta” che “la donna era ben organizzata” che “le cose stavano in modo un po’ diverso” da come riteneva e infine “togliti di mezzo da questa storia”. Altresì doveva “smettere di investigare”. Più tardi, quando evidenziò a voce i fatti più gravi ipotizzabili con l’ascolto, gli fu suggestivamente replicato “ma tu vuoi male a quella donna...”. Fu accompagnato alla porta subendo il segnale evidente che comunque non poteva ottenere come cittadino l’approfondimento di ciò che pure emergeva come ipotesi non peregrina e ciò che era dato ulteriormente intravedere . . L’opinione “ufficiale “ sull’approfondimento delle vicende appariva precostituita, ma Ferraro proseguì nel cercare di acquisire elementi ed analizzare i dati disponibili. Troppe cose non quadravano anche oltre gli atteggiamnti sospetti dei magistrati indicati.
Ripetiamo quanto già evidenziato nella prima parte di questo articolo : almeno tre circostanze rendono evidente la malafede di tutti quanti si sono dati da fare nella direzione impressa dall'apparato che vedeva in gioco immagine, la scoperta di attività coperte varie e sinanche la ricostruzione di metodologie ed attività passate (nella frangia eversiva o deviata della Procura di Roma, nel CSM e negli ambienti psichiatrici collegati) e soprattutto nella componente di coloro che hanno preso parte alla vicenda fingendo di ignorare e di considerare vaneggiamenti quanto sostenuto prove alla mano da Paolo Ferraro:
1. Indipendentemente da ciò che ha registrato, capito, ricostruito e saputo Paolo Ferraro, la presenza di sètte a copertura esoterico-satanista (nella Cecchignola, nel territorio a sud di Roma esteso sino ai castelli romani) viene considerata una certezza dal Ministero degli Interni nel momento in cui istituisce (con una importante circolare del 1996) la S.A.S. SQUADRA ANTI SETTENella circolare si fa inoltre esplicito riferimento ad attività di “destrutturazione mentale” poste in atto in alcune tipologie di sètte.

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